Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

« La Sinistra ossessionata da Salvini è da sempre la Sinistra degli “addetti ai lavori” » di Antonio Socci

Vedendo l’ossessione della Sinistra per Salvini, in questi mesi, sembra di tornare indietro nel tempo. Quante volte abbiamo già visto questo triste film, questa sorta di caccia (politica) all’uomo nero  da parte dei “sinceri democratici”, questa fanatica mostrificazione, questo assalto collettivo  al Nemico dell’umanità?

La Sinistra in Italia è sempre stata così, da decenni: una fabbrica di odio, di intolleranza e demonizzazione. Con tanti “addetti ai livori”  a supportarla sui media.

Ci sono intere biblioteche che documentano questa storia, dagli anni del dopoguerra a quelli recenti: fiumi di odio  tracimanti contro tutti coloro che venivano individuati come nemici perché osavano opporsi alla sua egemonia (in certi momenti storici, in cui i gruppi più settari inseguivano la rivoluzione, com’è noto, non è mancata nemmeno la violenza fisica).

I maggiori avversari della Sinistra hanno subito lunghe campagne di odio, sono stati demonizzati, ossessivamente attaccatidileggiati  e “asfaltati”. Con il coro – ovvio – di molti media e delle piazze.

Si sperava che con il crollo (nella vergogna) del comunismo  la nostra Sinistra, che per anni aveva sostenuto regimi disumani, facesse una severa autocritica e cambiasse anche il suo modo di far politica.

Invece ha solo rovesciato la giacca, il giorno dopo il crollo del Muro ha annunciato che non c’erano più comunisti (anzi, nessuno ricordava di esserlo stato) e ha continuato a imperversare esattamente con gli stessi metodi: con la stessa pratica della demonizzazione dell’avversario. Accompagnata dai salotti radicl-chic e cattoprogressisti.

Così negli anni duemila è toccato a Berlusconi, appena entrato in politica. E oggi è esattamente il film che stiamo vedendo contro Salvini e – più di recente – contro Giorgia Meloni  da quando il suo consenso è cresciuto (si è già guadagnata la copertina dell’Espresso di questa settimana).

È un film già visto. La Sinistra cambia poco. Oggi sono tutti ossessionati da Salvini. Lo sognano pure di notte. Ogni loro discorso ruota attorno a Salvini. Sempre. Salvini qua, Salvini là. Ogni sua parola o gesto o selfie dà l’occasione alla Sinistra per scagliare scomuniche e invettive.

Salvini è l’alibi  che permette loro di giustificare qualsiasi loro scelta. Sono stati fino ad agosto nemici acerrimi dei grillini? Se le sono dette di tutti i colori? Hanno idee opposte? Eppure subito sono corsi a farci il governo insieme: per fermare Salvini.

Ma – si obietta loro – avete perso le elezioni, gli italiani vi hanno mandato al minimo storico e i sondaggi dicono che è un governo senza maggioranza nel Paese.

Risposta: non importa, è nostro dovere fermare Salvini, noi salviamo la democrazia governando come minoranza; dobbiamo fare questa indigestione di poltrone perché altrimenti – se facessimo votare gli italiani – vincerebbe Salvini.

Fatto il governo litigano su qualunque cosa, riconoscono loro stessi che un esecutivo così non può andare avanti, che è un disastro per il Paese, però – ti spiegano – dobbiamo tenerlo in vita con l’ossigeno pur di tenere Salvini all’opposizione.

Chiedi loro come possono subire il Mes voluto dalla Germania che sarà un disastro per l’Italia  (come hanno certificato voci autorevoli e indipendenti) e loro ti rispondono: Salvini vuole portarci fuori dall’euro (Gualtieri ha addirittura accusato Salvini di aver fatto sul Mes “una campagna terroristica”).

Chiunque attacchi Salvini ha il loro plauso: fosse pure Francesca Pascale, la compagna di Berlusconi, che ha detto di pensare a “scendere in piazza con le sardine”.

Risposta del capo delle sardine, Mattia Santori: “La Pascale tra noi? Diamo il benvenuto a chiunque si discosti dal sovranismo”. Salvini per loro è il male assoluto  (il diavolo, insinuava una celebre copertina di “Famiglia cristiana”).

