Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Regina Caeli. Il Papa: non abbiate paura di essere e vivere da cristiani, portate Cristo nelle piazze

La pace è frutto del perdono e beati sono coloro credono nell’amore di Dio testimoniato dai cristiani, che hanno il coraggio della fede. Sono queste le affermazioni che hanno caratterizzato questa mattina la prima recita del Regina Caeli di Papa Francesco. In una Piazza S. Pietro gremita da circa 100 mila persone, il Pontefice ha invitato tutti ad annunciare Cristo “nelle piazze”.

La Domenica della misericordia, ma anche del coraggio. Papa Francesco parte dalla prima per terminare con il secondo: il coraggio per ogni cristiano di essere e vivere come tale in mezzo agli altri e farsi megafono del Vangelo.

Il primo saluto del Pontefice alla straordinaria folla – almeno 100 mila persone – che da molto prima di mezzogiorno ha preso a stazionare sotto la sua finestra in Piazza San Pietro è lo stesso di Gesù nel Vangelo dell’ottava di Pasqua: “Pace a voi!”. Una pace che per i cristiani ha un senso preciso:

“Non è un saluto, e nemmeno un semplice augurio: è un dono, anzi, il dono prezioso che Cristo offre ai suoi discepoli dopo essere passato attraverso la morte e gli inferi (…) Questa pace è il frutto della vittoria dell’amore di Dio sul male, è il frutto del perdono. Ed è proprio così: la vera pace, quella profonda, viene dal fare esperienza della misericordia di Dio”.

 
Un applauso sale dal colonnato quando il Papa ricorda la festa della Divina Misericordia, che il Beato Giovanni Paolo II stabilì per la Chiesa nella prima domenica dopo Pasqua e alla cui vigilia si spense otto anni fa. Un giorno che il Vangelo ricorda come quello dell’atto di fede di Tommaso davanti all’apparizione di Gesù nel Cenacolo. Ma soprattutto – ha sottolineato il Papa – un giorno che porta a definire “beati” coloro che da duemila anni a oggi hanno creduto senza vedere:

“Questa è una parola molto importante sulla fede, possiamo chiamarla la beatitudine della fede. ‘Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto’, questa è la beatitudine della fede. In ogni tempo e in ogni luogo sono beati coloro che, attraverso la Parola di Dio, proclamata nella Chiesa e testimoniata dai cristiani, credono che Gesù Cristo è l’amore di Dio incarnato, la Misericordia incarnata. E questo vale per ciascuno di noi!”.

 
 
Papa Francesco scandisce questa convinzione e altrettanto fa poco dopo quando ricorda che la missione della Chiesa nel mondo è di annunciare il “Regno dell’amore” di Cristo e il perdono dei peccati, con l’aiuto dello Spirito “che scaccia la paura dal cuore degli Apostoli”:

“Abbiamo anche noi più coraggio di testimoniare la fede nel Cristo Risorto! Non dobbiamo avere paura di essere cristiani e di vivere da cristiani! Noi dobbiamo avere questo coraggio, di andare e annunciare Cristo Risorto, perché Lui è la nostra pace, Lui ha fatto la pace col suo amore col suo perdono, col suo sangue, con la sua misericordia”.

E un nuovo, energico sprone a portare Cristo fra la gente è dato dal Pontefice al momento dei saluti successivi alla recita del Regina Caeli, quando ricorda in particolare la “speciale missione” che le comunità neocatecumenali iniziano nelle piazze di Roma:

“Invito tutti a portare la Buona Notizia, in ogni ambiente di vita, ‘con dolcezza e rispetto’. Andate nelle piazze e annunciate Gesù Cristo il nostro Salvatore”.

 
A tutti, poi, Papa Francesco dà poi appuntamento a San Giovanni in Laterano, dove nel pomeriggio prenderà possesso della cattedra del Vescovo di Roma, con parole che rievocano quelle pronunciate appena dopo la sua elezione al Soglio petrino:

“Preghiamo insieme la Vergine Maria, perché ci aiuti, Vescovo e Popolo, a camminare nella fede e nella carità, fiduciosi sempre nella misericordia del Signore, che Lui sempre ci aspetta, ci ama, ci ha perdonato c

 
Testo proveniente  dal sito di Radio Vaticana  

 

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