Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Solennità dell’Epifania di Nostro Signore – Angelus di Papa Benedetto XVI del 6 gennaio 2007

Cari fratelli e sorelle!

L’odierna solennità dell’Epifania celebra la manifestazione di Cristo ai Magi, evento a cui san Matteo dà grande risalto (cfr Mt 2,1-12). Narra nel suo Vangelo che alcuni “Magi” – probabilmente dei capi religiosi persiani – giunsero a Gerusalemme guidati da una “stella”, un fenomeno luminoso celeste da loro interpretato come segno della nascita di un nuovo re dei Giudei. Nessuno in città sapeva nulla, anzi, il re in carica, Erode, rimase molto turbato dalla notizia e concepì il tragico disegno della “strage degli innocenti”, per eliminare il rivale appena nato.

I Magi, invece, si affidarono alle Sacre Scritture, in particolare alla profezia di Michea secondo la quale il Messia sarebbe nato a Betlemme, la città di Davide, situata a circa dieci chilometri a sud di Gerusalemme (cfr Mic 5,1).

Partiti in quella direzione, videro di nuovo la stella e, pieni di gioia, la seguirono finché si fermò sopra una capanna. Entrarono e trovarono il Bambino con Maria; si prostrarono davanti a Lui e, in omaggio alla sua dignità regale, Gli offrirono oro, incenso e mirra.

Perché questo avvenimento è così importante? Perché in esso cominciò a realizzarsi l’adesione dei popoli pagani alla fede in Cristo, secondo la promessa fatta da Dio ad Abramo, circa la quale riferisce il Libro della Genesi: “In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra” (Gn 12,3).

Se dunque Maria, Giuseppe e i pastori di Betlemme rappresentano il popolo d’Israele che ha accolto il Signore, i Magi sono invece le primizie delle genti, chiamate anch’esse a far parte della Chiesa, nuovo popolo di Dio, basato non più sulla omogeneità etnica, linguistica o culturale, ma solo sulla fede comune in Gesù, Figlio di Dio.

L’Epifania di Cristo, perciò, è nello stesso tempo epifania della Chiesa, cioè manifestazione della sua vocazione e missione universale.

In questo contesto sono lieto di indirizzare il mio cordiale saluto agli amati fratelli e sorelle delle Chiese Orientali che, seguendo il Calendario Giuliano, celebreranno domani il Santo Natale: con affetto auguro loro abbondanza di pace e di cristiana prosperità.

Mi piace poi ricordare che, in occasione dell’Epifania, si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria. E’ la festa dei bambini cristiani che vivono con gioia il dono della fede e pregano perché la luce di Gesù arrivi a tutti i fanciulli del mondo.

Ringrazio i bambini della “Santa Infanzia”, presente in 110 Paesi, perché sono preziosi cooperatori del Vangelo e apostoli della solidarietà cristiana verso i più bisognosi. Incoraggio gli educatori a coltivare nei piccoli lo spirito missionario, affinché nascano tra loro missionari appassionati, testimoni della tenerezza di Dio e annunciatori del suo amore.

Ci rivolgiamo ora alla Vergine Maria, Stella dell’evangelizzazione: per sua intercessione possano i cristiani d’ogni parte della terra vivere come figli della luce e condurre gli uomini a Cristo, vera luce del mondo.

 

Sito della Santa Sede

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