Questioni etiche, si accende il dibattito

​«Io credo che i valori etici siano fondamentali e che debbano essere difesi». Parola di Mario Monti che ai microfoni di “Radio anch’io” aggiunge però subito: «Detesto quei partiti che usano i valori etici, spesso disattesi nella realtà, come arma e accetta contro i rivali». A chi sta pensando? «Sto pensando per esempio ad alcuni esponenti del Pdl», è la secca risposta del premier. Parole che scatenano l’immediata reazione del Pdl.

I temi etici, comunque, sottolinea Monti, «per ora non saranno al centro del programma» di un suo governo. Ma, aggiunge, «ferma restando la necessità di tutelare sempre la dignità della persona e della vita». Una frase che il premier ripete più volte, rispondendo anche alla domanda se abbia avuto la benedizione della Chiesa. «Non so se sono stato benedetto. Per me e per la mia coscienza è importante, come sono importanti altri incoraggiamenti».

Dunque, insiste, «il nostro è un movimento di cattolici e laici con sensibilità diverse e che dà alla dignità della persona il valore centrale». Ma, precisa, «per costruire una coalizione larga i temi a valenza etica, pur essendo più importanti che creare lavoro, fanno meno parte dell’urgenza». Per questo, afferma, «ora bisogna lasciare più spazio alle coscienze individuali ed al Parlamento».

La prima replica arriva dal capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «Nel Pdl in tanti abbiamo sostenuto con passione e convinzione le politiche del centrodestra in difesa della vita e della famiglia». Mentre denuncia il «modo evasivo con cui Monti affronta le questioni etiche».

Non è da meno la vice presidente del gruppo alla Camera Jole Santelli: «Monti rende palese il ponte politico lanciato verso Bersani e la sinistra», in particolare «rinunciando ai temi etici/politici che dividono per esempio Casini da Bersani e Vendola». Mentre l’ex sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella parla di «imbarazzante confusione del presidente Monti fra morale personale e temi eticamente sensibili» che «fa capire perché nella sua agenda non c’è posto per la biopolitica». Piuttosto, accusa, «l’attacco questo sì goffo ad “alcuni esponenti del Pdl”, di cui sarebbe più onesto fare i nomi, rende evidente come la richiesta di chiarezza sui temi etici innervosisca il presidente del Consiglio fino a renderlo assai meno sobrio e composto del solito».

Su fronte “montiano” l’Udc Maurizio Ronconi definisce «delittuoso strumentalizzare l’approccio ai temi etici ai fini della campagna elettorale». Mentre l’ex presidente della provincia di Trento, Lorenzo Dellai, spiega che «sul versante dei temi sensibili ci saranno due indicazioni fondamentali: ricercare con grande rispetto, delle posizioni convergenti senza slogan e demagogia e rispettare le posizioni personali: non si può – assicura – chiedere ai cattolici di rinunciare a sostenere le proprie posizioni».

Dal Pd l’unica a parlare è Anna Paola Concia, esponente del movimento omosessuale che accusa il premier di avere «posizioni lontanissime dagli altri leader europei, siano essi conservatori o progressisti». Critiche anche dalle associazioni gay che chiedono a Monti «più coraggio».

Antonio Maria Mira

 

 

Fonte: Avvenire