Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

«Scongelatevi!». Letta si mangia i Findus grillini in streaming – Video

Ha ragione Aldo Grasso a scrivere oggi sul Corriere della Sera che «per la Grillo & Casaleggio Associati», quella di ieri è stata «una giornata  nera»: «Enrico Letta, i grillini, se li è mangiati in un solo boccone».

 

La  diretta streaming dell’incontro tra il presidente del Consiglio incaricato e gli  esponenti dei Cinque Stelle è stata, infatti, un bell’esempio di che cosa  significa sapere fare politica e di cosa invece – grattata la patina di “nuovo”, “web 2.0″, “democrazia diretta” – si trovi sotto la prosopopea pentastellata: il  nulla infiocchettato.

Come nota giustamente Grasso, sembrava di assistere al «giovane cattedratico  che interroga i fuori corso e usa l’esame per spiegare ancora una volta, con  santa pazienza, il programma del corso. I ripetenti implorano il diciotto  politico e il professore, per bontà, glielo concede, non prima di avergli  chiarito per l’ennesima volta come funziona l’università: bisogna studiare».

 

Da una parte, Letta (un giovane esponente della Casta, a stare a sentire la  propaganda grillina) che con calma e competenza spiegava le ragioni del suo  impegno. Dall’altra i “cittadini” cinquestelle, impappinati, impacciati, messi  al muro del loro atteggiamento settario proprio durante una di quelle dirette  che, anziché svelare gli arcani retroscena della stanza dei bottoni, altro non  faceva che rendere evidente tutta la loro incompetenza.

 

Eppure la prima volta, quella con Bersani e con quella battuta efficace sul «non siamo a Ballarò», era andata bene ai grillini. Altri tempi, altre persone. «La differenza con il precedente incontro in streaming con Pier Luigi  Bersani – ha scritto Grasso – è stata impressionante: Bersani sembrava  intimorito e i portavoce del M5S se ne sono approfittati per umiliarlo. Letta,  per quanto stanco e scoraggiato di incontrare un muro di gomma, ha mostrato  subito di essere di un’altra pasta, di conoscere bene l’arte della mediazione,  di essere assertivo quando occorre: “In questi sessanta giorni la forza che voi  rappresentate, sia numerica che reale nel Paese, è entrata in Parlamento e non  ha voluto partecipare alle decisioni assunte. Sarebbe frustrante se questa  indisponibilità a mescolare idee e voti si protraesse”.

 

I portavoce del M5S  (questa volta in formazione quattro più quattro, tipo Nora Orlandi) erano in  seria difficoltà, non sapevano cosa rispondere, si rifugiavano nel politichese,  s’impantanavano in formule astratte».

Insomma, una Waterloo on line. Perché Letta ha tirato fuori un argomento  molto caro ai grillini stessi: quello della trasparenza, del dialogo, della  comunicazione su cui i pentastellati hanno costruito la loro fama, quella di  portavoce, di intermediari che non fanno filtro e barriera con quel che vuole e  chiede la gente.

 

Solo che Letta ha rovesciato la medaglia, mostrandone il lato  oscuro e rimproverando ai giovanotti proprio la loro “incomunicabilità”. Insomma, fate tante chiacchiere, ma poi l’unica cosa che non fate è comunicare,  dialogare, ascoltare gli avversari politici. Vi rinchiudete in voi stessi  («siete congelati», diceva Letta) e pretendete che gli altri si adeguino alla  vostra posizione da surgelati Findus. Così Letta, scrive Grasso, «li ha  sovrastati, ha mostrato la pochezza dei quattro più quattro».

 

Non basta mandare tutto on line se non hai nulla da dire. «Questa volta – scrive l’editorialista del Corriere – lo streaming non ha funzionato come  caricatura della democrazia e della comunicazione: limitarsi ad avvolgere ogni  rapporto sociale, a mantenere vivo il contatto fra le parti, ad accorciare le  distanze, senza preoccuparsi troppo dei messaggi. Questa volta lo streaming è  servito per conoscere meglio il programma di Letta, senza le fantasie dei  retroscenisti e senza complessi di inferiorità nei confronti della presunzione.  La politica ha vinto sul velleitarismo».

 

Fantastica poi, la battuta con cui li ha congedati, riferendosi a Grillo che  aveva detto che il 25 aprile, dopo l’inciucio, “Dio è morto”. «Dite a Grillo,  però, che dopo tre giorni Dio è resuscitato». Degno epilogo dell’incontro in cui  si sono rovesciate le parti. La battuta migliore non l’ha fatta il comico, ma il  politico della casta.

 

Articolo pubblicato su Tempi.it

VIDEO dell’incontro

 

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