Un re “in vitro” nel futuro di Londra – di Gianfranco Amato


La deriva demenziale del politically correct riesce a raggiungere vette ineguagliate di parossismo in Gran Bretagna. La ferma intenzione da parte del governo conservatore di legalizzare il matrimonio omossessuale sta allargando, infatti, lo spettro delle inevitabili conseguenze di ordine giuridico. I Pari d’Inghilterra, ad esempio, stanno discutendo di cosa possa accadere nel caso in cui una regina lesbica decidesse, insieme alla propria consorte, di ricorrere alla fecondazione assistita eterologa, grazie alla donazione di sperma.

 

A sollevare la questione è stato il Barone conservatore Lord Nicholas Edward True, favorevole al matrimonio gay, che ha presentato un emendamento al disegno di legge sulla successione al trono attualmente in esame alla Camera dei Lord e che dovrà essere discusso, in terza lettura, il prossimo 22 aprile.

 

Si tratta di quel disegno di legge, per intendersi, con il quale si propone l’abrogazione, tra le altre cose, della regola del maggiorasco – quella per cui solo i primogeniti maschi possono succedere al trono –, in quanto considerata forma di discriminazione di genere. Lo imporrebbe la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

 

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