Roma: nuova Madonnina per Santi Marcellino e Pietro


La comunità di via Labicana ha ricevuto in dono un bassorilievo della Vergine. L’effigie è stata installata nel punto in cui l’anno scorso, durante una manifestazione, è stata distrutta una statua della Madonna.  Nel nuovo bassorilievo la Vergine Maria (FOTO) è in piedi sul globo terrestre, con il piede sulla testa di un serpente strisciante. L’edicola di 50 x 70 cm, di marmo apuano di Carrara, è stata collocata domenica 14 ottobre sul muro laterale della parrocchia Santi Marcellino e Pietro. Proprio davanti al punto di via Labicana dove, esattamente un anno fa, sulla strada, giaceva in pezzi una statua della Madonna di Lourdes.

L’immagine sacra fu strappata dalla sagrestia della parrocchia e distrutta dalla furia cieca dei black bloc, scatenatasi nei pressi di Piazza San Giovanni in Laterano, durante una manifestazione contro la crisi economica. «Avvenimenti tristi e sconfortanti – come li ha definiti il parroco di Santi Marcellino e Pietro, don Giuseppe Ciucci – segno di una violenza che non ha portato a nulla e che ha destato lo sdegno di tutto il mondo».

La nuova edicola è stata benedetta dal cardinale vicario Agostino Vallini durante una cerimonia di inaugurazione svoltasi alla presenza delle autorità civili e religiose: il sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno, il vescovo ausiliare del settore Centro, monsignor Matteo Zuppi, il prefetto Giuseppe Pegoraro, il questore Fulvio La Rocca, l’assessore alla cultura e al Centro storico di Roma, Dino Gasperini, il sovrintendente ai beni archeologici di Roma Umberto Broccoli e il sindaco di Carrara Angelo Zubbani.

«Nei palazzi di Roma – ha detto il cardinale Vallini da un palco allestito sul sagrato di Santi Marcellino e Pietro – si trovano centinaia di immagini della Madonna. I romani hanno voluto collocarla là dove vivono. Abbiamo evidentemente bisogno di ispirarci ad alti pensieri. Da quelle immagini è come se Maria ci dicesse:”Non scoraggiatevi, io vi accompagno per la strada”. Se oggi c’è crisi è anche crisi morale e di fede. “Dove andiamo? Che senso ha il dolore e la morte?”. Solo la fede può dare senso a queste domande. Abbiamo però anche bisogno dell’arte, della “via pulchritudinis”. Siamo figli di Dio e siamo fatti per le cose alte. Non dimentichiamo infine – ha detto il porporato, riferendosi agli agenti delle forze dell’ordine feriti durante gli scontri – i difensori dello Stato, giovani e padri di famiglia che tutelano l’ordine pubblico e morale, affinché l’uomo possa sempre esprimersi liberamente».

«Stasera – ha detto Alemanno – vogliamo dare due messaggi. La statua della Madonna è un simbolo di pace anche per chi non crede. Distruggerla è fuori dall’umano. Fa parte del bestiale che è in noi e che dobbiamo sempre tenere a bada. Il secondo messaggio è in favore dell’identità nazionale e del rispetto verso gli uomini in divisa che difendono l’ordine pubblico. Protestare è giusto, ma la violenza va evitata perché da essa non può venire nulla di buono».

Via Merulana, scenario tradizionale di manifestazioni e cortei, è a pochi metri, e il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani non si illude e sa che gli incidenti di un anno fa potrebbero ripetersi. «Anche se il nostro fosse il destino di Sisifo, di portare sempre di nuovo in alto una pietra che tornerà a precipitare in basso, stiamo facendo quello che è giusto fare. Il fatto che abbiamo collocato il bassorilievo all’aperto è un segno di fiducia. Vogliamo risanare una ferita che ha colpito il mondo intero e restituire speranza invece che desolazione».

L’edicola è stata realizzata da una delle più prestigiose botteghe d’arte di Carrara, i Laboratori artistici Nicoli. «Abbiamo voluto offrire riparazione a un danno – ribadisce Francesca Nicoli, in rappresentanza dei Laboratori – che non fosse però un semplice rifacimento della statua. Abbiamo voluto dimostrare solidarietà alla Chiesa e vicinanza ai giovani in cerca di futuro, in nome della secolare storia d’amore tra Carrara e Roma».

Al termine della Messa, da lui presieduta, il cardinale Vallini ha voluto dedicare la celebrazione eucaristica alla città di Roma, che ha «bisogno di cristiani che testimonino il Vangelo, assecondando le migliaia di iniziative di carità che provengono anche da realtà laiche. La custodia e la protezione della città non siano demandate solo alle autorità, ma collaborino anche i cittadini. Affinché chiunque arrivi a Roma possa trovare una fede semplice, ma testimoniata con coraggio».

Daniele Piccini

Fonte: RomaSette