Sorpresa: il mondo è meno povero e vive meglio. Dimezzate le cifre della fame e delle malattie


fame-nel-mondoMancano pochi mesi alla conclusione dei Millennium Goals, gli Obiettivi del Millennio, un progetto di lotta alla povertà senza precedenti lanciato dalle Nazioni Unite nel 2000: 8 gli obiettivi, 15 gli anni di tempo per realizzarli. Un rapporto dell’Onu appena pubblicato traccia un bilancio dei risultati conseguiti, aggiornato al 30 giugno. «Mentre il tempo sta per scadere», si legge nell’introduzione, «la comunità internazionale ha motivo di festeggiare.

Grazie agli sforzi coordinati a tutti i livelli, il progetto ha salvato la vita a milioni di persone e a molte di più ha garantito una vita migliore. Ma l’opera non è completata, deve proseguire nell’era del nuovo sviluppo».

In effetti nessuno degli 8 obiettivi è stato raggiunto. Però in molti ambiti si sono conseguiti risultati notevoli anche se, nel valutarli, c’è da considerare che il confronto per lo più è stato fatto non tra il 2000 e il 2015, bensì tra il 1990 e il 2015. Il primo obiettivo era sradicare la povertà estrema e la fame ed è forse qui che si sono ottenuti i risultati più rilevanti.

Rispetto al 1990, il numero delle persone in condizioni di estrema povertà si è più che dimezzato: da 1,9 miliardi a 836 milioni. Il risultato è tanto più considerevole perché, nel frattempo, la popolazione mondiale è passata dai 5,2 miliardi del 1990 agli attuali 7,3 miliardi, un incremento concentrato inoltre nei Paesi poveri: e dunque in termini percentuali la popolazione sotto la soglia di povertà è scesa dal 47% al 14%.

Un buon risultato si è ottenuto anche nella lotta contro la fame. La percentuale delle persone affamate si è quasi dimezzata, passando dal 23% del 1990 al 12,9% di quest’anno.

 

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