Medjugorje. Festival dei giovani 2015 – Testimonianza di una sopravvissuta al genocidio in Ruanda: ecco come ho perdonato


Pubblichiamo questa toccante testimonianza di una giovane donna sopravvissuta al genocidio avvenuto nel 1994 a Kibeho, in Ruanda, che al Festival dei giovani di Medjugorje 2015 spiega come, con l’aiuto di Dio, sia passata dall’odio e dal desiderio di vendicarsi al perdonare l’uomo che ha massacrato tutta la sua famiglia. Lasciamo la parola a Immaculet, così si chiama.

 

MEDJUGORJE, 5 AGOSTO 2015

Ciao a tutti.
E’ una grande gioia essere qui a Medjugorje nel Nome del Signore e della Madonna nostra Madre. Io sono nata in Ruanda, nel luogo dove è apparsa la Madonna. Il luogo si chiama Kibeho. Lei è apparsa come qui a Medjugorje nel 1981. Voi siete benedetti in modo particolare ad avere la Madonna oggi qui. La Madonna apppare ancora qui.

Quando le apparizioni sono terminate in Ruanda la Madonna ci è mancata tanto, ma ci ha promesso di rimanere sempre con noi.  Vado a Kibeho molto spesso.

La Madonna è molto particolare. Ha cercato di proteggerci dal genocidio, ma noi eravamo troppo distratti. Lei addirittura ha pianto. La Madonna diceva ai veggenti: “Dite alla gente qui e nel mondo intero amatevi a vicenda, perdonatevi a vicenda. Pregate il Rosario. Andate a confessarvi. Rispettate i Comandamenti”.
Ma non L’abbiamo ascoltata.

Nel 1994 era troppo tardi.

Adesso ci dispiace di non aver ascoltato la Madonna. Tutte le volte che vengo qui a Medjugorje – e sono venuta tante volte – mi sento a casa.  Mi sento abbracciata da mia Madre.

Noi non abbiamo ascoltato in Ruanda, ma possiamo ascoltare oggi qui la Madonna. Desidero condividere l’esperienza di come sono sopravvissuta al genocidio per grazia di Dio. La forza che ho avuto l’ho ricevuta dalla preghiera. Sono tanto grata che la Madonna ci ha preparati. Il Ruanda è un piccolo Paese nell’Africa centrale verso est.

Il genocidio è iniziato nel 1994. Io ero studentessa universitaria. Ero a casa per le ferie di Pasqua. Era mercoledì 7 aprile quando è iniziato tutto. Quando mi sono svegliata mio fratello era nella mia camera e mi ha detto che il Presidente del Paese era morto quella notte.

In Ruanda abbiamo due tribù importanti. La tribù alla quale io appartenevo non era vista bene. La Madonna ci ha preparati ed ammoniti. Io so che nel senso politico la mia tribù non era amata. Quando ho sentito che il Presidente era morto sapevo che sarebbe successo qualcosa di terribile.

Sono uscita e assieme ai miei genitori ho sentito che avevano già iniziato ad ammazzare le persone della mia tribù. Il governo ha chiuso le frontiere e nessuno poteva uscire. Ammazzavano famiglia per famiglia: dieci figli, madre e padre; otto figli, madre e padre…

Le notizie arrivavano via tv o via radio. I miei genitori mi hanno detto di nascondermi.  Avevo tre fratelli. Ero l’unica ragazza. I miei genitori erano maestri. Volevano mettermi al sicuro perchè ero l’unica figlia.

Il secondo giorno da quando era iniziato il genocidio mi hanno mandato da un vicino di casa che apparteneva all’altra tribù. Un uomo buono.

Quando sono andata via di casa mio padre mi ha dato un Rosario. In quel momento mi è sembrato che mi volesse dire: “Prendi questo Rosario, perchè non mi vedrai mai più”. Ho sentito come se avesse voluto dirmi: “Quando hai bisogno di me, quando vuoi chiedermi qualcosa, prendi il Rosario e chiedilo a Dio”.

Sono andata via, ma credevo di tornare dopo due o tre giorni. Ma nel profondo del mio cuore è come se qualcosa mi dicesse: “Guarda che non li vedrai mai più”.
Io lottavo contro quell’idea. Non volevo accettarla. Sono andato dal mio vicino di casa e gli ho detto che i miei genitori hanno voluto che andassi da lui. Lui mi ha mostrato un piccolissimo bagno della sua casa.

La casa era piccolissima con 4 letti e il bagno era anche molto piccolo: un metro per un metro e mezzo. Gli ho detto: “E’ troppo piccolo. Come ce la farò qui?” Mentre mi lamentavo lui è andato via e ha portato altre 5 donne e poi altre due. Il genocidio mi ha dato tante lezioni. Una di queste è: lamentarsi non aiuta a nulla.

Quando le cose cominciano ad andare male respira bene e cerca la soluzione. Ci ha detto di non parlare tra di noi, di non fare rumore, di non tirare l’acqua del water eccetto quando qualcuno nel bagno affianco non la tiri anche. Lui ci portava da mangiare, ma ciò che poteva raccogliere erano gli avanzi dei suoi figli.

Alla fine della settimana ero esausta e credevo di non farcela più. Stavamo sedute l’una sull’altra e mi ricordo che la più giovane aveva 7 anni.

Sono felice di vedere tutti questi giovani. Vi dico: non pensate che le tragedie arrivino solo per gli adulti. E’ bene che impariate a pregare e sappiate a Chi rivolgervi.

Alla fine di quella settimana ero tanto arrabbiata. Avevo tante emozioni tristi che mi uccidevano dentro. Avevo ira. Pensavo: “Che cosa succede alla nostra tribù?” Pensavo a come avrei potuto vendicare la mia famiglia. Pensavo che sarei potuta diventare soldatessa e avrei potuto buttare bombe in tutto il Paese.

Il mio cuore batteva forte a causa di questi pensieri cattivi. Quando quell’uomo ci ha portato da mangiare l’ho preso per una mano e gli ho chiesto di portarci una radio per sentire cosa stava accadendo. Una settimana era troppo lunga. Lui ha acceso tre radio su tre canali diversi.

Non potevo credere a ciò che stava succedendo nel Paese. Il governo aveva dato il permesso a tutti di andare ad uccidere chiunque della mia tribù. Mi ricordo un ministro del governo che ha detto alla radio: “Non dimenticate i bambini. Bisogna ammazzare anche loro. Il bambino di un serpente è sempre serpente. Bisogna uccidere tutti”.

Uccidevano le persone in chiesa, nascoste negli stadi. Circondavano lo stadio e vi buttavano dentro le bombe per uccidere tutti. Erano felici di ciò. Pensavano di andare in Paradiso uccidendo le persone cattive. Poi hanno ricevuto il comando di andare di casa in casa per vedere se qualcuno era rimasto nascosto.

Desidero specificare che non tutti quelli dell’altra tribù erano assassini, ma che il governo aveva comandato loro di farlo. C’era tanta gente buona che nascondeva le persone della nostra tribù.

Non dimenticherò mai il giorno in cui sono venuti a vedere se c’era qualcuno della nostra tribù nella casa in cui ero nascosta. Li ho visti dalla finestra del bagno. Erano vestiti di foglie di banano. Avevano diverse armi. Sono entrati in casa e hanno rovesciato tutto.

L’unico pensiero che avevo in testa era: “Adesso è finita. Sono venuti per ammazzarmi. Io non ho fatto niente. Sono innocente. Soltanto perchè mi odiano per motivi che non capisco”.

Mentre cercavano in casa ho avuto la sensazione di sentire due voci dietro alle mie spalle. Una voce era come se dicesse che non era nulla di strano e che si trattava di una sfida. L’altra voce mi diceva: “Apri quella porta. Termina questo martirio. E’ troppo doloroso”. Questo mi sembrava giusto.

Ma l’altra voce mi diceva: “Non aprire la porta. Prega Dio per ricevere aiuto”. E’ come se quella voce mi avesse detto: “Sai chi è Dio? Dio è Onnipotente” Sai cosa vuol dire Onnipotente? Vuol dire che può fare qualsiasi cosa”.

Voi sapete cosa vuol dire “tutto”? Dio può fare l’impossibile. Cioè: anche se ti vedono non potranno nemmeno toccarti, perchè non ti vedranno. Ho cominciato a sentire la speranza e volevo ascoltare questa voce bella. Ma la voce brutta e cattiva mi aveva quasi convinto che Dio non esisteva.

Ho quasi dimenticato di aver creduto in Dio prima e mi domandavo: “Dov’è Lui? E’ in Paradiso? Mi può sentire? Forse è troppo tardi. Loro sono già qui. Lui sa che sta morendo gente innocente?” Mi sentivo persa.

Ma la voce buona dentro di me diceva: “Chiedi a Dio un segno per indicarti se Lui c’è o non c’è. ChiediGlielo”. Mi ricordo che questa voce gentile mi diceva di cercare Dio con tutte le mie forze. Ho detto a Dio: “Se Tu esisti, se mi hai creato, se hai creato tutto ciò che esiste, donami un segno. Ti prego!” Mi ricordo di aver chiesto un segno speciale, perchè non volevo essere confusa.

Ho detto: “Se Tu esisti non permettere oggi che vedano la porta di questo bagno”. Nella mia testa era impossibile. Era impossibile che non vedessero quella porta se non lo avesse impedito Dio. Solo Dio avrebbe potuto farlo. Dopo di ciò ho perso coscienza. Non ho sentito più niente.

Cinque ore dopo l’uomo che ci teneva nascoste è entrato in bagno. Noi eravamo quasi in coma e doloranti. Siamo saltate pensando che fossero gli assassini. Ci ha detto: “I soldati sono andati via tanto tempo fa. Erano 300 o 400 persone. Sono entrati in casa e tanti di loro hanno circondato la casa, in modo che nessuno potesse uscirne. Alcuni sono saliti in mansarda con le pile.

Alcuni sono anche andati sul tetto della casa. Hanno cercato le persone sotto i letti, negli armadi. Hanno aperto addirittura le valige per vedere se c’erano bambini nascosti.

Alla fine sono venuti fino davanti alla porta del bagno. Uno degli assassini ha preso la maniglia e ha detto: ‘Qui non c’è nessuno. Tu sei un nostro uomo. Tu sei un buon cittadino.” Poi se ne sono andati. Aveva preso la maniglia del nostro bagno.

(applausi)

Quando ci ha raccontato questo la mia reazione non è stata: “Uau! Siamo salvi!” La mia è stata una reazione di shock. Dio veramente esiste e mi aveva sentito dal bagno. Nel bagno! Non mi ha sentito nella chiesa.

Allora ho capito quando il sacerdote ci diceva che Dio è dappertutto, anche dentro di noi. Tutto questo è verità. Lui è dentro di noi: nei nostri cuori, nei nostri pensieri. Questo vuol dire che non abbiamo nessuna privacy…

Da quel momento io parlo con Lui come parlo con voi. Quando sento la rabbia dentro di me so di non poterla nascondere e allora chiedo a Dio: “Cosa devo fare con questa rabbia? Hanno ucciso mia madre, mio padre. Che cosa devo fare?” Allora ho chiesto all’uomo che ci ha tenute nascoste di donarmi la Bibbia. Avevo quasi perso la mia fede e avevo bisogno di conoscerla.

L’unica cosa che mi ero portata via da casa era il Rosario che mio padre mi aveva dato. Ho cominciato a pregare il Rosario e a leggere la Bibbia per comprendere la mia fede. Volevo capire tutto ciò che il sacerdote ci aveva predicato ed io non avevo ascoltato.

Ma adesso non avevo più questi sacerdoti. Il primo Rosario è durato circa 25 minuti. Sentivo come se il mio corpo fosse uscito dall’inferno. Sentivo la pace. La paura e l’ira sono passate.

Quando ho finito il Rosario l’inferno è entrato nella mia testa: “Ti uccideranno. Se sopravviverai sarai una nullità. Quando ti troveranno faranno violenza su di te e ti faranno a pezzi”. Allora ho detto: “Non voglio ascoltare più questa voce. Vado di nuovo a pregare il Rosario”. Alla fine pregavo il Rosario dalla mattina alla sera. In questo modo mi nascondevo dal diavolo. Ogni giorno pregavo 27 Rosari.

Non potevo dormire. Ho deciso di offrire anche il Rosario della Divina Misericordia. Alle 6 del mattino, appena mi svegliavo, prendevo il Rosario prima che il diavolo entrasse nella mia testa. Pregavo fino alle 10 di sera, quando chiudevo i miei occhi. Mi sembrava come se fossi tornata dal lavoro.

Così il Rosario ha cominciato a cambiare le cose nel mio cuore. Perchè all’inizio pensavo che fosse giusto odiare le persone cattive: loro sono cattivi e appartengono al diavolo. Ma il Rosario mi cambiava.

Ogni volta che dicevo il Padre Nostro, e lo dicevo circa 200 volte al giorno, quando dicevo “perdona a noi i nostri peccati come noi li rimettiamo ai nostri debitori” vedevo davanti a me una bandiera rossa. Una voce mi diceva: “Davvero lo pensi? Perdonare a me come io perdono?”

Io odiavo milioni di persone dell’altra tribù. Volevo che andasse la tribù intera nell’inferno. Mi domandavo come avrei fatto a perdonare.Tutte le volte che ripetevo quella parte del Rosario, “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”, vedevo quella bandiera rossa. Credevo che Dio vedeva il mio cuore e sapeva che non dicevo la verità.

Cosa succede quando diciamo le bugie agli amici? Li perdiamo. La cosa fondamentale nell’amicizia è essere sinceri. Allora mi sono detta: “Devo essere sincera con Dio, perchè Lui è mio amico”. Ma siccome non potevo perdonare l’altra tribù mi è venuta un’idea: “Se non dico più quella parte del Padre Nostro non dico più bugie a Dio”. Allora ho cominciato a saltare quella parte del Padre Nostro e mi sentivo molto meglio.

Tutte le volte che non pregavo con tutto il mio cuore – e la Madonna qui a Medjugorje dice sempre di pregare col cuore – quella voce cattiva trovava la via verso il mio cuore. Dicevo “Ave Maria, piena di grazia” e quella voce diceva “li ammazzo tutti, voglio vendetta!” I pensieri cattivi mi giravano per la testa.

Qualcosa dentro di me mi diceva: “Prega con tutto il tuo cuore. Sii presente nella preghiera e non ci sarà più questa voce cattiva”. Ho cominciato a capire che dicevo ancora bugie a Dio, perchè saltavo quella parte del Padre Nostro.

Finchè un giorno, quando stavo per saltare quella parte del Padre Nostro, ho sentito qualcuno che mi toccava le spalle e mi diceva: “Il Padre Nostro non è una preghiera umana. Gesù Stesso ha donato queste parole. Non bisogna cambiare la Sua preghiera”.

Cosa dire a Gesù? Lui è Dio. Lui sa. Lui sa tutto. Se Lui dice di pregare in questo modo devo farlo. Lui mi ha creato. Conosce le mie capacità più di me. Se Lui dice di pregare in questo modo vuol dire che è possibile farlo, anche se non so come farlo. Qualcosa dentro di me mi spingeva e mi diceva: “Cerca di aiutarti. Non dire che non puoi, ma di: ‘Aiutami’”.

Vi dico con tutta sincerità: come può Dio aiutarmi a perdonare chi ha ucciso mia madre e mio padre? Come? Allora ho pensato: “Lui è Dio e io sono una persona umana. Gli chiederò aiuto e lascio fare a Lui”.

In quel bagno, assieme a tante persone, l’unica cosa che avevo era il mio Rosario e i miei pensieri di Dio, di Gesù e della Madonna.

Durante tutto quel tempo siamo state nel silenzio. Non abbiamo potuto parlare. Questa è stata una sofferenza pesante. Ogni momento aspettavamo qualcuno che venisse e ci trovasse. Ma quando è cominciato a cambiare il mio cuore è cambiato tutto. Anche il modo di soffrire è cambiato.

Tutte le volte che arrivavo nel Padre Nostro alla parte “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori” dicevo a Dio: “Aiutami”.

Un giorno ho meditato il quinto mistero doloroso: nostro Signore muore sulla croce. Mi piaceva meditare i misteri come se visitassi i luoghi in cui si erano svolti.
Ecco perchè mi piace il Rosario: quando rifletto sui misteri è sempre qualcosa di nuovo.

Mi ricordo che in quel bagno stavo meditando di essere sotto la croce di Gesù. Ho pensato: “Gesù è appeso alla croce con i chiodi. Sua Madre era lì. Come è doloroso. Lui muore e io mi nascondo ancora. Ma almeno mia madre non mi deve guardare in questa sofferenza”.

Mentre meditavo quel mistero sono arrivata alle ultime parole di Gesù quando ha detto: “Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno”. Non la prima parte ha aperto il mio cuore. Io volevo perdonare, ma come? E’ successo nella seconda parte e questo ha cambiato tutto.

“Non sanno quello che fanno”. Era come se Gesù volesse dirmi: “Le persone che vogliono ucciderti non sanno quello che fanno. Non sanno le conseguenze. Sono cieche dall’odio. E tu? Se tu li odi non cambierà nulla. Tu ti aggiungi al numero di coloro che odiano. Ma se tu preghi per loro c’è la possibilità che loro cambino”.
Io pensavo: “Loro non possono cambiare. Sono tanto cattivi”.

Noi facciamo le cose pensando che siano giuste. Una settimana dopo, un mese dopo o un anno dopo diventa chiaro che non era così. Allora dici: “No, non dovevo dirlo!” Quando divento cosciente vado a confessarmi. Mi confesso ogni settimana o ogni due. Per quanto cerchi di essere buona trovo sempre qualcosa da fare meglio. Ho compreso che la gente cambia. Oggi puoi fare qualcosa di male e domani puoi fare qualcosa di diverso.

Quando il Signore mi ha mostrato ciò nei miei pensieri allora ho capito che anche gli assassini possono cambiare. Anche se fanno cose terribili. Loro hanno l’opportunità di vedere che cosa hanno fatto e di pentirsi.

Siccome ho capito la forza della preghiera ho capito che se prego loro cambieranno prima. Nel momento che ho cominciato a pregare per loro e a credere che c’è l’opportunità di cambiare non potevo più odiarli. Mi sentivo togliere dalle spalle un peso enorme. Come se un muro fosse caduto. Un muro che divideva odio e amore.

E’ come se Gesù mi avesse chiesto: “Da che parte vuoi stare? Dalla parte dell’Amore o dalla parte dell’odio?” Dalla parte dell’amore ci sono persone come Nelson Mandela, Madre Teresa di Calcutta, san Francesco, Mahatma Gandi. E dall’altra parte ci sono le persone che uccidono: Hitler o come me che odiavo e sognavo la vendetta appena liberata.

Le persone che stanno dalla parte del bene e dell’amore sono le persone che hanno sofferto: Madre Teresa, san Francesco, i nostri santi. Ma nonostante la loro sofferenza rimanevano in piedi per l’amore, difendevano la verità.

All’improvviso ho detto: “Io voglio essere dalla parte loro. Loro sono i miei eroi. Questa gente crede che anche i cattivi possono venire dalla parte dei buoni, quando c’è qualcuno che li aiuta a riconoscere la verità”.

Quando ho capito ciò ho sentito una pace che non posso descrivervi. Ho pensato: “Questo è il segno del perdono”. Mi sentivo che il mondo era libero. Potevo andare ovunque. Quando esiste l’Amore di Dio tutti noi siamo fratelli e sorelle. Tutte quelle persone che odiavo e non ritenevo essere umani all’improvviso sono diventate per me esseri umani.

