Manifestano in silenzio contro il matrimonio gay seduti vicino al Parlamento francese: arrestati 67 giovani


È dall’una di notte che 67 giovani sostenitori della Manif Pour Tous contro  la legge sul matrimonio gay si trovano in prigione a  Parigi. I giovani francesi, riuniti nel gruppo Camping Pour Tous, avevano deciso  di protestare sedendosi in totale silenzio vicino al Parlamento francese.  Insieme a loro, c’era anche il senatore Pozzo di Borgo. Secondo un comunicato  della Manif Pour Tous «non hanno fatto niente che  giustifichi la loro detenzione da oltre 12 ore.

 

La democrazia e la libertà di  espressione sono di nuovo minacciati. La Francia è evidentemente governata da un  gruppo che usa metodi da regime di polizia». Il loro caso ricorda quello di Franck Talleu, fermato e  multato solo perché  portava la maglia con il logo di una famiglia.

 

«È UN ABUSO». I giovani, secondo indiscrezioni degli  avvocati, rischiano un anno di prigione e 15 mila euro di ammenda per «non  essersi dispersi dopo l’avviso» della polizia, anche se non turbavano in nessun  modo la quiete pubblica manifestando da seduti in totale silenzio. Uno degli  avvocati ha dichiarato riguardo all’arresto: «Si tratta di una reazione  sproporzionata. È un abuso, un’intimidazione che ha come obiettivo quello di  sradicare alla radice ogni tipo di protesta». Televisioni e giornali si sono già  assiepate davanti al commissariato dove si trovano i giovani.

 

«REPRESSIONE POLITICA». Il senatore Pozzo di Borgo, che non  è stato arrestato insieme ai giovani, ha dichiarato poche ore fa: «Apprendo che  i giovani che sono stati arrestati sotto i miei occhi nonostante fossero calmi e  pacifici sono ancora in detenzione. In piazza Edouard Herriot [dove si  trovavano, ndr] tutti i giorni ci sono manifestazioni rumorose di sindacati, di  stranieri di ogni tipo, di associazioni diverse e mai nessuno è stato arrestato.  Loro, che stavano in silenzio, li hanno subito portati via». Conclude Pozzo  di Borgo: «Questa è repressione politica».

Leone Grotti

 

articolo pubblicato su Tempi.it