Matrimonio gay, 2 bimbe, un divorzio. Manca qualcosa? – dii Tommaso Scandroglio


Francesca Vecchioni e compagnaFrancesca Vecchioni, figlia del noto cantautore Roberto Vecchioni, si è lasciata dalla sua compagna Alessandra. La Vecchioni ha avuto due gemelle con la fecondazione artificiale eterologa. Ovociti suoi, ma spermatozoi di un donatore olandese. Ora sul web è tutto un fiorire di proteste delle comunità gay perché la Vecchioni e le figlie, che ora hanno due anni, non sono tutelate in nessun modo dalla legge, quella stessa legge che Francesca infranse allorché si decise per l’eterologa, pratica allora vietata dalla legge 40. 

Francesca infatti dichiara al sito LezPop, La cultura pop in salsa lesbica [sic]: «Purtroppo i diritti nostri e delle nostre figlie ce li dobbiamo garantire da soli.

In un momento difficile come quello di una separazione, la mancanza di leggi adeguate assume un peso ancora maggiore per il genitore non biologico, come per le bambine: in queste situazioni solo la buona volontà e l’impegno delle persone possono colmare un vuoto legislativo enorme.

L’uguaglianza dei diritti non può passare solo attraverso i momenti gioiosi e positivi della vita», prosegue Francesca, «e saremo davvero tutti uguali solo quando su ogni diritto/dovere potremo considerarci sullo stesso piano, finanche nella volontà di separarci, magari, come abbiamo fatto noi, di comune accordo».

Si chiede quindi il “matrimonio” gay per avere anche il divorzio gay.

 

Ma uno dei tanti motivi per negare le “nozze” omosessuali sta nel fatto che lo Stato non dovrebbe tutelare relazioni, come quelle omosessuali, che per loro natura sono assai instabili (Cfr. D. McWirther e A. Mattison, The male couple, Reward Books, 1984; M. Xiridou, The contribution of steady and casual partnerships to the incidence of HIV infection among homosexual men in Amsterdam, «Aids», 17, 2003, pp. 1029-1038; A.P. Bell – M.S. Weinberg, Homosexualities: A study of diversity among men and women, Simon & Schuster, New York 1978; E. Goode – R. Troiden, Correlates and Accompaniments of Promiscuos Sex Among Male Homosexuals, «Psychiatry», 43, 1980, pp. 51-59).

 

Viene quindi da sorridere amaramente a pensare a quando la Vecchioni andava in Tv tentando di sdoganare l’idea della coppia omo uguale alle altre.

A quando in esclusiva ad Oggi dichiarava: «Voglio rendere pubblica la mia storia per dimostrare che la famiglia nasce da un’unione sentimentale onesta e profonda che prescinde dal sesso dei suoi componenti. Io e la mia compagna Alessandra ci amiamo, abbiamo due figlie e vorremmo che fossero tutelate attraverso l’affermazione dei nostri diritti».

 

Oggi il registro è cambiato e al sito LezPop Alessandra dichiara: «All’inizio è stato difficile. Ci abbiamo riflettuto e ne abbiamo discusso tanto. Non è stato semplice riuscire a trovare un equilibrio, c’è voluto del tempo, però ora siamo convinte di aver fatto la scelta giusta. Per noi, ma soprattutto per le bambine.

Del resto», continua Alessandra, «il rapporto di stima e di affetto tra me e Francesca non è mutato». E le bambine? «È ovvio che hanno notato il cambiamento, ma le loro mamme continuano ad essere presenti nella loro vita, anche se hanno deciso di separarsi.

Allo stesso modo, la routine di tutti i giorni non è cambiata».

E infine la chiosa espressa in forma di ossimoro di Francesca: «Ci sarà sempre qualcuno che criticherà le nostre scelte, ma tutto quello che abbiamo fatto, e che continueremo a fare, è per le nostre figlie. Per loro è meglio sapere di avere due mamme che le amano anche se separate, anziché avere due mamme che non si amano più ma sono costrette a vivere insieme».

 

Ancor meglio per le due piccole avere un padre e una madre che si amano, amano loro e sono sposati, no? Se si punta al meglio…

Altro sorriso amaro nel citare le parole del padre Roberto: «Ho accompagnato io Francesca in Olanda per fare la fecondazione, è stato entusiasmante. Quando sono nate, mi sono sentito rinascere, è stata una tale scarica di emozioni. Mi hanno regalato una seconda giovinezza».

Facendo eco a quanto auspicato dal sito Notizie Pro Vita, anche noi chiediamo: ridateci il Vecchioni che cantava «voglio una donna donna donna donna donna con la gonna gonna gonna … prendila te quella col pisello e la bandiera nera».

 

articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana