La rivincita dei diplomatici in talare – di Marco Tosatti


Con le nomine, e le conferme, di oggi la Curia del regno di papa Francesco sta prendendo forma. In attesa, ovviamente, della riunione degli inizi di ottobre con gli otto cardinali consultori, e della futura riforma, quando sarà decisa, attuata e rodata. Ma qualche elemento, nelle scelte di uomini fatte in questi mesi, appare delinearsi. Vediamolo insieme.  .

Sotto il regno di Benedetto XVI la casta più potente e maltrattata al tempo stesso era quella dei diplomatici. Papa Ratzinger aveva scelto come Segretario di Stato un non diplomatico, Tarcisio Bertone; e Dio sa se ha pagato cara questa scelta, vissuta come un affronto dalla categoria

 Non solo: a differenza di Giovanni Paolo II, non ha più voluto ricevere i Nunzi, salvo casi specialissimi, delegando questo compito al Segretario di Stato. Dire che i Nunzi ne siano stati felici sarebbe mentire…

Papa Bergoglio ha ammesso di essere furbo, nella sua recente intervista, e certamente ha fatto ricorso a questa caratteristica nel trattare con la categoria. Ha organizzato poco dopo l’ascesa al trono un incontro di due giorni dedicato ai Nunzi, e, soprattutto, è in quella fascia di élite che sembra pescare con frequenza per le sue noine.

Così è –ovviamente – Nunzio il neo-Segretario di Stato, mons. Pietro Parolin; la sua nomina sana il vulnus inferto all’onore dei diplomatici dalla scelta di Bertone. Era diplomatico di carriera  anche Gabriele Ricca, (in Uruguay), la cui nomina Prelato dello IOR ha provocato – e ancora alimenta – tante polemiche. E’ Nunzio Beniamino Stella, Presidente dell’Accademia Ecclesiastica, e da oggi Prefetto per il Clero; era Nunzio (in Brasile) Lorenzo Baldisseri, nominato oggi al ruolo cruciale di Segretario per il Sinodo dei Vescovi. E fra le prime conferme di Curia ci sono state quelle di tre diplomatici: Angelo Becciu, Sostituto alla Segreteria di Stato; mons. Dominique Mamberti, “Ministro degli Esteri”, insieme con il suo vice, Antoine Camilleri; e Peter Wells, Assessore alla Segreteria di Stato. Spicca in questo bouquet la figura di mons. Georg Gaenswein, Prefetto della Casa Pontificia, prete diocesano, già segretario di Benedetto XVI, e suo angelo custode nell’eremo vaticano.

 

E l’altro elemento che accomuna i primi quattro citati sopra è la loro frequentazione professionale dell’America Latina (e dello spagnolo). Così come sempre di quell’area linguistica sono mons. Celso Morga, confermato come Segretario al Clero, e  mons. Jorge Carlos Patrón Wong,  un vescovo messicano nominato Segretario ai Seminari nella stessa Congregazione. Non solo: è spagnolo Vallejo Balda, nominato Segretario alla Commissione d’Inchiesta sulle Finanze, e Fernando Vergez Alzaga, che è diventato il N.2 del Governatorato, l’organismo che gestisce la Città del Vaticano. E che dovrebbe andare a occupare – se e quando il precedente titolare lo lascerà libero – l’appartamento che era di mons. Viganò, l’attuale Nunzio negli Stati Uniti, protagonista di una furibonda polemica con la gestione Bertone mille anni fa, ai tempi di Nuzzi, dei Corvi e di Vatileaks…

 

articolo pubblicato su Vatican Insider