Mattarella è d’accordo con noi


In questi giorni non siamo certo stati teneri con il neo-presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a proposito della cultura di provenienza e del valore attribuito ai fondamenti della società (vita, famiglia, educazione). Ma dobbiamo confessare che non pensavamo che ci avrebbe dato ragione così presto. Ecco cosa ha detto: «Garantire la Costituzione  (…) Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva» (Sergio Mattarella, 3 Febbraio 2015, discorso inaugurale alla presidenza della Repubblica)

 

Altro che argine al laicismo e alla deriva etica. E infatti ecco i commenti: 

«L’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica dà volentieri atto al neo Presidente della Repubblica di aver richiamato nel suo discorso alle Camere l’esigenza di garantire i principi della Costituzione mediante il pieno sviluppo dei diritti civili e la rimozione di ogni barriera che limiti i diritti dei disabili.
(…) Per quanto riguarda i diritti civili, è urgente che il Parlamento torni ad essere investito non solo del tema dell’illegalità dello Stato italiano in materia di giustizia e carceri, ma anche delle libertà civili fondamentali come il diritto alla salute e all’autodeterminazione in materia di scelte di fine-vita, aborto, droghe, libertà di ricerca scientifica».
Filomena Gallo & Co.
 
«
Difendere la Costituzione significa anche garantire a tutte e tutti gli stessi diritti: il Presidente della Repubblica, nel suo discorso di insediamento, ha individuato un obiettivo per il Paese in tema di diritti civili e ne ha sottolineato la rilevanza costituzionale. È un fatto importante. Per ottenere quella pari dignità che è il cuore dell’articolo 3 occorrono leggi che diano cittadinanza a tutte le identità, a tutti gli orientamenti, a tutte le relazioni, a tutte le famiglie. Perché tutte e tutti partecipiamo allo stesso modo al grande puzzle di questa Nazione, tutte e tutti concorriamo per quanto abbiamo a sostenere lo Stato. Tutte e tutti ci aspettiamo perciò dallo Stato pieno riconoscimento».
Flavio Romani, presidente Arcigay

 

«Il pieno sviluppo dei diritti civili, anche nella sfera personale e degli affetti, come grande questione di libertà – ha concluso Scalfarotto- mi è parso cruciale e dirimente nelle parole del Capo dello Stato. Un ulteriore ed autorevolissimo richiamo a proseguire, anche in questo campo, sulla via delle riforme».
Ivan Scalfarotto, relatore disegno di legge sull’omofobia

 

«A lui i nostri auguri di buon mandato, a noi l’augurio che sia lui il presidente che firmerà la legge sul matrimonio per tutti».
Yuri Guaiana, segretario dell’associazione radicale Certi Diritti.

 

«Un ottimo passaggio, che fa ben sperare che l’impegno profuso dal presidente Napolitano, trovi ora in Mattarella un suo ancor più deciso sostenitore».
Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia.

Ognuno tragga le conclusioni.

 articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana