Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Memoria di Sant’Ambrogio – Solennità per la diocesi di Milano

A Milano il 7 dicembre è il giorno in cui ricorre una festa importante, quella di S. Ambrogio, ed è importante non solo perché se cade in un giorno feriale ci si riposa, ma soprattutto perché segna l’inizio del periodo in cui si comincia a respirare nell’aria l’atmosfera del Natale, cioé dei doni e delle vacanze. Questo vale soprattutto per quei pochi milanesi nativi della città, ormai in via d’estinzione, che ricordano ancora la tradizione degli Oh bej, oh bej! (Oh belli, oh belli!), richiamo con cui gli ambulanti attiravano l’attenzione dei passanti sulle merci esposte.

In questo giorno infatti e per una settimana, sul piazzale antistante la Basilica edificata dal Santo, che custodisce ancora i suoi resti mortali, così come nelle strette viuzze adiacenti, fino a qualche anno fa c’erano una quantità di bancarelle che vendevano ogni genere di merce, tra cui piccoli oggetti  o mobiletti fuoriusciti dalle cantine e dagli sgombri dei vecchi appartamenti. E se si avevano conoscenze e gusto si potevano scoprire talvolta veri pezzi d’antiquariato frammisti a quelle “buone cose di pessimo gusto” di una volta, descritte da Guido Gozzano in una sua poesia di memorie d’infanzia.

E poi giochi e dolciumi, abiti e arnesi da cucina introvabili nei negozi moderni, tutti immersi in un profumo di caldarroste e di frittelle, tipiche di quella festa, fatte di pasta lievitata schiacciata e cotta al momento in olio fumante, poi ricoperta di zucchero granulato e mangiata caldissima.

Ora la fiera è stata spostata al parco del Castello Sforzesco perdendo quella sua caratteristica tutta milanese, ampliandosi e accogliendo anche merce etnica più attuale.

I tempi evolvono e non si possono fermare, ma è rimasta intatta la consuetudine di giornata in cui si inaugura la stagione del Teatro alla Scala che quest’anno ripropone un’opera classica, nientemeno che la Tosca di Puccini. Avvenimento questo da sempre molto mondano e destinato alla partecipazione di ricchi borghesi, personaggi famosi e invitati privilegiati.

Grazie a Paolo Grassi, intelligente pugliese che volle aprire alla televisione le porte del teatro lirico più conosciuto al mondo, si può seguire questo capolavoro musicale in diretta, ammirando comodamente da casa le toilettes delle signore o stupendosi per le loro eccessive originalità.

Per tutti gli altri a Milano questo è il giorno in cui si allestiscono l’albero e il presepe, in attesa di quella venuta che ha già cambiato il mondo duemila e diciannove anni fa e che preghiamo voglia ancora illuminare i cuori degli uomini trasformandoli da pietre in carne.

 

Paola de Lillo

Per la biografia di S. Ambrogio si rimanda al sito “Santi e Beati” (Qui) .

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