Le apparizioni della Signora di tutti i popoli – analisi critica

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Ai sensi delle Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni, il giudizio sull’attendibilità delle rivelazioni private compete all’Ordinario del luogo, mentre spetta alla Sacra Congregazione per la dottrina della fede giudicare e approvare il modo di procedere dell’Ordinario o, se lo ritiene possibile e conveniente, procedere ad un nuovo esame del fatto, distinto da quello realizzato dall’Ordinario e compiuto o dalla Sacra Congregazione stessa, o da una Commissione speciale.

Ogni cattolico poi, appartenendo di diritto alla stirpe eletta, al sacerdozio regale, alla nazione santa del popolo di Dio, in forza del proprio battesimo che lo riveste di un carisma spirituale, usando della propria ragione, ha il diritto e il dovere di partecipare della funzione sacerdotale (Catechismo della Chiesa cattolica, 782-786) e quindi, qualora il giudizio definitivo non sia ancora stato pronunciato, ha facoltà di esercitare il proprio discernimento per giudicare la veridicità delle rivelazioni private alla luce della dottrina della Chiesa.

Ricordato pertanto quali siano le norme concernenti il giudizio sulle rivelazioni private e le facoltà che ogni cattolico può esercitare in tale ambito, si riassumono le alterne vicende che hanno riguardato le opinioni della Chiesa sulle apparizioni avvenute ad Amsterdam dal 1945 al 1959, conosciute come le apparizioni della Signora di tutti i popoli.

Va chiarito con tutta evidenza che qui non si vuole emettere un giudizio definitivo su tali apparizioni, giudizio che spetta agli organi competenti della Chiesa, anche se un pronunciamento negativo è già stato emesso, ma riflettere criticamente su diversi aspetti non sufficientemente conosciuti da molti.

Si riporta innanzitutto il testo integrale della Notificazione, del 1974, della Congregazione per la dottrina della Fede, rinvenibile sul sito della Santa Sede.

In merito alle pretese apparizioni e rivelazioni della « Signora di tutti i popoli », avvenute ad Amsterdam, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede ritiene opportuno dichiarare quanto segue:

Il 7 maggio 1956 il Vescovo della diocesi di Haarlem (Olanda), a seguito di un attento esame della causa riguardante le pretese apparizioni e rivelazioni della « Signora di tutti i popoli », dichiarava che « non constava della soprannaturalità delle apparizioni », e, conseguentemente, proibiva la venerazione pubblica dell’immagine della « Signora di tutti i popoli », come pure la divulgazione di scritti che proponevano le suddette apparizioni e rivelazioni come di origine soprannaturale.

Il 2 marzo 1957 lo stesso Ordinario ribadiva la sopraddetta dichiarazione, ed il Santo Uffizio, con lettera del 13 marzo dello stesso anno, lodava la prudenza e la sollecitudine pastorale dell’Ecc.mo Vescovo approvandone i provvedimenti. Inoltre in risposta ad un ricorso del Vescovo di Haarlem del 29 marzo 1972, la S. Congregazione per la Dottrina della Fede, il 24 maggio dello stesso anno, confermava la decisione già presa al riguardo.

Ora, a seguito di ulteriori sviluppi e dopo un nuovo e più approfondito esame del caso, la S. Congregazione per la Dottrina della Fede conferma con la presente notificazione la fondatezza del giudizio già espresso dalla competente autorità ecclesiastica e invita sacerdoti e laici a cessare qualsiasi propaganda circa le pretese apparizioni e rivelazioni della « Signora di tutti i popoli », esortando tutti ad esprimere la loro devozione verso la Vergine Santissima, Regina dell’Universo (cf. Litt. enc. Ad Caeli Reginam, AAS XXX [1954], 625-640), con forme riconosciute e raccomandate dalla Chiesa.

Roma, 25 maggio 1974.

* OR 14-15 giugno 1974, 2.

 

Dopo tale pronunciamento la questione avrebbe dovuto essere stata definitivamente chiusa, invece, incredibilmente, nel 1996 l’Ordinario dell’epoca, Mons. H. Bomers, concesse la pubblica venerazione dell’immagine della Signora di tutti i popoli. Quanto al carattere soprannaturale e al contenuto dei messaggi, non pronunciò alcun giudizio, ma dichiarò semplicemente che “ciascuno è libero di formularsi un giudizio secondo la propria coscienza”. Convinto in cuor suo dell’autenticità delle apparizioni, decise di attendere ulteriori sviluppi per formulare un successivo giudizio favorevole. Va rilevato che le apparizioni erano cessate da quasi quarant’anni, i suoi predecessori e il massimo organo della Santa Sede competente in tale materia  si erano già  sufficientemente espressi, per cui non si comprende che altre novità avrebbero potuto accadere.

Le novità le portò invece il suo successore, Mons. Punt, che il 31 maggio 2002 dichiarò l’autenticità delle apparizioni.

Va fatto presente che nella sua dichiarazione il Vescovo di Haarlem/Amsterdam non fece alcun accenno alle posizioni contrarie dei suoi predecessori, né tantomeno alla precedente notificazione della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il suo pronunciamento era integralmente riportato su quello che è stato fino a poco tempo sito ufficiale di questa devozione, ora non più attivo. Qui se ne citano le parti salienti.

Punt affermò che“nel pieno riconoscimento della responsabilità della Santa Sede, è in primo luogo compito del vescovo locale di pronunciarsi, secondo coscienza, sull’autenticità di rivelazioni private che stanno avvenendo o che sono avvenute nella propria diocesi”.

Nella stessa dichiarazione informò di aver sottoposto a teologi e psicologi i risultati delle indagini precedenti, genericamente indicate come “questioni e obiezioni”, decidendo che “Non ci sono fondamentali impedimenti teologici o psicologici per il riconoscimento dell’autenticità soprannaturale” – e motivando – “Ho anche richiesto, riguardo ai frutti spirituali e allo sviluppo successivo, il giudizio di un certo numero di confratelli nell’Episcopato che sperimentano, nelle loro Diocesi, una forte venerazione di Maria come Madre e Signora di tutti i Popoli. Considerando questi pareri, testimonianze e sviluppi, e ponderando tutto questo nella preghiera e nella riflessione teologica, tutto ciò mi conduce alla constatazione che nelle apparizioni di Amsterdam c’è un’origine soprannaturale”.

Vi è subito da obiettare che la diffusione, anche a livello mondiale, della venerazione per la Signora di tutti i popoli non pare un motivo sufficiente per dichiarare la veridicità di tali apparizioni perché, fino a prova contraria, sono le pecore che devono ubbidire al loro pastore e non viceversa e un Vescovo cattolico non esprime un’opinione piuttosto che un’altra a seconda di come voglia il popolo ma secondo le Leggi del Signore e la dottrina della Chiesa.

Infatti, a questa stregua, visto che in Olanda  sono state legalizzate le nozze tra gay, Mons. Punt dovrebbe benedirle concedendo anche l’Eucarestia, che quelli pretendono con schiamazzi di popolo, e accordarla altresì a conviventi, divorziati, omosessuali praticanti e a tutti gli irregolari che in quel Paese contestano fortemente l’ortodossia romana (info in web).

Certo è che, all’indomani della chiusura del Concilio Vaticano II, negli anni settanta in Olanda una quantità enorme di sacerdoti si spogliarono dell’abito ecclesiastico e proprio in quella Nazione negli ultimi quarant’anni si è diffusa una scristianizzazione e conseguente secolarizzazione che ha provocato grandi problemi e sofferenze alla Chiesa Cattolica, tanto da diventare oggi una nuova terra di missione.

E già nel 1985 il viaggio di Giovanni Paolo II trovò tali ostilità che a Utrecht dovette intervenire la polizia per tenere a bada i manifestanti.

Ma anche per quanto concerne gli sviluppi spirituali successivi alle apparizioni di Amsterdam, citati dal Vescovo nella sua dichiarazione come prova della loro autenticità, vi sono state  devianze e abusi come il “The Community of The Lady of all Nations” del Quebec, Comunità scomunicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2007 (info in web). Va detto, per completezza di informazione, che l’Ordinario ne prese subito le distanze chiarendo ufficialmente che tale Comunità non aveva alcun’attinenza con la devozione da lui approvata.

In questa confusione di condanne e di conferme, è di tutto diritto provare a capire le ragioni per cui due Vescovi e la Congregazione per la Dottrina della Fede dichiararono non soprannaturali le apparizioni della Signora di tutti i popoli.

 

 La Veggente

Ida Peerdeman era una bella diciottenne di Amsterdam, educata alla religione cattolica, quando iniziò ad avere delle tremende vessazioni e possessioni diaboliche che la tormentarono per una ventina d’anni e che producevano nella sua abitazione fenomeni avvertibili anche dai familiari. Era seguita da un Padre Domenicano, Padre Frehe, che fu il suo direttore spirituale fino alla sua morte avvenuta nel 1967 e che la sottoponeva ad esorcismi senza risultati. (cfr. anche Ida Peerdeman: the messenger)

Negli anni quaranta, perdurando le manifestazioni diaboliche, la donna ebbe visioni profetiche riguardanti sia avvenimenti di guerra sia la caduta del nazismo e del fascismo, finché un giorno accadde qualcosa di assolutamente inaspettato.

Nel suo racconto tratto dal sito ufficiale della devozione (ora rinvenibile sul sito The Lady of all Nations)  leggiamo che il 25 marzo 1945 la donna era nella sua casa, presenti le sue sorelle e il Padre domenicano, quando si sentì attrarre fortemente a recarsi in un’altra stanza. Lì vide un “mare di luce e un vuoto profondo” dal quale comparve “una figura femminile che indossava un lungo abito bianco con una cintura. Era in piedi con le braccia aperte, i palmi delle mani rivolti verso di me”. La figura iniziò a parlare e ordinò a Ida di ripetere quello che avrebbe detto. “Le mie sorelle e Padre Frehe si erano raccolti attorno a me. Sentii Padre Frehe dire: ‘Ma che fa, adesso diventa anche santa’. Quando iniziai a parlare disse a mia sorella Truus: ‘Presto, scrivi ciò che dice!’. Mia sorella non ne aveva voglia, lo trovava stupido. Ma Padre Frehe ripetè: ‘Scrivi!’  Dopo che avevo ripetuto alcune frasi, udii Padre Frehe dire: ‘Ascolta, domanda chi è’. E così le chiesi: ‘Lei è Maria?’. La figura rispose sorridendo: ‘Mi chiameranno Signora, Madre’. Dicendo ‘Signora’, chinò leggermente la testa verso di me. Ripetei quindi: ‘Mi chiameranno Signora, Madre’. Udii Padre Frehe dire: ‘Signora? Non l’ho mai sentito, Signora?’. Tanto lui che mia sorella, che stava scrivendo tutto, risero sonoramente”. (cfr. La prima apparizione)

Quello che va rilevato è che Padre Frehe, precedentemente all’inizio delle apparizioni, non aveva dichiarato la Peerdeman liberata dalla possessione diabolica che la tormentava, tant’é che la sua prima reazione, come lei stessa riferì, fu la frase Ma che fa, adesso diventa anche santa e non lo disse per lo stupore bensì per scherno, infatti quando sentì che l’apparizione si definiva “Signora” scoppiò a ridere insieme alla sorella di Ida.

Insomma l’apparizione venne accolta con  incredulità e ironia e non può non meravigliare che la Madre del Signore sia apparsa senza che la Sua presenza fosse avvertita, seppur invisibilmente, da un uomo di Dio come il religioso domenicano Padre Frehe.

Il nocciolo di tutta la questione in merito alla veridicità o meno di queste apparizioni sta nel racconto di questo inizio. Non si può dubitare che sia tutto vero, ma il problema è chi fosse realmente il personaggio presentatosi a Ida.

La Peerdeman nel suo racconto affermò “Stavamo discutendo animatamente quando, d’improvviso, oggi ancora non so come, fui attratta nell’altra stanza. Guardai e d’un tratto vidi giungervi una luce. Pensai: da dove viene, e che strana luce è mai questa? Mi alzai e dovetti muovermi verso quella luce.

