Udienza generale. Il Papa: fiducia in Dio sempre, anche fra le prove più ardue


La questione sull’origine di Gesù è stata al centro della catechesi di Benedetto XVI durante l’udienza generale in Aula Paolo VI. Gesù è originario di Nazareth, è nato a Betlemme, ma la sua vera origine – ha affermato il Papa – è il Padre: “è il Figlio Unigenito del Padre, viene da Dio”. “Il Natale del Signore – ha aggiunto – illumina ancora una volta con la sua luce le tenebre che spesso avvolgono il nostro mondo e il nostro cuore, portando speranza e gioia”.  VIDEO

In questo tempo di Natale, ricorda il Papa, celebriamo “il mistero grande e sconvolgente” del Figlio di Dio che, “per opera dello Spirito Santo, si è incarnato nel seno della Vergine Maria”:

“E’ questo un annuncio che risuona sempre nuovo e che porta in sé speranza e gioia al nostro cuore, perché ci dona ogni volta la certezza che, anche se spesso ci sentiamo deboli, poveri, incapaci davanti alle difficoltà e al male del mondo, la potenza di Dio agisce sempre e opera meraviglie proprio nella debolezza”.

Dio ha scelto Maria, “un’umile donna, in uno sconosciuto villaggio, in una delle provincie più lontane del grande impero romano”. “Senza di lei – sottolinea Benedetto XVI – l’ingresso di Dio nella storia dell’umanità non sarebbe giunto al suo fine”. “A volte, anche nel cammino e nella vita di fede – aggiunge il Santo Padre – possiamo avvertire la nostra povertà, la nostra inadeguatezza di fronte alla testimonianza da offrire al mondo”. Ma in ogni frangente non siamo soli:

“Sempre, anche in mezzo alle difficoltà più ardue da affrontare, dobbiamo avere fiducia in Dio, rinnovando la fede nella sua presenza e azione nella nostra storia, come in quella di Maria. Nulla è impossibile a Dio! Con Lui la nostra esistenza cammina sempre su un terreno sicuro ed è aperta ad un futuro di ferma speranza”.

“Ogni volta che recitiamo il Credo, la Professione di fede – ricorda il Pontefice – ripetiamo queste parole: per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria”:

“A questa frase chiniamo il capo perché il velo che nascondeva Dio, viene, per così dire, aperto e il suo mistero insondabile e inaccessibile ci tocca: Dio diventa l’Emmanuele, Dio con noi”.

La fede – spiega il Papa – porta in noi “una novità così forte da produrre una seconda nascita”. Infatti, all’inizio dell’essere cristiani c’è il Battesimo, un dono conferito gratuitamente che ci fa rinascere come figli di Dio:

“Solo se ci apriamo all’azione di Dio, come Maria, solo se affidiamo la nostra vita al Signore come ad un amico di cui ci fidiamo totalmente, tutto cambia, la nostra vita acquista un nuovo senso e un nuovo volto: quello di figli di un Padre che ci ama e mai ci abbandona”.

Salutando i pellegrini di lingua italiana, il Papa ha infine espresso l’auspicio che i giovani sappiano “considerare ogni giorno del nuovo anno come un dono di Dio”, che gli sposi novelli realizzino “un’autentica comunione di vita e d’amore” e che il nuovo anno porti ai malati “consolazione nel corpo e nello spirito”.

Amedeo Lomonaco

 

Fonte: Radio Vaticana

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