Mancano i preti, crescono le sette religiose


L’allarme lanciato da una inchiesta della rivista  “Settimana” dei dehoniani. I preti mancano. Ne mancano almeno 2 milioni. Non sono affermazioni. È l’angoscioso grido d’allarme lanciato da padre Lorenzo Carraro, missionario comboniano, originario di Padova, da venti anni nelle Filippine. L’allarme arriva dalle colonne della rivista Settimana dei Dehoniani di Bologna, dedicata ai parroci ed agli operatori pastorali.

Il paginone centrale dell’ultimo numero riporta una dettagliata analisi di padre Carraro. Ma anche la soluzione, pur sapendo che non sarà sufficiente, perché la crisi è «sistemica».

Dati alla mano il clero diminuisce vertiginosamente soprattutto in America del Nord ed Europa. Laddove i numeri sono stabili o in leggera crescita, come in Africa o in America Latina, abbiamo però una grande quantità di cattolici e dunque i sacerdoti vanno in un super-lavoro incredibile. In Europa e Nord America si è verificata la più grande diminuzione di clero diocesano e, scrive padre Carraro, «la conseguenza è la chiusura di chiese, canoniche, conventi. Una ‘pacchia’ per gli agenti immobiliari. In America del Nord si ristrutturano le diocesi chiudendo centinaia di parrocchie tra le violente proteste dei fedeli».

In altre situazioni il super-lavoro assume punte drammatiche. Nelle Filippine, specie in provincia, «i preti sono oberati fino all’inverosimile dalle necessità del culto: costretti a correre qua e là a celebrare messe, anche 9 in un giorno…».  E ci sono parrocchie con 150 mila cattolici ed un solo prete. Conseguenza? I fedeli passano in massa alle sétte protestanti: in America Latina, in Africa, in Asia, soprattutto in Cina. «Il neo-protestantesimo sta attaccando il ‘ventre molle’ della Chiesa cattolica cioè le comunità prive di pastori e ha già portato via, a livello mondiale, forse 200/300 milioni di fedeli».

Che fare dunque? Una soluzione sarebbe quella di ordinare uomini sposati. Soluzione possibile nell’ambito di una riforma di tutto il ministero ordinato che oggi si trova in una situazione troppo variegata. Ad esempio in alcune zone del mondo lavorano attivamente e bene migliaia di diaconi permanenti che aiutano validamente il sacerdote; in molte altre regioni dei diaconi neppure si conosce l’esistenza di questo ministero per i laici. «Questa diversità di situazioni – nota padre Carraro – non è segno di ricchezza ma di incertezza e confusione».

Dunque si potrebbe dare il via all’ordinazione di uomini sposati cioè «viri probati», alcune volte avanzata, mai approfondita davvero. Ma attenzione, spiega alla fine il missionario, a non confondere le acque. Servono ben 2 milioni di sacerdoti. Il problema è serio e «sistemico», mentre a volte nelle proteste che spuntano qua e là si fa un grande calderone e si chiede a gran voce l’ordinazione delle donne, portando ad un irrigidimento della gerarchia, col risultato di bloccare tutto, anche le vie possibili.

«Ordinare le donne, anche se fosse possibile, non risolve il problema. Abbiamo bisogno di uno/due milioni di preti per prenderci cura dei fedeli cattolici e rinnovare lo slancio missionario verso la massa dei non cristiani che nel frattempo è più che raddoppiata».

Fabrizio Mastrofini

Fonte: Vatican Insider