Medici, attacco alla libertà di coscienza – di Renzo Puccetti e Stefano Alice

C’è un detto che dice: “Se al peggio non c’è mai fine, al meglio non c’è neanche inizio”. Ed è questa l’impressione che si ha leggendo il codice di deontologia medica in via di preparazione, ora che finalmente lo si può leggere per intero sul sito del sindacato FIMMG di Roma a cui siamo grati per l’opera di trasparenza.

 
Stupisce che di un tale testo, accreditato dell’approvazione unanime da parte dei medici, al momento che scriviamo continua a non esservi traccia sul portale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici che si è incaricato di stilare i 79 nuovi articoli che lo compongono. In effetti se ci era parso di sentire odore di bruciato leggendo dell’abolizione del termine “paziente”, ora che abbiamo aperto il forno di questa “Hell Kitchen” deontologica, ci siamo trovati davanti ad un codice davvero indigeribile.

 

Sono così gravi e numerosi i cambiamenti apportati che dopo la prima lettura siamo rimasti di stucco. Possibile? Una cosa di questo genere dovrebbe essere vincolante? Ma chi l’ha scritto? Quando? Come hanno proceduto? Ancora è avvolto tutto nel mistero, anche se alcune notizie cominciano a filtrare.

 
L’operazione più violenta messa in atto nell’attuale bozza è senza dubbio quella contro la libertà di coscienza del medico. Di fatto, se passa l’attuale codice, al medico a cui venga richiesta una prestazione che confligge con i propri convincimenti etici non restano che due alternative: o soccombere e fare quello che per lui è immorale, oppure essere deferito all’ordine rischiando la radiazione dall’albo professionale e non potere più esercitare la medicina.

 

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