Sinistra chiede al Comune di Rimini di non ospitare più il Meeting. «Furore ideologico vergognoso»


Il vendoliano Fabio Pazzaglia, consigliere comunale di Sel a Rimini, insieme  alla Federazione della Sinistra ha chiesto che il Comune di Rimini, la  Provincia e la Fiera rifiutino quest’anno di ospitare il Meeting di Rimini per  l’amicizia tra i popoli: «Chiediamo alle Istituzioni locali di farsi carico  dell’indignazione sollevatasi in queste ore tra i cittadini che faticano ad  arrivare alla fine del mese ma che mai e poi mai si sognerebbero di fare carte  false per rubare soldi pubblici».

 

Il riferimento è al sequestro di beni per oltre un milione  di euro alla Fondazione Meeting, dopo che un amministratore, il direttore  generale e il responsabile amministrativo della Fondazione Meeting sono stati  denunciati nell’ambito dell’indagine per truffa aggravata. Il Meeting in un comunicato ha risposto che «l’ipotesi di reato è  per noi infondata, così come è sproporzionata la misura del sequestro preventivo  della somma ipoteticamente ricevuta in modo irregolare, che oltre tutto  rappresenta solo una minima parte del bilancio del Meeting». Tempi.it  ha intervistato Fabrizio Miserocchi, coordinatore provinciale di Rimini del Pdl: «Dopo tutto quello che il Meeting ha fatto per la città culturalmente ed  economicamente solo il furore ideologico della sinistra può spiegare una  richiesta tanto assurda».

 

Come ha reagito il Consiglio alla richiesta della  sinistra? Non hanno fatto un ordine del giorno formale: la loro  manifestazione d’odio palese ed esplicita è stata realizzata attraverso un  comunicato stampa dove chiedono appunto che il Meeting se ne vada da Rimini e  chiedono che l’amministrazione comunale, provinciale insieme alla Fiera non  ospitino più il Meeting.

 

Perché? Perché il Meeting, dicono, è disonesto e così  ideologico che non poteva finire se non inquisito. Questa richiesta è senza  precedenti, fuori da ogni grazia di Dio, e infatti tutti gli amministratori  locali sono rimasti in silenzio davanti alla richiesta, tranne il presidente  della Provincia che è stato più gentile. Tutti si sono mostrati attendisti,  dando risposte formali. Noi ieri invece abbiamo fatto un comunicato chiaro, dove  spieghiamo che non abbiamo nessun dubbio né sui denunciati, che conosciamo, né  sulla manifestazione. Quello della sinistra è sciacallaggio politico, vergognoso  e imbarazzante per la città, specie dopo tutto quell che il Meeting ha fatto per  Rimini culturalmente ed economicamente.

 

Che vantaggi porta il Meeting alla città di Rimini? Porta  vantaggi enormi, prima di tutto da un punto di vista economico: penso alle  incredibili presenze che realizza (quasi 800 mila l’anno scorso, ndr), l’indotto  che genera sul territorio, la sua collocazione nella stagione riminese, perché  il Meeting si svolge a fine agosto quando altrimenti sarebbe difficile riempire  gli alberghi. Dal punto di vista culturale, poi, non ne parliamo neanche: il  Meeting ha portato qui capi di Stato, gli esponenti della cultura più importanti  degli ultimi trent’anni, imprenditori, ha messo la città al centro della scena  internazionale per una settimana, e noi abbiamo un bisogno terribile di questo.  La valenza complessiva della manifestazione non si può paragonare a nessun’altra  manifestazione che si svolge a Rimini nell’arco di tutto l’anno.

 

Cosa succederebbe se l’amministrazione riminese accettasse la  proposta della sinistra? Se Rimini perde il Meeting dobbiamo  vergognarci tutti ma non come politici o persone di parte, ma come cittadini,  come riminesi. Solo col furore ideologico si può spiegare una richiesta del  genere, non ci sono altre motivazioni. Questo è ancora più preoccupante se  pensiamo che questa gente, questa classe dirigente rischia di governare  l’Italia: Sel può andare al governo e c’è da essere preoccupati. Se questo è  l’approccio che hanno su tutte le cose, sarà un disastro.

 

La città di Rimini come vive le denunce al Meeting? Il  clima in città è pesante, queste cose lasciano il segno. Io sono di Comunione e  Liberazione, l’altra sera camminavo sul Ponte di Tiberio e uno mi ha tirato  dietro un sacco di nomi per Cl e il Meeting. Io ho tirato dritto ma il clima è  questo, la situazione è difficile ma andiamo avanti. Quando fra 10 anni verranno  fuori i documenti che dimostrano che tutto quello di cui accusano il Meeting è  falso, verrà fatto un trafiletto dai giornali ma ormai nessuno se lo ricorderà  più.

Che cosa chiedete alla città di Rimini? Di mobilitarsi.  Rimini deve difendere il Meeting: non devono farlo solo i politici o le  istituzioni ma tutte le persone. Deve muoversi la cosiddetta società civile:  altrimenti è un dramma.

Leone Grotti

 

Fonte: Tempi.it