Monti svela il simbolo: “Scelta civica per l’Italia”


A sostegno di Mario Monti “ci sarà una Lista unica per il Senato. Per la Camera in coalizione ci saranno tre distinte liste: una della società civile senza parlamentari, una dell’Udc immagino col nome Casini, una di Fli immagino col nome Fini”: lo annuncia il premier uscente in una conferenza stampa. “Con Monti per l’Italia – Scelta civica”. È il testo contenuto nel simbolo della Lista Monti per la Camera mostrato alla stampa dal presidente del Consiglio. Al Senato, dove sarà presentata una lista unica, scomparirà dal simbolo la scritta ‘Scelta civica’.

 

Il Professore annuncia inoltre severi criteri di candidabilità. E anticipa che anche per Udc e Fli verrà applicato un tetto al numero dei mandati già svolti: ci saranno “limiti legati all’attività parlamentare pregressa con un massimo di due deroghe per ciascuna lista”.

Alla fine alla Camera ci sarà dunque una lista Monti, “accompagnata” da quelle dei partiti che sostengono il ritorno del professore a Palazzo Chigi. Il premier uscente ha presentato il simbolo in una conferenza stampa organizzata dopo averne parlato in un vertice blindatissimo con Casini e Fini.

Gli incontri iniziati ieri tra Mario Monti ed i rappresentati dei partiti e delle associazioni della “società civile” sono proseguiti senza sosta. Anche oggi il professore ha proseguito nel suo tentativo di sintetizzare le proposte che arrivano da una parte e dall’altra e, soprattutto, di mettere d’accordo esigenze spesso contrapposte. Lunghi incontri sui quali c’è il diktat di mantenere il massimo riserbo.

“Le riunioni sono convocate ad horas. Si lavora senza sosta perché ormai il tempo stringe”, spiega chi sta lavorando alle liste. Monti è pressato dalle richieste dei rappresentanti dell’associazionismo, contrari all’ingresso dei ‘politici’ in una lista con il suo nome. Ma vuole tener conto anche dell’insofferenza dell’Udc che teme di rimanere penalizzata dalla concorrenza alla Camera di una lista Monti. Per questo forse, ma anche per il timore che la mancanza di chiarezza sulle liste possa creare disorientamento tra gli elettori, si è scelto di presentare velocemente il simbolo con la convocazione di una conferenza stampa all’ultimo momento, fortemente voluta da ItaliaFutura. I partiti, intanto, lavorano alle proprie liste. Alla Camera Gianfranco Fini ha riunito i suoi per fare il punto: i posti disponibili sono pochi.
 
ECONOMIST: PARADOSSO MONTI

“Paradossalmente, è il rassicurante Monti che molto probabilmente potrebbe causare un risultato Instabile” alle prossime elezioni, “nella forma di un Senato sospeso”. È quanto sottolinea il settimanale britannico The
Economist soffermandosi sulle elezioni italiane e sull’eventualità che, dopo l’ingresso in campagna elettorale del Professore, dal voto di febbraio esca un Senato spaccato. Con un simile risultato, “comunque, Monti sarebbe capace di offrire i suoi servigi a Bersani come partner di una coalizione e, soprattutto, come contrappeso alla sinistra radicale”, evidenzia l’articolo, intitolato “Tenere sotto controllo la sinistra radicale” e preannunciato da una vignetta raffigurante Monti e Berlusconi pronti a fare a pugni mentre Bersani sorride soddisfatto in disparte. Per il settimanale, infatti, l’esordio di Monti “non è stato dei più propizi” mentre Berlusconi Berlusconi affronta “crescenti difficoltà”. I sondaggi, sottolinea quindi l’Economist, danno il Pd “in testa, a oltre il 33%”. Ma “il successo del prossimo governo dipenderà dalla sua abilità di controllare la sinistra radicale”, che con il suo “incessante criticismo ha contribuito al crollo dell’ultimo governo di centrosinistra”.
 
FINANCIAL TIMES: ATTACCO AGLI ESTREMISTI

Anche il Financial Times si sofferma oggi sulle ultime vicende della politica italiana titolando “Monti attacca i rivali ‘estremistì” e sottolineando come il professore abbia mostrato “un nuovo, energico volto di politico impegnato in campagna elettorale”. Monti, osserva il foglio londinese, è però “vulnerabile su due fronti: la triste performance dell’economia italiana nell’ultimo anno e la scelta dei suoi alleati politici”. Mentre “attaccando con aggressività i suoi rivali, rischia di attirare il loro fuoco su di sè e sulla sua agenda di riforme pro-europea, rischiando una dura sconfitta. E ciò potrebbe danneggiare anche la prospettiva di una potenziale coalizione di governo con il centrosinistra, l’attuale favorito per la vittoria”.
 
Fonte: Avvenire