Ma sull’evangelizzazione e la missione bisogna ascoltare Gesù (e la Chiesa di sempre) o le novità di Bergoglio? – di Antonio Socci


PopeDurante la conferenza stampa aerea di ritorno dal Bangladesh, il 2 dicembre, (vedi QUI e il Post Scriptum di Sandro Magister QUI) la giornalista francese Etienne Loraillère ha posto questa domanda a Bergoglio: “Qual è la sua priorità: evangelizzare o dialogare per la pace?”.

La risposta di Bergoglio – dopo una sequela di assurdità inconcepibili – alla fine arriva in questi termini inauditi:

“La sua domanda: cosa è prioritario, la pace o la conversione? Ma quando si vive con testimonianza e rispetto, si fa la pace. La pace incomincia a rompersi in questo campo quando incomincia il proselitismo, e ci sono tanti tipi di proselitismo, ma questo non è evangelico”.

In pratica Bergoglio sostiene che annunciare il Vangelo (fare proselitismo) crea divisione e il senso della presenza dei cristiani nel mondo è dialogare, “fare la pace”. MA LA CHIESA NON E’ L’ONU. ESISTE PER ANNUNCIARE GESU’ CRISTO A TUTTI GLI UOMINI.

Come ha osservato Riccardo Cascioli (QUI) questa risposta di Bergoglio rende sostanzialmente inutili (se non dannose) le missioni e i missionari e di fatto delegittima i tanti martiri cattolici che ci sono stati nella storia (i quali, evidentemente, hanno fatto l’errore di anteporre l’annuncio di Cristo all’andare d’accordo con tutti)

Una risposta del genere, che poi è perfettamente in linea col comportamento di Bergoglio che di fatto sconsiglia le conversioni, pone una questione molto più grande e grave .

MI CHIEDO SE QUESTA SIA LA RISPOSTA DI UN PAPA… IL MANDATO APOSTOLICO DI GESU’ E’ UN ALTRO ED E’ MOLTO CHIARO:

“Gesù disse loro: ‘Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato’ “ (MC 16, 15-16).

“Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (MT 28, 19-20).

Gesù predisse pure che quest’opera di evangelizzazione avrebbe comportato persecuzioni e martirio:

“Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (GV 15, 18-20).

Gesù avverte i suoi discepoli che l’annuncio del Vangelo creerà divisione perché le tenebre non possono che odiare la luce, ma siamo egualmente chiamati alla testimonianza:

“Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli. Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua” (MT 10, 32-36).

Gesù ci ha anche insegnato che l’annuncio della salvezza è la VERA pace, non quella che il mondo considera tale. E’ proprio evangelizzando che la Chiesa costruisce anche la VERA pace: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (GV 14,27).

SE DUNQUE IL MANDATO APOSTOLICO DI GESU’ E LA RAGION D’ESSERE DELLA CHIESA E’ L’EVANGELIZZAZIONE, COME SI PUO’ TACERE DAVANTI A UN PONTIFICATO COME QUELLO DI BERGOGLIO CHE – CON LE PAROLE E LE AZIONI – ROVESCIA TOTALMENTE TALE MANDATO DEL SALVATORE?

CI SONO ANCORA VESCOVI E CARDINALI CATTOLICI? DOVREBBERO SAPERE CHE DIO CHIEDERA’ LORO CONTO DEL LORO SILENZIO COMPLICE. E NEL CASO IN CUI SE LO FOSSERO DIMENTICATI GLIELO RICORDIAMO NOI.

COSA ASPETTANO A FAR SENTIRE LA LORO VOCE E A CONFERMARE PUBBLICAMENTE – DAVANTI AL POPOLO DI DIO – LE PAROLE DI GESU’ NEL VANGELO COME LA MISSIONE DELLA CHIESA?

RICORDARE – PURE A BERGOGLIO, COME MONITO FRATERNO – LE PAROLE DI GESU’ E’ ANCHE UN ATTO DI CARITA’ VERSO DI LUI. ED E’ IL LORO DOVERE DAVANTI A DIO E AGLI UOMINI.

 

Antonio Socci

 
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