La preghiera giornaliera del 3 ottobre – di Camillo Langone

Non so più a che santo votarmi affinché non mi si confonda con Costanza Miriano. Secondo me a dire la differenza dovrebbero bastare e avanzare fotografie e bibliografie, eppure mi tocca di mettere i puntini sulle I: non mi comunico da vent’anni, non recito rosari, non partecipo a ritiri, esercizi spirituali, pellegrinaggi, non frequento parrocchie né movimenti, piuttosto che Avvenire compro Repubblica, piuttosto che un discorso di Bagnasco ascolto un pezzo dei Bad Religion, non amo il mio prossimo, non mi piacciono i bambini, verso le famiglie ho i medesimi sentimenti di André Gide.

E, attenzione, non sono nemmeno antiabortista al 100 per cento. Che un soggetto come me possa essere preso per mistico è un segno dei tempi, solo in un contesto di generale apostasia può essere sufficiente così poca fede per apparire devoti, e se nel mondo cattolico anche solo due persone mi seguono questo dimostra la mancanza di veri pastori, il crollo quali-quantitativo del clero. Non so più a che santo votarmi per togliermi di dosso questa polvere di sacrestia e partire alleggerito verso nuove avventure estetico-intellettuali.

Forse, tanto per cominciare, dovrei lasciare certi temi a Costanza (e Agnoli e Socci e Gnocchi-Palmaro…): poi però mi sveglio la mattina, apro Internet, leggo i giornali, e ho bisogno del Vangelo per capirci qualcosa, e mi riafferra l’assoluta certezza che senza il Vangelo non si possa capire niente, ma proprio niente, davvero niente niente, dell’uomo.

Camillo Langone

FonteFOGLIO QUOTIDIANO