Ho scritto nel mio primo libro “Sopravvissuta per raccontare” che mentre ero in bagno cominciavo ad imparare l’inglese. Dopo aver rifiutato l’odio e l’ira all’improvviso la mia mente è diventata libera. Potevo vedere.

Ho chiesto a quell’uomo che ci nascondeva di portarmi un vocabolario, così, tra un Rosario e l’altro, leggevo le parole tradotte dal francese in inglese e le imparavo e le memorizzavo.

Sentivo una pace profondissima, mentre la situazione nel Paese era sempre più difficile. Pensavo a come era potente il Rosario. Volevo dirlo a tutti. Vorrei parlare alla gente di Gesù. Come Lui è reale, anche quando passi i momenti più difficili. Noi siamo rimasti in quel bagno tre mesi.

La notte in cui siamo uscite siamo andate verso un campo profughi. Gli assassini si sono salvati e sono scappati dal Paese. Quelli della mia tribù cercavano di trovarli per ucciderli. Appena arrivata al campo volevo sapere dov’erano i miei genitori. Ho chiesto alle persone che li conoscevano.

Ho scoperto che tutti quelli che ho lasciato a casa erano stati uccisi: mia madre, mio padre, i miei due fratelli, mia nonna, mio nonno, i miei zii, i miei vicini di casa, gli amici di scuola. Tutti. In tre mesi sono state uccise un milione di persone. Tutto ciò che avevamo era distrutto. Qualche volta volevo morire. “Cosa devo fare? Ho perso tutto. Ho perso tutti”.

L’unica cosa che avevo era il Rosario che mi aveva dato mio padre e i vestiti che avevo addosso da tre mesi.

Ho pianto per 5 minuti. Allora ho sentito come una grande Mano di Dio sul mio cuore. Era come se Dio avesse voluto dirmi: “Non morire. Non distruggerti. Sono con te. Prendi il tuo Rosario. Afferra il Rosario e prega. Cerca la Chiesa. Vai e prega”.

Mi pareva che Dio volesse dirmi: “La vita dei tuoi cari è finita qui sulla terra, ma non in cielo. Il tuo viaggio sulla terra non è ancora terminato. Tu non sai quanto lungo sarà”. Veramente nessuno di noi sa per quanto tempo vivremo. Avevo la sensazione che Dio volesse dirmi: “Forse hai un giorno, una settimana, un anno, otto anni, ma qualsiasi tempo sia è un dono. La vita è un dono. Dipende da te se usi questo tempo per l’Amore o per l’odio, per essere buono o cattivo. Puoi usare il tempo per fare il male o il bene. Ma se scegli l’Amore ricordati che Io sono con te. Qualsiasi cosa tu chieda Io te la darò. Alzati dalle tue lacrime e guarda attorno a te. Trova qualcuno che soffre più di te e aiutalo”.

Io ho asciugato le mie lacrime e ho trovato una madre che ha perso 10 figli. Ho trovato una madre che aveva perso la mente e non sapeva neppure che giorno fosse. Sentivo dentro di me: “Vai da lei e chiedile come puoi aiutarla. Cerca un bambino ferito o senza un braccio e domandagli cosa puoi fare per lui, per donargli cibo o curare le sue ferite”.

Alla fine della giornata prendevo il mio Rosario e dicevo: “Oggi ho cercato di fare la Tua Volontà. Per me questo è il messaggio più grande di tutto il genocidio: la vita è l’Amore. Noi siamo qui in lotta sulla terra. In ogni momento possiamo scegliere l’amore o l’odio. Quando scegliamo l’ira o l’odio succedono le cose come il genocidio.

Ho lavorato all’ONU. Qualche volta si parte da idee grandi come fermare genocidi o guerre nel mondo. Io rifletto sul fatto che noi dobbiamo cambiare i nostri cuori. La gente ha bisogno di amore. Gli uomini hanno bisogno di amore e non di soldi. Credo che ognuno di noi debba decidere.