Scalfari  ieri è arrivato a scrivere che “Salvini è un dittatore”  che “lascerebbe il posto di padrone del Mediterraneo al presidente di tutte le Russie, Vladimir Putin”, insomma “Salvini sarebbe il suo alto rappresentante nel Mediterraneo” e vorrebbe “un’Italia rappresentante internazionale d’un grande impero straniero”.

C’è da trasecolare. In Italia c’è davvero stato un partito che prendeva ordini dall’Unione Sovietica, ma era il Pci. Scalfari fu anticomunista? Del resto a quel tempo era il Pci che accusava la Dc di De Gasperi di essere “asservita” agli Usa e alla Nato.

A proposito di rovesciamento della frittata: Scalfari – invece dei suoi risibili scenari di fantapolitica – non vede oggi  concretamente un’Italia “asservita” ad altre potenze straniere? Non coglie sudditanza in altri partiti?

Nessuno risponderà. Perché attaccare Salvini è l’imperativo categorico. Salvini ha la colpa di tutto, pure dell’acqua alta a Venezia che c’è da secoli. Per qualunque cosa bisogna puntare il dito su Salvini. Giorni fa si è vista in televisione una “sardina”  attaccare Salvini per il Jobs act. Il realtà il Jobs act lo ha fatto il Pd, ma quel giovanotto attaccava Salvini perché anno scorso, a suo dire, avrebbe dovuto abolirlo.

L’altroieri il giornale dei vescovi, “Avvenire”, ha pubblicato un editoriale in prima pagina: “Giù le mani da Maria”. Parlava dei “collettivi blasfemi” dell’Università di Bologna che avevano organizzato – in occasione della festa dell’Immacolata – il party “Immacolata con(tracc)ezione”. L’invito “con tanti preservativi  svolazzanti sopra a un’immagine mariana” recitava: “mettiamo al bando la verginale santità mariana”.

A Sinistra c’è anche questo, com’è noto. “Avvenire” in quell’editoriale parlava di “politici senza rispetto”, ma – attenzione – non per criticare la Sinistra, bensì per mettere quei “collettivi blasfemi” sullo stesso piano di Salvini perché, a “Porta a porta”, di recente, ha citato, invitando a meditarlo, un messaggio dato dalla Madonna a Medjugorje. Si resta senza parole davanti a tale ostilità preconcetta.

Questa è una novità rispetto agli anni Settanta. È entrata a far parte di questo partito del livore e della demonizzazione anche la chiesa bergogliana. E non si ricorda nella storia della Chiesa dell’ultimo secolo una tale demonizzazione personale: mai i media cattolici e i vescovi hanno manifestato una tale ossessione contro un politico  (non certo per i leader del Pci, più che rispettati, e neanche per i radicali anticlericali). Mai si è vista una cosa simile.

Davvero singolare considerato che Salvini è cattolico, che raccoglie il voto della maggioranza dei cattolici  e che si batte in difesa dei valori cristiani  (la Lega, per dire, è stata la prima a protestare per quella manifestazione di Bologna, mentre la Curia del card. Zuppi è arrivata per ultima).

L’altra novità è surreale ed è questa: a differenza dei decenni passati, fino all’epoca Berlusconi, oggi questo “partito dell’odio” e della demonizzazione si maschera, nientemeno, da anti odio, ovviamente accusando di odio Salvini. Ed è tutto una risibile sfilata  di vecchi compagni che si atteggiano a suorine dell’amore caritatevole.

Il vecchio Marx  nel “18 brumaio di Luigi Bonaparte” scriveva: “Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano per, così dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa”.

È il caso della Sinistra italiana  che fu comunista, oggi “progressista”, che fino a ieri addirittura andava in sollucchero perfino per il testo di Gramsci intitolato “Odio gli indifferenti”  e che oggi scatenerebbe il finimondo se quella parola “odio” fosse pronunciata da Salvini, dal momento che la Sinistra attuale si straccia le vesti accusando di odio i suoi avversari perfino se parlano della fede cristiana e del presepio. È il mondo alla rovescia.

 

Antonio Socci

 

Da “Libero”, 9 dicembre 2019

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