Il sentirsi attrarre irresistibilmente in un luogo, senza saperne la ragione, contrasta con la libertà che comunque, anche nelle apparizioni, Dio lascia agli uomini, come è dimostrato in tutta la storia della salvezza, dalla Genesi in poi.

Questa incapacità di Ida ad opporsi a forze occulte che la costringevano ad agire contro la sua volontà si ripeterono, come nell’apparizione del 31 maggio 1957 quando alla veggente era stato proibito dal suo confessore, Padre Frehe, di recarsi a pregare nella cappella di S. Tommaso. Questo il suo racconto: “Alle tre nella cappella!” Suonò come un comando. Tornai allora a casa. Dato che P. Frehe non mi aveva proibito di andare in chiesa nel pomeriggio, andai nella chiesa di S. Tommaso. Dapprima non osavo entrare, ma poi è stato come se qualcuno mi spingesse, come se una specie di vento o una forza mi facesse entrare in chiesa.”

Diversa è la forte attrazione che hanno sempre provato i privilegiati delle apparizioni mariane, giudicate vere dalla Chiesa, verso i luoghi dove sapevano che la Madonna sarebbe riapparsa. E ancora oggi, per esempio, la grotta di Massabielle esercita un fortissimo richiamo per chiunque si rechi a Lourdes.

 

  Le apparizioni

Diversamente per come accaduto in tutte le apparizioni,  dichiarate vere, che si sono ripetute per un certo numero di volte, dopo quel primo episodio la Signora prima di dileguarsi non informò se e quando sarebbe ritornata e neppure lo fece mai in seguito, infatti compariva e scompariva all’improvviso, senza alcuna regolarità di giorni, mesi o anni.

Quindi, a differenza dalle apparizioni approvate, non veniva attesa dalla veggente nel raccoglimento della preghiera, eventualmente insieme ad altre pie persone.

Durante tali visioni la Peerdeman descrisse, non è chiaro ma sembrerebbe nell’immaginazione, di essere stata portata dalla Signora ora in un luogo ora in un altro ed ella stessa non capiva bene dov’era. Insieme a ciò le venivano mostrate delle immagini che la veggente definiva “strane”. Così come ermetiche e incomprensibili erano le parole che il personaggio pronunciava nel mostrarle le scene che accadevano. Tali scene potevano riguardare episodi e personaggi del passato, oppure essere riferite ad avvenimenti che, non fornendole  la Signora alcuna spiegazione, ella interpretava come fatti ancora da accadere.

Inoltre, insieme a ciò che le veniva mostrato, Ida era costretta ad avvertire fenomeni fisici sgradevoli come le fortissime stanchezze da cui era assalita durante le apparizioni, oppure a vivere stati d’animo come un’opprimente tristezza e, anche se raramente, un’inaspettata allegria. Il tutto era sempre voluto e pilotato dalla volontà della Signora, che la costringeva anche a sollevare o a reggere croci,  travi o altri oggetti pesantissimi fino a farle provare dolori atroci. Oltre a ciò le imponeva comandi ai quali la Peerdeman  non poteva sottrarsi quali Ascolta attentamente!”, “Guarda bene!”, “Leggi!”, “Tienilo bene a mente!”, “Avverti!”, “Riferisci!”, “Diffondi!” “Ti ordino di farlo!” (info in sito)

Quella figura femminile sarebbe la stessa che il 18 febbraio 1858 si rivolgeva con dolcezza alla piccola e ignorante Bernadette domandandole “Volete avere la bontà di venire qui per quindici giorni?”? E che cosa sarebbe accaduto nel frattempo alla Santissima Vergine Maria per cambiare in questa maniera il suo carattere?

Tornando a quella prima apparizione, bisogna sottolineare che, disobbedendo a Padre Frehe, il quale le disse di domandare chi fosse, Ida chiese al personaggio se fosse Maria, ma la visione non rispose affermativamente, non le confermò di esserlo né si definì con qualsiasi appellativo riconducibile alla Madre del Signore, anzi, non si presentò proprio, affermando “Mi chiameranno Signora, Madre”.

Perché la SS. Vergine Maria, già riconosciuta dalla Chiesa Cattolica come Madre di Gesù e Madre Nostra (CCC 488- 489) e venerata con gli appellativi più prestigiosi fra i quali Regina del Cielo e della terra (CCC 966) avrebbe voluto essere chiamata con il nome riduttivo e generico di Signora? E perché affermò anche Madre, visto che era già riconosciuta come tale?

Del suo nome precisò solo come sarebbe stata chiamata in futuro, e la frase “mi chiameranno” dà la misura del suo nascondersi e del celarsi dietro a un  mistero.

Inoltre nella preghiera dettata alla Peerdeman l’11 febbraio 1951 l’apparizione inserirà la frase “che una volta era Maria”, interpretata dai cultori di questa devozione come nome riferito a se stessa.

Nel messaggio del 2 luglio 1951, la Visione spiegò: Che una volta era Maria significa: molti uomini hanno conosciuto Maria come Maria. Ora però, in questa nuova epoca che sta cominciando, voglio essere la Signora di tutti i Popoli. Questo è comprensibile a tutti”.

Per la verità non è comprensibile proprio per nulla, infatti in Cielo nessuno cambia identità. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna che Dio ha creato ogni anima singolarmente (366) e che questa si riunirà al proprio corpo alla Resurrezione dei morti  (1016).  

E’ singolare che questa apparizione non pronunciò mai la frase “Io sono Maria Vergine”. Quando citò il nome Maria, lo fece come persona altra da sé, come qualcuno del passato e non più attuale e quasi sempre in terza persona.

Un esempio è l’apparizione del 20 settembre 1951 “Sono stata chiamata Miriam o Maria. Ora voglio essere la Signora di tutti i Popoli.”

Oppure nell’apparizione del 6 aprile 1952 “Ella era Maria, l’ancella del Signore. Ora vuole essere la Signora di tutti i Popoli. Tutti voi, chiunque siate, venite alla Signora di tutti i Popoli!

E quando Padre Frehe insisté con Ida per sapere chi fosse il personaggio che le appariva, Ida ancora una volta non le rivolse la domanda che ci si aspetterebbe “Tu sei la Santa Vergine Maria?”, ma le chiese: “Ma allora sei tu la Signora?” Lei mi guarda sorridendo e dice:“Il tuo direttore spirituale deve crederti. Dispone di prove sufficienti. Digli quanto segue: egli ha in sé buone intenzioni ed amore, anche per il suo lavoro. E poi…, non deve preoccuparsi oltre. La sua vita è ormai diretta così. La prova gli è stata fornita… Non posso per adesso dire di più. Con gli anni tutto si avvererà. Digli questo.” (3 dicembre 1949)

Inconcepibili poi sono le affermazioni che fa nella penultima apparizione, quella del 31 maggio 1958, “Tramite il Signore alla Signora, tramite la Signora di tutti i Popoli al Signore di tutti i Popoli. Il contatto rimarrà. Metti in guardia il clero dalle eresie, soprattutto per quanto concerne l’Eucaristia! Riferiscilo al sacrista. Digli che la Signora gli domanda di condurti dal Sommo Pontefice! Ti chiedo nuovamente: prega molto per i sacerdoti, per nuove vocazioni e per il ravvedimento dei popoli, ma sono venuta in segreto. In segreto ritornerò a Colui che mi ha inviata. Non affliggerti. Non vi lascio orfani. Verrà il Consolatore e Soccorritore”. (cfr. 55° Messaggio)

Che cosa ha a che vedere questo linguaggio sfuggente ed enigmatico con la limpidezza della Madre di Gesù?

Inoltre la Chiesa Cattolica ha sempre venerato, come tuttora venera, la Madre di Dio chiamandola Maria. Che un personaggio dell’aldilà avesse deciso di sopprimere la devozione al Suo Nome è incredibile. Sempre che, nel suo ermetismo, volesse indicare proprio la Madonna e non una qualsiasi “Maria” fra le tante trapassate a miglior o peggior vita.

L’unica cosa certa è che la visione che appariva alla Peerdeman voleva essere chiamata la Signora di tutti i popoli e non le interessava minimamente quello che decideva la Chiesa.

Infatti il 6 aprile 1952 disse a Ida “Devi fare bene attenzione e riferire ciò che ti dico oggi. Dì ai teologi che non sono contenta del cambiamento della preghiera! «Che la Signora di tutti i Popoli, che una volta era Maria, sia la nostra Avvocata deve restare così». Questo lo disse perché inizialmente il Vescovo aveva sollevato delle obiezioni e aveva fatto omettere nella preghiera la frase “che una volta era Maria”, ma quando gli fu riferito questo messaggio la frase fu nuovamente inserita. (cfr. sito)

Per la religione cattolica la Madonna è Madre della Chiesa (963): può fare affermazioni tali per cui la Chiesa, sua figlia, debba correggerla? E perché allora a Lourdes, al contrario, zittì certi teologi che polemizzavano sul pronunciamento del dogma dell’Immacolata Concezione, dimostrando inequivocabilmente che la S. Chiesa, per mezzo di Papa Pio IX, aveva proclamato il vero?

 

Ma la Chiesa, a sua volta e giustamente, non se ne importò nulla di quello che voleva la Signora di tutti i popoli e nel 2006 la Congregazione per la Dottrina della Fede fece sostituire la frase “che una volta era Maria” con “la beata Vergine Maria”.

Ma vi è di più. Durante la stessa apparizione del 6 aprile 1952 aggiunse:

“Questo tempo è il nostro tempo. Il nuovo dogma che seguirà è l’ultimo dogma mariano: la Signora di tutti i Popoli quale Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Al sacrificio della croce il Figlio fece dono di questo titolo a tutto il mondo. Per voi, chiunque siete, sono la Signora. Vengo per dire a questo mondo in decadenza e rovina: unitevi tutti assieme! Voi cristiani vi ritroverete uniti presso la Signora di tutti i Popoli, così come vi ritrovate uniti presso la croce del Figlio. Nella comunità, nella Chiesa, devono e dovranno avvenire molti cambiamenti. Voi uomini, chiunque siate, sostenetevi e aiutatevi a vicenda. Troverete tutto quanto vi abbisogna nel primo e massimo comandamento. «Che la Signora di tutti i Popoli, che una volta era Maria, sia la nostra Avvocata»”.

Questa insistenza nel voler essere definita “che una volta era Maria”, è però in contraddizione con quanto la visione affermò nell’apparizione dell’11 ottobre 1953: “Maria, la Signora di tutti i Popoli, viene oggi inviata per mettere in guardia una volta di più il mondo…”  e in quella del 31 maggio 1955:  “La Signora dice:“Questo è il grande favore che Maria, Miriam, o la Signora di tutti i Popoli, può concedere a tutti i popoli del mondo” (riferendosi al fatto che sarebbe venuta una volta all’anno in quella data per un po’ d’anni), oppure “Poiché il mondo anela alla concordia per tutto quanto lo concerne, il Signore e Maestro vuole portare unità spirituale ai popoli di questo mondo. Perciò egli invia Miriam, ovvero Maria, quale Signora di tutti i Popoli”. (20 settembre 1951)

Dunque prima insisteva nel voler essere chiamata “la Signora di tutti i popoli, che una volta era Maria” e  negli anni successivi si attribuiva, come attuali, anche i nomi  di Maria e Miriam (Maria in ebraico)?

Tornando ad  analizzare il  messaggio del 6 aprile 1952, la visione fece riferimento ad un primo e massimo comandamento “Il primo e il più grande comandamento per gli uomini è l’amore. Chi possiede amore onorerà il suo Signore e Maestro nella sua creazione, il che significa vederne la grandezza nella sua creazione, compreso il sacrificio. Chi possiede amore farà agli altri uomini tutto quanto si augura che venga fatto a se stesso. L’amore è il primo e più grande comandamento dato da Cristo. Questo è quanto voglio portare oggi. Questo messaggio deve essere trasmesso. Tu ne sei lo strumento”.  (15 agosto 1951). Già in precedenza aveva espresso concetti simili: L’amore è infatti il primo comandamento! Dopo viene la rettitudine” (1 ottobre 1949); l’amore è il primo comandamento e accanto, come congiunti da un arco, vi sono la verità e la rettitudine” (3 dicembre 1949); “.. così richiamo di nuovo il primo e più importante comandamento: l’amore, l’amore verso il prossimo”. (27 maggio 1950)

Ma Gesù non ha mai ha indicato nel primo comandamento un amore “generico” dal quale scaturirebbe l’onore da tributare a Dio o al prossimo e nel secondo comandamento la verità o la rettitudine. Gesù ha invece insegnato: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”. (Mt 22,37-40; Mc 12, 29-31)

Fa una bella differenza! E nasce spontanea una domanda: è  mai credibile che la SS. Vergine Maria, in apparizioni private,  corregga Gesù, la Sacra Scrittura, i teologi e la Chiesa?

 

 Le  profezie

Bisogna premettere che tutte le apparizioni della Madre di Gesù hanno avuto un complesso di scopi (cfr. Vittorio Messori, Ipotesi su Maria, ed. Ares),  che erano, da una parte, il confermare il popolo nella fede e richiamarlo ai suoi doveri verso Dio e, dall’altra, di metterlo in guardia su possibili disgrazie che il mondo si sarebbe procurato se avesse continuato nella disobbedienza verso il suo Creatore.

Occorre anche chiarire che per “generazione” si intende  la durata media di anni che intercorrono tra la nascita dei genitori e quella dei loro figli  e che tale unità di misura temporale corrisponde, convenzionalmente, a  circa 25 anni.

Va ricordato poi che quando la Madonna, nelle apparizione giudicate vere dalla Chiesa, ha fatto delle profezie su quello che sarebbe potuto accadere al mondo se non si fosse convertito, esse si realizzarono all’interno di una stessa generazione: l’anno  successivo per l’apparizione di  La Salette, un arco di 21 anni per quelle di Fatima. E tutto avvenne in maniera chiara e inequivocabile.

I messaggi della Signora di tutti i popoli, il cui significato è definito dagli stessi cultori di questa devozione come  “ermetico, apocalittico, simbolico”,  spesso sono dei resoconti dei viaggi spaziali che la Signora faceva percorrere a Ida e secondo i sostenitori di questa devozione essi dovrebbero contenere delle profezie. Ma anche a rileggerli a posteriori, a parte la gran noia che se ne ricava e il nulla di spirituale che trasmettono, tali visioni non sono riconducibili a predizioni che possano trovare sicuro riscontro nei successivi settant’anni che sono trascorsi dalla prima apparizione ad oggi.

Infatti le scene che si presentavano, così come raccontate dalla Peerdeman stessa, indicavano tutto e il contrario di tutto, né le venivano spiegate temporalmente  e la stessa veggente ammetteva di non capirle, cercando di dare di volta in volta una sua interpretazione personale. Quando poi nella realtà accadevano certi episodi la Peerdeman li rapportava a quanto la Signora le aveva mostrato e, ancora oggi, i fautori della loro veridicità procedono con questa metodologia di interpretazione.

Per analogia, tali profezie possono essere paragonate a quelle di Nostradamus della cui opera, dopo ogni avvenimento eccezionale accaduto nel mondo, i cultori di questo oscuro e discusso personaggio vanno a cercare e a interpretare le possibili terzine corrispondenti.

Si porta come esempio quanto riferito nel resoconto del 7/2/46: “Mi sembra di trovarmi con la Signora sulla sommità del globo terrestre. Ella m’invita a guardare davanti a me e vedo nettamente la luna. Vi è qualcosa che giunge in volo e che scende sulla luna. Dico: “C’è qualcosa che arriva sulla luna”. È come se mi librassi nell’aria. Tutto attorno a me è cosi strano e dico: “Una specie di fenomeno naturale”. La Signora non le fornì alcuna spiegazione. E questa sarebbe la profezia dell’ammaraggio degli astronauti sulla luna.

Un punto di forza dei devoti di questa devozione è la profezia sulla morte di Papa Pio XII, profezia che sarebbe la prova più lampante dell’autenticità dei messaggi. (sic nel sito).

La profezia, data 19 febbraio 1958, è così raccontata dalla Peerdeman:

Stanotte mi svegliai con un sobbalzo perché fui chiamata. Erano le tre precise. Vidi di nuovo la luce e udii la voce della Signora dire: “Eccomi di nuovo. … Ti faccio una comunicazione, della quale non dirai niente a nessuno, nemmeno al sacrista e al tuo direttore spirituale. Quando si sarà realizzata, potrai dire loro che la Signora te lo aveva predetto. Ecco la comunicazione:

Ascolta, il Santo Padre attuale, papa Pio XII, sarà accolto tra i nostri quest’anno, all’inizio di ottobre. La Signora di tutti i Popoli, la Corredentrice, Mediatrice e Avvocata lo condurrà alla gioia eterna”. Questa comunicazione mi spaventò e non osai credervi. La Signora disse: “Non spaventarti, figlia! Il suo successore proclamerà il dogma”.

Visto che nessuno doveva conoscere la notizia non si comprende che fine spirituale avesse tale profezia, l’unico scopo evidentemente era quello di dimostrare che la Signora di tutti i popoli “prediceva il futuro”. Infatti, all’accadere della morte del Papa, Padre Frehe confermò che nella busta sigillata, consegnatagli da Ida in febbraio, vi era questa informazione.

Ma fu una vera profezia?

Che Eugenio Pacelli soffrisse sin dalla sua giovinezza di disturbi gastrici era noto a tutti e tali disturbi, accompagnati da periodi di forti dolori, lo tormentarono per tutta la vita. Nel 1956 la gastrite che lo affliggeva si era acuita a tal punto da fargli pensare che la morte fosse prossima, tanto che nella notte fra il 14 e il 15  maggio di quell’anno redasse il suo testamento (cfr. Andrea Tornielli, Pio XII, ed. Mondadori, pag. 557 e seg.). Proseguì fra miglioramenti e ricadute fino a dover limitare, nel 1957, le udienze papali ed a eliminarle quasi del tutto nel 1958. Vi è da rilevare che nell’ambiente vaticano fra i medici curanti del Papa vi era anche chi portava le notizie all’esterno, perciò era risaputo quali fossero le sue condizioni fisiche, quali i suoi spostamento fra Roma e Castelgandolfo, quali e quante udienze già programmate erano state annullate a causa dell’aggravarsi della sua malattia e tutti gli altri avvenimenti che lo riguardavano.

Sicuramente i suoi medici curanti avevano  fatto una prognosi della malattia e potevano sapere quanto ancora potesse vivere in considerazione della tarda età e delle sue condizioni fisiche.

Vi è un detto francese, all’epoca lingua ufficiale nelle relazioni internazionali, che riferendosi a qualcuno gravemente ammalato afferma “passe pas l’hiver”, cioè non supererà l’inverno e lo stesso, in quel febbraio del 1958, avrebbe potuto dire di Pio XII qualsiasi persona di buon senso, senza bisogno di essere un medico. Giova qui richiamare quanto spiega S. Giovanni della Croce nel libro II della Salita del Monte Carmelo per discernere fra vere e false profezie.

Ma le due profezie date dalla Signora di tutti i popoli nell’apparizione del 19 febbraio 1958, le più importanti, non appaiono convincenti: la prima riguarda la data della morte di Pio XII, che non avvenne ai primi di ottobre, bensì il giorno 9 che,  a voler esser pignoli, è un giorno più vicino alla seconda decade che non ai primi giorni del mese. E a questo proposito: come mai la Madre di Dio, se tale era e se era a conoscenza del futuro, non precisò con esattezza anche il giorno?

La seconda previsione fu che il successore di Pio XII avrebbe proclamato il dogma della Signora di tutti i popoli, che una volta era Maria, come Corredentrice, Mediatrice e Avvocata.

Può  darsi che la traduzione sia stata sbagliata e che in realtà abbia detto “uno dei suoi successori” e non proprio “il suo successore”, fatto sta che a distanza di cinquantotto anni nessuno Papa ha ancora proclamato tale dogma.

Può la Madre di Gesù sapere le cose a metà o provare ad indovinarle come un qualunque giocatore d’azzardo? E può sbagliare clamorosamente una profezia che la riguarda?

Altra profezia non avveratasi è stata quella del segno che avrebbe certamente dato: “Il segno della Signora di tutti i Popoli sarà visto più tardi in tutto il mondo. I popoli devono comprenderlo bene!”  (17 febbraio 1952); “E ora il segno: con questo titolo la Signora di tutti i Popoli può venire ogni anno ai suoi figli, ai suoi apostoli, a tutti i popoli” (31 maggio 1954). “La Signora di tutti i Popoli può venire ogni anno. Ha promesso di dare il suo segno. Ora questo segno è dato. Ho detto: ritornerò, ma pubblicamente” (31 maggio 1955).

Nella penultima apparizione, non potendo evidentemente dare nessun segno, se la cavò dicendoOra voglio ancora dare una risposta a tutti quelli che ti hanno richiesto un segno”. Dicendo ciò, la Signora mosse compassionevolmente il capo. “La Signora dice a tutte queste persone: i miei segni sono nelle mie parole. Gente di poca fede! Siete come un bimbo che chiede un fuoco d’artificio e tuttavia non vedete la vera luce e il vero fuoco”. E la Signora sorrise compassionevolmente. “Voi cercate e cercate il para-questo e il para-quello. Anche riguardo a ciò la Signora di tutti i Popoli vi darà una risposta”. E con una voce che echeggiò fortemente attraverso la chiesa, disse: “È il Paraclito che opera tutto”. (31 maggio 1957)

E infatti il segno annunciato dalla Signora di tutti i popoli, a distanza di settant’anni, non è arrivato.

Come mai la Vergine Maria, nelle apparizioni approvate dalla Chiesa, ha dato invece segni inequivocabili della Sua presenza? Ci si riferisce alla fonte di acqua miracolosa a Lourdes e, per quanto riguarda Fatima, come da lei annunciato, alla roteazione del sole il 17 ottobre 1917 e al fenomeno dell’aurora boreale del 25 gennaio 1938, segno dell’inizio della seconda guerra mondiale (Memorie di Suor Lucia, Secretariato dos Pastorinhos, P-2496 Fatima Codex – Portogallo).

A questo punto ci torna alla mente il Deuteronomio [18, 21 s.]: «Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l’ha detta il Signore». (cfr. l’articolo Come riconoscere i falsi veggenti)

 

Il dogma

Va chiarito che il dogma, di per sé, altro non è che il pronunciamento, da parte dell’autorità della Chiesa, di una verità di fede dichiarata definitiva  e obbligante per qualsiasi cattolico e ha lo scopo di far luce sulla Rivelazione del Mistero di Cristo, che è il fondamento della religione cristiana. (CCC 88- 90).

Questo significa che la dichiarazione solenne di un dogma non aggiunge nulla alla Rivelazione, bensì ne svela solamente una verità. E, perciò, attribuire a Maria Vergine il ruolo di Corredentrice non aggiunge nulla, di fatto, alla verità intrinseca che la riguarda, in quanto non potenzia la Sua Gloria, che prescinde da noi, ma serve solo a noi cristiani per conoscerla meglio e tributarle maggior onore.

Della profezia effettuata il 6 aprile 1952 del dogma si è detto sopra.  La domanda che sorge spontanea è questa: come mai ha annunciato il mese e l’anno della morte di Pio XII e del dogma ha profetizzato solo il  mese e il giorno, il 31 maggio, senza specificare di quale anno? (31 maggio 1954)

La verità è che neanche la  visione sapeva se e quando il dogma sarebbe stato pronunciato, dal momento che ella stessa, l’11 ottobre 1953, esortò il Papa a pronunciarlo nel corso del 1954.