Dopo alcuni mesi ho trovato qualcuno che mi ha offerto la casa per vivere. Era una donna in carrozzina. Ancora oggi scrivo le lettere a Dio e Gli chiedo ciò di cui ho bisogno. Quella donna in carrozzina mi ha detto che conosceva mia madre.

Mia madre cinque anni prima le aveva dato meno di un dollaro. Questa donna mi ha detto: “A causa di tua madre non ti lascerò qui tra gli orfani. Vieni con noi”. Si è presa cura di noi e ci ha donato la casa. Ci ha portati via dal campo profughi e ci ha condotti a casa sua.

Questo mi ha insegnato che qualsiasi segno piccolo può dare grande amore.  Piantate un piccolo seme. Questo seme crescerà.

Quattro anni dopo il genocidio, nel 1998, mi sono trasferita negli Stati Uniti. Ho anche visitato il mio villaggio e ho incontrato le persone che hanno ucciso i miei genitori. Quell’uomo era in prigione.

Tante persone mi dicevano: “Non puoi perdonarli così velocemente. Sembri felice, ma hai perso tutto”. A tutt’oggi sento la mancanza dei miei genitori. Queste lacrime sono il segno dell’amore che ho per loro.

Volevo andare in prigione per vedere cosa avrei sentito nel vedere questo uomo. Mi ricordo quando mi sono avvicinata ho visto che era come uno di noi, uno di voi. Era stato vestito bene e molto stimato in passato. Adesso era molto gonfio. I suoi capelli erano disordinati. Viveva in condizioni terribili.

Ho parlato col direttore del carcere che era amico di mio padre. Mi ha permesso di entrare. Quando ho visto quest’uomo è come se il Signore mi avesse detto: “Vedi, loro non sapevano quello che facevano. Se avesse pensato un po’ alle conseguenze non lo avrebbe fatto. Prega per lui. Non odiarlo”.

Mi sono avvicinata a lui e gli ho detto che lo avevo perdonato.

(applausi)

Ma questo andava oltre le parole. Volevo liberarlo dal senso di colpa. Lui non aveva nemmeno chiesto il perdono, ma volevo dirgli di continuare la sua vita e di cercare la sua via. Ma non poteva guardarmi in faccia. Si vergognava. Ma io sentivo che nel suo cuore era cambiato qualcosa in meglio e piangevo per lui.

Il direttore del carcere era arrabbiato con me. Più tardi, invece, mi ha detto che era felice di ciò che era successo.

Questo desidero lasciarvi. Qualsiasi cosa succeda, qualsiasi cosa terribile, ricordatevi: c’è sempre speranza. Continuate a pregare. Afferrate il Rosario. Se in Ruanda avessimo ascoltato la Madonna non saremmo passati per quella tragedia.  Lei ci ha detto alcune cose molto prima che succedessero, molto prima che la Chiesa avesse riconosciuto Kibeho.

La Madonna oggi è qui. Lei è Madre. Qualsiasi cosa dica fatela. E’ soltanto per il nostro bene. Lei ha sempre ragione. Semplicemente fatelo. Desidero dirvi: se io ho potuto dimenticare e perdonare quell’uomo tutti possono perdonare. Se io ho potuto avvicinare quell’uomo tutti possono farlo. Così arriva una pace incredibile.

Grazie perchè mi avete accolto al festival giovanile. Incoraggio sopratutto voi giovani. Voi siete la speranza del futuro. Voi siete il domani del mondo. Le persone con idee cattive possono fare cose come quelle accadute a noi in Ruanda, ma le persone con idee buone, come san Giovanni Paolo II, possono cambiare il mondo.

La Madonna ci chiama. Andate e aiutateLa. Evangelizzate con la vostra vita. Evangelizzate i vostri amici.

Prima di terminare desidero pregare assieme col cuore il Padre Nostro. Quando arrivate a quella parte pensatelo veramente. E se non lo pensate chiedete a Dio che vi aiuti.

Padre Nostro.

Grazie mille.

Fonte: newsletter di Info da Medjugorje

 

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