Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Una bella storia di Natale, veramente accaduta

Ecco una storia vera, accaduta in Ungheria in un tempo di terribili persecuzioni contro la fede. E’ raccontata nel suo libro Chi comprenderà il cuore di Dio? da  Padre Marie Dominique Molinié, sacerdote cattolico, domenicano e tomista, nato nel 1918 e morto nel 2002.  Alla scuola comunale l’istitutrice è un’atea militante che non perde nessuna occasione per seminare dubbi nei cuori dei bambini che, quasi tutti, vengono da famiglie praticanti. 

Una dei bambini, Angela, di 10 anni, si distingue per la grande fede e diventa il bersaglio della istitutrice.

Un giorno questa donna inventa un nuovo metodo per estrarre ogni barlume di fede dal cuore di questi bambini innocenti. Domanda a Angela:

– Quando i tuoi genitori ti chiamano, che fai?

– Vado da loro – risponde la bambina.

– E quando chiamano lo spazzacamino, che succede? – incalza la donna.

 – Arriva lo spazzacamino – è la risposta della bambina.

– Bene figlia mia, viene perché esiste! Tu vieni perché esisti. Ma supponiamo che i tuoi genitori chiamino tua nonna che è morta, pensi che verrà? – domanda l’istitutrice.

Il dialogo diventa serrato:

– No, non credo che verrà.

– Brava! E se chiamano cappuccetto rosso o barbablù, che succederà?

– Non verrà nessuno perché si tratta di favole.

– Perfetto! Vedete dunque, bambini, che i viventi, quelli che esistono, rispondono a coloro che li chiamano e  coloro che non rispondono non vivono più oppure hanno smesso di esistere. E’ chiaro, vero?

– Sì – risponde tutta la classe con voce timida.

– Tu Angela, credi che il Bambino Gesù ti senta quando lo chiami? – chiede la donna.

La piccola risponde con un fervore improvviso, indovinando il tranello:

– Sì, credo che mi senta!

– Bene, facciamo allora un piccolo esperimento – propone l’istitutrice – se il Bambino Gesù esiste, udrà la vostra chiamata. Gridate allora tutti insieme, a voce alta: vieni, Gesù Bambino!

Dopo un lungo silenzio durante il quale l’istitutrice assapora lo smarrimento dei bambini, Angela si lancia in mezzo alla classe e grida:

– Ebbene sì, noi lo chiameremo tutti insieme, vieni Gesù Bambino!

Tutti gli scolari si alzano e gridano, pieni di speranza:

– Vieni, Gesù Bambino!

Tutti i bambini guardavano Angela, quando di colpo la porta si aprì senza rumore. Tutta la luce del giorno si raccolse improvvisamente verso la porta. Questa luce cresceva e aumentava e divenne un globo di fuoco.

All’inizio i bambini ebbero paura, ma il globo si aprì e dentro apparve un bellissimo bambino come non ne avevano mai visto uno. Il bambino sorrideva loro senza dire una parola. La sua presenza era dolcissima. Vestito di bianco, sembrava un piccolo sole. Era lui che produceva la luce.

Non disse niente, sorrideva soltanto; poi disparve nel globo di luce che si dissolveva poco a poco, secondo le testimonianze dei bambini. La porta si richiuse da sola dolcemente.

Inondati di gioia, i bambini non potevano parlare. Ma un grido stridulo ruppe il silenzio, Hagarde, l’istitutrice, urlava:

– È venuto! E’ venuto!

Poi scappò sbattendo la porta. Angela disse semplicemente:

– Vedete, lui esiste!

Il cappellano dell’epoca dopo interrogò ciascun bambino e dichiarò sotto giuramento che non si contraddicevano.

D’altra parte i bambini trovavano questo quasi normale e uno di loro affermò: “Poiché eravamo in difficoltà, bisognava bene che Gesù bambino venisse a cavarci dagli impicci!”

L’istitutrice abbandonò il suo lavoro per motivi di salute mentale. Ripeteva continuamente: “È venuto! È venuto!”

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