Ma, essendo una profetessa, non sapeva che Pio XII non aveva la minima conoscenza di queste apparizioni?   

E come mai le interessava tanto quel dogma, mentre il 15 agosto 1950 apparve alla Peerdeman senza fare il minimo accenno al fatto che da lì a pochi mesi, il 1° novembre, sarebbe stato proclamato  quello dell’Assunzione, di cui quella giornata sarebbe diventata la festa ufficiale? E come mai nell’apparizione dell’8 dicembre 1952 non ricordò minimamente che era il giorno dell’Immacolata Concezione, festa proclamata con un altro dogma mariano?

Va chiarito che nessuno può affermare o negare con certezza, prima che la Chiesa si pronunci, se Maria Vergine sia Corredentrice, oltre che Avvocata, titolo con il quale è già invocata nella Preghiera del Salve Regina, e Mediatrice di tutte le Grazie, come peraltro già la si prega. E la Chiesa, un giorno vicino o lontano, potrebbe dichiarare che Maria Vergine, Madre di Gesù, oltre a essere l’Immacolata Concezione e l’Assunta in Cielo, è anche la Corredentrice degli uomini.

Ma l’equivoco di base è che la visione non predisse questo a Ida Peerdeman, bensì profetizzò che sarebbe stato pronunciato il dogma di Corredentrice, Mediatrice e Avvocata della Signora di tutti i popoli, che una volta era Maria e che questo dogma avrebbe portato la pace nel mondo (31/5/54).

Perché ciò avvenisse occorrerebbe che la Chiesa eliminasse il nome di Maria da ogni rito, liturgia, preghiera e documento che la riguardi, comprese le apparizioni già approvate, e la declassasse dal ruolo che le ha conferito di Regina dell’Universo a quello di Signora di tutti i popoli.

E’ mai possibile che un dogma pronunci una verità di fede modificando, annullando e invalidando altre verità precedenti?

E, se era la stessa persona, come mai non predisse a S. Bernadette, o ai tre pastorelli di Fatima,  che sarebbe stato proclamato anche il dogma dell’Assunzione e non chiese a nessun Papa di proclamarlo?

In verità la Santa Vergine a Lourdes non pronunciò mai il termine “dogma”: richiesta di dire chi fosse si limitò ad affermare Io sono l’Immacolata Concezione.

  

L’immagine

Centrale per la devozione alla Signora di tutti i popoli è il quadro che ella chiese alla Peerdeman di farle dipingere. “La Signora di tutti i Popoli sta ritta nel centro del mondo davanti alla croce. Viene in questo tempo con questo nome quale Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. (31 dicembre 1958).

Gesù ha affermato: E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. (Gv 3, 14-17) E anche: “Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me“. (Gv 12, 32)

E’ quindi da escludersi che la Madonna possa porsi davanti alla croce, addirittura coprendone con il suo corpo l’effige, che è insieme simbolo del cristianesimo e della salvezza degli uomini. Perché è Gesù che salva, in quanto essendo vero Dio e vero uomo, nella unità della sua Persona divina, è l’unico Mediatore tra Dio e gli uomini. (CCC 480; 618; 771; 956; 1369; 1544; 1546; 2574; 2593)

La SS. Vergine potrà anche essere proclamata un giorno corredentrice, ma figurativamente il suo posto è presso la croce, non davanti. Infatti nel S. Vangelo è detto: La Madonna stava presso la croce (Gv 19,25) e siccome la croce era stata innalzata, stava ai suoi piedi (CCC 2618).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ai numeri 969 e 970 afferma: «Difatti, assunta in cielo, ella non ha deposto questa missione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci i doni della salvezza eterna. . . Per questo la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice. La funzione materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura o diminuisce l’unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia. Infatti ogni salutare influsso della beata Vergine sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo, si fonda sulla mediazione di lui, da essa assolutamente dipende e attinge tutta la sua efficacia. Nessuna creatura infatti può mai essere paragonata col Verbo incarnato e Redentore … così anche l’unica mediazione del Redentore non esclude, ma suscita nelle creature una varia cooperazione partecipata dall’unica fonte».

La Madonna quindi non si pone fra Dio e il mondo, ma coopera con Dio per la salvezza del mondo. Che è tutto un altro concetto.

Ne consegue che le affermazioni della visione che disse alla Peerdeman nell’apparizione del 31 maggio 1951: “Ora guarda le mie mani e riferisci ciò che vedi”. È come se nel centro di ognuna delle sue mani vi fosse una ferita, dalla quale scaturiscono tre raggi che s’irradiano sulle pecore. La Signora sorride e dice: “Questi sono tre raggi, i raggi di Grazia, Redenzione e Pace. Per mezzo della grazia del mio Signore e Maestro, per amore dell’umanità, il Padre mandò il Suo unico Figlio sulla terra quale Redentore. Ambedue vogliono ora inviare il Santo, il vero Spirito, il solo che può dare la pace. Dunque: Grazia, Redenzione, Pace. Il Padre e il Figlio vogliono inviare in questo tempo Maria, la Signora di tutti i Popoli, quale Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Con ciò ti ho dato una spiegazione comprensibile e chiara di questa immagine, che è così completa” contrastano con quanto sopra riportato, perché la redenzione ci è già stata ottenuta da Gesù che è l’unico Redentore e Salvatore degli uomini.

Da notare poi la contraddizione “Ambedue vogliono ora inviare il Santo, il vero Spirito ecc.” e poco dopo “vogliono inviare in questo tempo Maria, la Signora di tutti i Popoli”.

Ma, in fin dei conti, chi volevano inviare il Padre e il Figlio: il vero Spirito o Maria, la Signora di tutti i popoli? Oppure si doveva intendere che lo Spirito e Maria coincidessero?

