Maggio, mese dedicato a Maria. Il card. Abril y Castelló: pregare il Rosario per seguire Gesù più da vicino


Il primo maggio inizia il mese dedicato in modo particolare a Maria e alla preghiera del Rosario. Una preghiera semplice e profonda, nata secondo la tradizione nel XIII secolo in ambiente domenicano, e poi sempre caldeggiata dai Papi.

Ascoltiamo in proposito la riflessione del cardinale Santos Abril y Castelló, arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, intervistato da Sergio Centofanti:

R. – Il Rosario, come è ben noto, è una preghiera che ha ricevuto nell’insegnamento dei Papi tante lodi per la meditazione dei misteri che si contemplano nel Rosario: è un po’ un compendio dei momenti più importanti della vita del Signore e della vita della Madonna. Pertanto, prendiamo Maria come la Maestra che ci accompagna nel nostro cammino per poter seguire il Signore più da vicino.

D. – La dimensione mariana è molto presente anche in Papa Francesco …

R. – Sappiamo che è un uomo di una devozione profondissima a Maria e io, in quanto arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore, vorrei aggiungere anche che appena eletto Papa, la sera stessa dell’elezione, quando eravamo a cena, mi disse subito: “Voglio andare a fare una visitina alla Madonna domani, per collocare sotto la sua protezione tutto il mio Pontificato”. E’ venuto in tutto sette volte a Santa Maria Maggiore e lui mi dice sempre che viene con grandissimo piacere perché trova nella Madre la guida, l’ispirazione per tutta la sua azione.

D. – La preghiera del Rosario in famiglia – diceva anche San Giovanni Paolo II – rende unita la famiglia …

R. – Sappiamo che è una bellissima frase che ha trovato tanta eco in alcuni Papi ed è vero, perché trovare radunata una famiglia in cui genitori e figli sanno di essere uniti nella preghiera e pregano per tutti i bisogni, per quelli della propria famiglia e delle altre famiglie, questo serve per creare quell’ambiente di maggiore unità tra i genitori e i figli, ed è una maniera di crescere e far crescere questa famiglia che è stata tante volte chiamata “la chiesa domestica”: questo veramente costruisce la Chiesa.

D. – Che consiglio darebbe a quanti faticano a pregare con il Rosario, perché la ritengono una preghiera ripetitiva?

R. – C’è un consiglio che mi fu dato tanto tempo fa e lo seguo molto spesso. Per poter fissare un pochino di più l’attenzione sulla meditazione dei misteri che si contemplano, credo che sia utile poter mettere all’inizio di ogni mistero che si sta per incominciare, un’intenzione particolare, e dire: “Questo mistero vogliamo offrirlo per papà, che magari so che non sta bene, per i membri della famiglia, per uno dei figli o per un’altra intenzione e non soltanto”, allargando anche l’orizzonte su tutta la Chiesa.

In questo vogliamo pregare specialmente per il Santo Padre, per il suo programma di riforma della Chiesa, che veramente il Signore l’aiuti in questo. Credo che sia una maniera, mettendo un’intenzione, di far sì che non sia soltanto la ripetizione meccanica, ma che diventi una preghiera per un’intenzione particolare ecclesiale e anche familiare, che possa attirare un po’ l’attenzione e che possa fissare un po’ meglio l’attenzione, per pregare con più fervore.

 
Testo proveniente dal sito di Radio Vaticana