Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Pedofilia, la tolleranza zero viene da Benedetto XVI – di Massimo Introvigne

Benedetto XVISul caso dell’arcivescovo polacco Józef Wesolowski, già nunzio apostolico a Santo Domingo, arrestato dalla gendarmeria vaticana in quanto accusato di atti di pedofilia compiuti quando era diplomatico, abbiamo letto sui giornali italiani una serie di stranezze che dimostrano una scarsa conoscenza sia del diritto della Santa Sede sia della questione dei sacerdoti pedofili. .

Molti per applaudirla, e qualche «ateo devoto» per deplorarla, hanno parlato di una svolta radicale nella lotta alla pedofilia voluta da Papa Francesco, sostenendo anche che la Chiesa, dopo averlo a lungo combattuto nelle sedi internazionali e nei tribunali, ora accetterebbe il punto di vista dell’Onu per cui la Santa Sede è responsabile degli atti di pedofilia compiuti da sacerdoti non solo entro le mura del Vaticano, ma in tutto il mondo

Si tratta di due grosse bufale: cerchiamo di capire perché.

Molti per applaudirla, e qualche «ateo devoto» per deplorarla, hanno parlato di una svolta radicale nella lotta alla pedofilia voluta da Papa Francesco, sostenendo anche che la Chiesa, dopo averlo a lungo combattuto nelle sedi internazionali e nei tribunali, ora accetterebbe il punto di vista dell’Onu per cui la Santa Sede è responsabile degli atti di pedofilia compiuti da sacerdoti non solo entro le mura del Vaticano, ma in tutto il mondo

Bufala numero uno: arrestando Wesolowski la Santa Sede avrebbe accettato il principio per cui deve assumersi la responsabilità degli abusi compiuti da sacerdoti – o peggio vescovi – cattolici dovunque nel mondo.

Un canonista di fama, l’avvocato Giancarlo Cerrelli, ha già spiegato ieri sul nostro giornale che non è così. Gli studi di carattere giuridico sono raramente una lettura leggera, ma chi fa la fatica di leggere Cerrelli capisce che le malefatte di un nunzio apostolico durante l’esercizio del suo mandato diplomatico, dovunque commesse, cadono sotto il codice penale della Santa Sede, mentre quelle di un normale prete o parroco no.

Dunque no, la gendarmeria vaticana non verrà ad arrestare il vostro parroco se si comporta male – speriamo che sia un santo – ed è inutile stracciarsi le vesti perché il Papa non ha mandato i gendarmi ad arrestare altri preti pedofili che hanno occupato le cronache, i quali non erano però nunzi apostolici e neppure funzionari di qualche congregazione della Santa Sede.

Molti per applaudirla, e qualche «ateo devoto» per deplorarla, hanno parlato di una svolta radicale nella lotta alla pedofilia voluta da Papa Francesco, sostenendo anche che la Chiesa, dopo averlo a lungo combattuto nelle sedi internazionali e nei tribunali, ora accetterebbe il punto di vista dell’Onu per cui la Santa Sede è responsabile degli atti di pedofilia compiuti da sacerdoti non solo entro le mura del Vaticano, ma in tutto il mondo

l’articolo continua su La Nuova Bussola Quotidiana

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