La Signora invitò Ida a pregare incessantemente davanti al quadro, sul quale lei aveva un piano particolare, che ovviamente non svelò, rimandando la sua comprensione ad un momento successivo. (15 novembre 1951), così come precedentemente, il 31 maggio 1951, aveva affermato “Io prometto a tutti quelli che pregano davanti a quest’immagine e invocano Maria, la Signora di tutti i Popoli, di elargire grazie per l’anima e per il corpo, nella misura che vorrà il Figlio!

E profetizzò: “Questo quadro dovrà andare in Olanda, ad Amsterdam, nell’anno ‘53. È destinato alla nuova chiesa, la chiesa della Signora di tutti i Popoli.” Della Chiesa  che voleva venisse edificata fece una descrizione dettagliatissima, anche del luogo in cui sarebbe sorta  e chiedendo che fosse costruita il più presto possibile, anzi aggiunse, mostrando il luogo, “Dove adesso c’è ancora erba verrà presto la Signora di tutti i Popoli”. (8 dicembre 1952)


Ma le cose non andarono esattamente così. Infatti nell’apparizione del 3 dicembre 1953, vedendo che il quadro era ancora in Germania, rassicurò la veggente che era sua intenzione di lasciarlo lì fino all’anno successivo. Invece  dopo pochi giorni il quadro fu effettivamente portato ad Amsterdam. Qual era la profezia esatta, la prima o la seconda?

E la Chiesa, che doveva essere costruita subito, dopo settant’anni è ancora solo un bozzetto (nel sito, ora inattivo, era mostrato il bozzetto: un’opera  mastodontica, paragonabile S. Pietro).

  

La preghiera

Della preghiera dettata dalla Signora di tutti i popoli ed associata all’immagine si è già detto sopra e anche del fatto che la Congregazione per la Dottrina della Fede ha modificato le parole “che una volta era Maria” con “la Beata Vergine Maria.

Il testo originale, dato il 10 febbraio 1952, recita così: Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre, manda ora il tuo Spirito sulla terra. Fa abitare lo Spirito Santo nei cuori di tutti i popoli,  affinché siano preservati dalla corruzione, dalle calamità e dalla guerra. Che la Signora di tutti i popoli, che una volta era Maria, sia la nostra avvocata. Amen

Nel’apparizione del 31/5/51 la visione disse alla Peerdeman “Provvedi affinché questa breve preghiera, nella quale si implora fortemente la discesa del vero spirito, dello Spirito Santo, sia divulgata il più presto possibile!  Questa immagine deve andare da nazione a nazione, da città a città. Questo è lo scopo dell’opera di redenzione. Ora mi rivolgo al tuo direttore spirituale e agli altri collaboratori. Riconoscete il vostro dovere e non esitate ad eseguire quanto ho detto!

Prometto di aiutare tutti quelli che soffrono nello spirito e nel corpo se faranno la mia volontà, la volontà del Padre”.

E qui si può obiettare che la redenzione è già scopo e opera di per sé, infatti è la riconciliazione di tutta l’umanità con Dio tramite il sangue di Gesù versato sulla croce (CCC 517) e si attua per noi nel Sacrificio Eucaristico (1068; 1364; 1405).

E la richiesta “se faranno la mia volontà”, seguita da “la volontà del Padre”, è in contraddizione con il fiat di Maria, che dal primo istante si è sottomessa alla volontà del Padre.

Nel dicembre dello stesso anno aggiunse:

“Gli uomini di questo mondo devono imparare a invocare la Signora di tutti i Popoli, che una volta era Maria, quale Avvocata, affinché il mondo sia liberato dalla corruzione, dalle calamità e dalla guerra. Riferiscilo ai vostri teologi! Questo tempo è il nostro tempo. Vieni davanti a questa immagine e prega!”  (31 dicembre 1951)

E  ancora qualche anno dopo: “Inizia quindi la grande opera: l’incoronazione di Maria, la proclamazione del dogma della Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Prima fate però che la Chiesa e i popoli invochino Maria con questo titolo e recitino la sua preghiera, affinché corruzione, calamità e guerra siano allontanate da questo mondo”. (11 ottobre 1953)

C’é da chiedersi come mai il Cielo abbia fatto attendere quasi duemila anni per concedere questa preghiera che allontana corruzione, calamità e guerra. Se l’umanità l’avesse appresa prima si sarebbe risparmiata una quantità di scocciature.

Ad esempio, se l’avesse  conosciuta alla sua epoca il santissimo Papa Pio V,  invece di chiedere alla cristianità di pregare il Rosario, la battaglia di Lepanto l’avrebbe avuta vinta con molta minor fatica. E, dal 1571 ad oggi, il 7 ottobre sul calendario non sarebbe dedicato alla Beata Vergine Maria del Rosario, ma alla Signora di tutti i popoli, che una volta era Maria.

Ma si può ancora rimediare: non occorre pentirsi dei peccati, né frequentare la S. Messa e i Sacramenti, tantomeno digiunare, offrire le proprie preghiere e sofferenze  e fare opere di bene al prossimo. E’ sufficiente rivolgersi alla Signora di tutti i popoli. E se poi la Chiesa pronuncerà il dogma “La Signora di tutti i popoli, che una volta era Maria, è Corredentrice, Mediatrice e Avvocata tutto il mondo starà in pace fino alla fine dei tempi.

 

Conclusioni

Non vi è da dubitare che Ida Peerdeman fosse sana di mente e che non fosse dotata di fantasia, come appurarono gli psicologi che la tennero in osservazione. E neppure si mette in discussione il fatto che veramente dal 1945 al 1959 ebbe delle apparizioni. Alla fine della sua lunga vita il demonio le impose ancora vessazioni fisiche e materiali pesantissime, ma sembra che avesse mantenuto l’equilibrio mentale fino alla sua morte.

 

La domanda che ci si è posti all’inizio resta la stessa: chi appariva a Ida Peerdeman? 

 

Per ulteriori approfondimenti:

Le notizie qui riportate erano state tratte dal Sito ufficiale della devozione della Signora di tutti i popoli, ora non più attivo.

Nuovo sito: The Lady of All Nations

I messaggi sono rinvenibili anche nel sito: Peace Through A Woman.  

Sito della Santa Sede per la Bibbia e il Catechismo della Chiesa Cattolica

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