P. Lombardi, precisazioni sulla vicenda di mons. Wesolowski


P. Federico LombardiIl direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, è intervenuto per un chiarimento con i giornalisti sulla vicenda riguardante mons. Wesolowski, l’ex nunzio apostolico nella Repubblica Dominicana accusato di abusi e già condannato con sentenza canonica di primo grado alla dimissione dallo stato clericale.

Contro questa sentenza, mons. Wesolowski – ha informato padre Lombardi – “ha proposto recentemente appello – entro il termine prescritto di due mesi” – e il “relativo giudizio presso la Congregazione della Dottrina della Fede è previsto in tempi brevi, nel corso delle prossime settimane (probabilmente in ottobre)”.

In ogni caso, ha proseguito padre Lombardi, “mons. Wesolowski ha già cessato le funzioni diplomatiche e perduto la connessa immunità e, come già dichiarato in precedenza, il procedimento penale presso gli organi giudiziari civili vaticani proseguirà non appena la sentenza canonica sarà definitiva”.

Il direttore della Sala Stampa vaticana ha poi fatto riferimento a quanto apparso in questi giorni su organi di stampa. Nel merito, ha precisato, “bisogna osservare che le Autorità della Santa Sede – fin da quando il caso è stato loro proposto – si sono mosse tempestivamente e correttamente, alla luce dello status specifico di cui Mons. Wesolowski godeva come rappresentante diplomatico della Santa Sede. Ciò sia in occasione del suo richiamo a Roma, sia nella trattazione del caso in contatto con le Autorità della Repubblica Dominicana”.

Dunque, ha proseguito padre Lombardi, “lungi da ogni intenzione di copertura, ciò dimostra, invece, l’assunzione piena e diretta di responsabilità da parte della Santa Sede anche in un caso così grave e delicato, su cui il Papa Francesco si mantiene attentamente informato e che vuole sia affrontato con tutto il giusto e necessario rigore”. Infine, conslude padre Lombardi, di deve “osservare che, avendo mons. Wesolowski cessato le funzioni diplomatiche con la connessa immunità, potrebbe essere soggetto a procedimenti giudiziari anche da parte di altre magistrature che ne abbiano eventuale titolo”.

 

Testo proveniente dal sito di Radio Vaticana