Maggio: il mese dedicato alla Madonna


Madonna di Caravaggio

 

Il mese di maggio è, nella tradizione cattolica, il mese dedicato a Maria, la Mamma di Gesù. Non possiamo innanzitutto dimenticare che, proprio in questo mese, ricorrono alcuni importanti anniversari di apparizioni mariane che hanno originato luoghi di fede e devozione straordinari. 

 

Per ricordarne alcuni:

Fatima, il cui anniversario della prima apparizione del 1917 ricorre il 13 maggio;

Madonna del Bosco di Imbersago (Lecco), laddove il 9 maggio 1617 tre pastorelli stavano pascolando il gregge nel bosco, quando, sui tre grandi castagni che si ergevano intorno alla Sorgente del Lupo, «scorsero la grande Signora tra luci e splendori celestiali e armoniose melodie»;

Nostra Signora del Fonte di Caravaggio (Bergamo), dove «L’anno 1432 dalla nascita del Signore, il giorno 26 maggio alle ore cinque della sera, avvenne che una donna di nome Giannetta oriunda del borgo di Caravaggio, di 32 anni d’età, figlia di un certo Pietro Vacchie sposa di Francesco Varoli, conosciuta da tutti per i suoi virtuosissimi costumi, la sua cristiana pietà, la sua vita sinceramente onesta, si trovava fuori dall’abitato lungo la strada verso Misano, ed era tutta presa dal pensiero di come avrebbe potuto portare a casa i fasci d’erba che lì era venuta a falciare per i suoi animali.

Quand’ecco vide venire dall’alto e sostare proprio vicino a lei, Giannetta, una Signora bellissima e ammirevole, di maestosa statura, di viso leggiadro, di veneranda apparenza e di bellezza indicibile e non mai immaginata, vestita di un abito azzurro e il capo coperto di un velo bianco.

Colpita dall’aspetto così venerando della nobile Signora, stupefatta Giannetta esclamò: Maria Vergine! E la Signora subito a lei: Non temere, figlia, perché sono davvero io. Fermati e inginocchiati in preghiera».

Ancora, l’8 maggio (e la prima domenica di ottobre), secondo quanto introdotto nel 1883 dal beato Bartolo Longo (1841-1926), la Chiesa a mezzogiorno recita la Supplica alla Madonna di Pompei, una preghiera per l’Italia, per l’Europa, per il mondo intero che racchiude tutti i dolori e le speranze della famiglia umana e – nelle intenzioni del Longo – intende dare voce all’amore che dalla terra si leva verso il cielo.

Infine, il 24 maggio è celebrata la Festa di Maria Ausiliatrice – il cui titolo (Auxilium Christianorum) risale ai tempi della battaglia navale di Lepanto (1571), quando la flotta cristiana ebbe la meglio su quella turca, che minacciava la cristianità occidentale –, venerata particolarmente presso il Santuario – Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco, oggi centro spirituale dell’opera salesiana nel mondo, voluto e fatto costruire da san Giovanni Bosco (1815-1888), il quale si dice fosse solito rivolgersi alla Vergine, specialmente quando le difficoltà parevano protrarsi all’infinito, con le seguenti parole: «E allora incominciamo a fare qualcosa?».

 

In questi ultimi anni, dal punto di vista meteorologico il tempo pare parecchio capriccioso. Tuttavia, il mese di maggio come mese dedicato alla Madonna trae un collegamento diretto dal ciclo naturale delle stagioni. Secondo alcuni storci ed esperti di mariologia, la tradizione del mese dedicato a Maria – diffusa particolarmente in Italia – non è antichissima e pare risalire alla società contadina del diciottesimo secolo.

Tuttavia, essa è entrata a far parte ufficialmente della prassi ecclesiale, tanto che papa Paolo VI (Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini, 1897-1978, papa dal 1963) dedicò ad esso l’enciclica Mense Maio del 29 aprile 1965.

Un tempo, quando le stagioni e il loro alternarsi erano certamente più definiti, maggio rappresentava il mese in cui la natura rifioriva a tutti gli effetti, si potevano raccogliere i primi frutti e sbocciavano i primi fiori. E Maria è considerata, non a caso, il fiore più bello di tutta la creazione.

D’altra parte, in una società agraria, i contadini vivevano tutto l’anno di pietà popolare e, ancor oggi, dai racconti dei nonni sappiamo che, una volta conclusa la loro giornata lavorativa, era d’uso la recita del Rosario guidato dai più anziani, in famiglia o fra vicini, in inverno nelle stalle per fruire del calore naturale presente grazie al bestiame.

Quando la stagione lo permetteva, la recita si svolgeva nelle corti e, nel mese di maggio – momento in cui, oltretutto, si intendeva incominciare a ringraziare il Creatore per i primi frutti del proprio lavoro nei campi – si estendeva a gruppi più ampi di persone sotto la guida dei sacerdoti e parroci, in chiesa, nei borghi o presso chiesette e cappelle votive dedicate a Maria.

La recita del Rosario, accompagnata a riflessioni su Maria e alla benedizione con le reliquie della Madonna è ancor oggi vivissima in molte parrocchie, che organizzano la sera presso luoghi anche privati (case, cortili, rioni….) momenti di preghiera in cui vicini di casa e parrocchiani – spesso poco meno che estranei dati i ritmi frenetici quotidiani – hanno l’occasione di ritrovarsi e pregare insieme per qualche istante.

Il fatto di mettere Maria al centro, attraverso un mese a Lei dedicato, diviene così l’occasione per portare nel vissuto quotidiano, nei nostri luoghi di vita e accanto a tutti – credenti e non – quello “sprazzo di cielo” che la Mamma di Gesù ci offre da sempre con la sua presenza nella storia dell’umanità.

Andrea Menegotto