« Quando la Cei consacrava l’Italia al Cuore Immacolato di Maria in funzione anticomunista. Mentre oggi… » di Antonio Socci

La Chiesa dovrebbe essere sempre la stessa, custodendo la verità rivelata (che è sempre la stessa) e guidando gli uomini all’eternità. Ma dal 2013 è diventata un’altra cosa da ciò che è stata per duemila anni. E, al seguito di papa Bergoglio, anche i vescovi italiani sembrano essere passati dal Cuore Immacolato di Maria a quello di Maria Elena Boschi, di Greta Thunberg, di Laura Boldrini e di Emma Bonino.

Infatti si sono buttati in politica scagliandosi non contro chi propugna politiche contrarie ai valori cattolici, ma proprio contro chi si ispira a quei valori.

La pubblica devozione alla Madonna, per loro, è diventata addirittura uno scandalo : il presidente della Cei Bassetti, alla vigilia delle europee, fulminò Matteo Salvini proprio per aver mostrato un rosario in pubblico e per aver affidato l’Italia al Cuore Immacolato di Maria (Il “Fatto quotidiano” titolò: “Cei: votate tutti tranne Salvini’”).

Adesso è uscito un libro che (senza volerlo) fa capire quanto la rivoluzione bergogliana abbia ribaltato la Chiesa. Questo volume ricostruisce un grande evento popolare avvenuto proprio 60 anni fa, nel settembre 1959, per decisione dei vescovi italiani, orientati dal card. Giacomo Lercaro  (che poi sarà uno dei pilastri del Concilio ): la Consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria, in chiave esplicitamente anticomunista.

Un evento che “passerà alla storia come la prima decisione della Cei e uno dei primi atti del pontificato di Giovanni XXIII ”. Così scrive Saverio Gaeta che ha pubblicato il volume dalle edizioni San Paolo col titolo “L’eredità segreta di don Amorth (così la Madonna ha salvato l’Italia)”.

Infatti al centro di tutta questa vicenda – come infaticabile organizzatore – c’è proprio quel padre Gabriele Amorth che, negli ultimi decenni, è diventato celebre come esorcista e che – essendo morto nel 2016 – inorridirebbe oggi a sentire le incredibili esternazioni del nuovo capo dei Gesuiti (voluto da Bergoglio), secondo cui il diavolo non esiste (ha detto: “esiste come realtà simbolica, non come realtà personale”, quindi non esiste).

Padre Amorth – racconta Gaeta – ha una storia sorprendente. Nasce nel 1925 in una famiglia cattolica di Modena. Il padre, avvocato, è tra i fondatori del Partito popolare e collabora con don Sturzo.

Nel 1943 il giovane Gabriele, diciottenne, è già coinvolto con l’élite cattolica del momento: Dossetti, Fanfani, Vanni Rovighi e Lazzati. Pochi mesi dopo è partigiano nella formazione cattolica “Brigata Italia”.

Il suo punto di riferimento politico durante la guerra di liberazione è Ermanno Gorrieri, che diventerà poi parlamentare, esponente della Sinistra dc, e fondatore della Cisl.

Amorth è un giovane e coraggioso comandante partigiano e finita la guerra viene eletto vice delegato nazionale dei giovani Dc: il capo era Giulio Andreotti.

Quando Andreotti, di lì a pochi mesi, diventa sottosegretario alla presidenza del Consiglio con De Gasperi, la direzione DC chiede ad Amorth di prendere il suo posto, ma lui nel frattempo ha maturato la vocazione religiosa e diventa sacerdote.

Durante il pontificato di Pio XII l’Urss di Stalin arriva con i carri armati fino a Trieste, il comunismo conquista anche la Cina (1949) e l’Italia è il paese occidentale col più forte partito comunista, obbediente agli ordini di Stalin.

In quegli anni la Chiesa medita attentamente le apparizioni del 1917 a Fatima dove la Madonna aveva predetto la rivoluzione bolscevica di Lenin pochi mesi prima che si verificasse e dove aveva profetizzato che “la Russia spargerà i suoi errori in tutto il mondo, fomentando guerre e persecuzioni contro la Chiesa”.

Era esattamente ciò che stava accadendo. Per questo Pio XII ascoltò l’appello della Madonna che a Fatima aveva chiesto di consacrare la Russia al Suo Cuore Immacolato  (lo fece come consacrazione del mondo).

Nel giugno 1953 si verificò la rivolta operaia di Berlino Est (pochi mesi dopo la morte di Stalin) e nel 1956 un’altra rivolta operaia a Poznam, in Polonia, anch’essa repressa nel sangue dal regime comunista. Infine – di lì a pochi mesi – scoppiò la rivolta d’Ungheria, schiacciata nel sangue dai carri armati sovietici.

E’ in questo contesto che matura fra i vescovi italiani la decisione di dar seguito al gesto del papa con la consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria.

Padre Amorth diventò il segretario del Comitato promotore, ma il vero protagonista dell’evento, per il coinvolgimento della Cei, fu il card. Lercaro, vescovo di Bologna, che scriveva: “Non c’è chi non veda quanto l’Italia abbia bisogno di una particolare protezione per non cadere nel baratro del comunismo”.

La Consacrazione fu fatta, il 13 settembre 1959, al Congresso Eucaristico nazionale di Catania, dove convennero circa 80 mila persone, come scrisse trionfale “l’Avvenire d’Italia”.

Ma l’evento aveva già avuto una ben più colossale partecipazione popolare perché era stato preceduto per cinque mesi dalla “Peregrinatio” della statua della Madonna di Fatima in tutte le città d’Italia.

Nelle 107 località toccate si registrarono circa 12 milioni di presenze (l’Italia aveva allora 50 milioni di abitanti) e si verificarono anche eventi straordinari, il più noto dei quali riguardò padre Pio da Pietrelcina che dalla visita della Madonna di Fatima a san Giovanni Rotondo, il 6 agosto, ebbe in dono la guarigione istantanea da una grave malattia che lo faceva penare da mesi.

L’evento della consacrazione fu accompagnato ovviamente da un messaggio di papa Giovanni XXIII e uno del presidente della Repubblica Gronchi.

La “Peregrinatio” della Madonna di Fatima ebbe come tappa finale Trieste dove si decise la costruzione di un Santuario dedicato a Maria Regina d’Italia, “in ricordo della consacrazione e quale atto di riconoscenza della patria preservata dalla tirannide del comunismo ateo”, disse il card. Lercaro (fu lui che benedì la prima pietra mentre Giovanni XXIII “pronunciò un ampio messaggio che fu trasmesso via radio”).

E oggi? Oggi i vescovi italiani attaccano chi affida l’Italia al Cuore Immacolato di Maria. Alle elezioni sono una macchina di propaganda del partito erede del Pci e, in questi giorni, sponsorizzano il governo ultralaicista rossogiallo. Cosa è diventata questa gerarchia clericale?

 

Antonio Socci

 

Da “Libero”, 8 settembre 2019

 

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