Ma il Papa è sempre infallibile? La risposta negli scritti di Joseph Ratzinger e Leone XIII


Benedetto XVI“Sarà possibile e necessaria una critica a pronunciamenti papali, nella misura in cui MANCA AD ESSI LA COPERTURA NELLA SCRITTURA E NEL CREDO, NELLA FEDE DELLA CHIESA UNIVERSALE. Dove non esiste né l’unanimità della Chiesa universale, né una chiara testimonianza delle fonti, là non è possibile una decisione impegnante e vincolante; se essa avvenisse formalmente, le mancherebbero le condizioni indispensabili e si dovrebbe perciò sollevare il problema circa la sua legittimità”

“L’infallibilità è quindi anzitutto propria della Chiesa intera… questa è la parte che hanno i laici nella infallibilità. Che a questa parte possa spettare a volte un significato estremamente attivo, lo si vide nella crisi ariana, in cui sembrò in certi momenti che l’intera gerarchia fosse caduta in preda delle tendenze DI MEDIAZIONE ARIANIZZANTI…”

“Se la voce dell’episcopato è quindi giuridicamente incompleta senza il Papa, è però anche vero che il pronunciamento del Papa è di fatto impossibile senza una sua base nell’annuncio concorde dei vescovi. In questo ‘fatto’, che cioè essi personificano la Chiesa e che un Papa non sarebbe più cattolico senza vescovi e senza Chiesa, E NON SAREBBE PIÙ QUINDI PAPA, in questo fatto sta il peso irrinunciabile dei vescovi, un peso che permette un vero concilio anche dopo il 1870…”


Joseph Ratzinger

 

“Laddove si trattasse di infrangere sia la legge naturale sia la volontà di Dio, il comando e l’ esecuzione sarebbero parimenti criminali”

Leone XIII

 

Fonte: Antonio Socci pagina ufficiale