Usa, trovato l’accordo sul fiscal cliff


Allo scoccare della mezzanotte, Washington ha brindato al nuovo anno e all’accordo raggiunto tra Casa Bianca e repubblicani al Senato per risparmiare all’America di cadere nel “fiscal cliff”, il cosiddetto baratro fiscale dell’immediato aumento da oggi delle tasse per il 98% degli americani e dei tagli indiscriminati alla spesa pubblica in grado di assestare un duro colpo all’economia degli Stati Uniti.

Il testo, finalizzato dal vicepresidente Joe Biden e dal leader della minoranza repubblicana al Senato Mitch McConnell, prevede l’aumento delle tasse a chi guadagna oltre 450 mila dollari l’anno e rinvia di due mesi i tagli alla spesa pubblica: è stato preparato per essere sottoposto sul fil di lana al voto del Senato durante la notte, e nel corso della giornata dovrebbe poi approdare anche alla Camera dei Rappresentanti, dove rischia però di incontrare ancora ostacoli.

Si tratta di un accordo che lascia aperte diverse questioni, come del resto ha affermato il presidente Barack Obama annunciando che l’intesa per evitare l’aumento delle tasse generalizzato era ormai “in vista”, anche se “il problema del fiscal cliff sarà risolto gradualmente”. “Se i repubblicani pensano che il lavoro per ridurre il deficit sia solo quello di tagliare la spesa dovranno cambiare idea”, ha affermato Obama. Parole che hanno irritato diversi parlamentari repubblicani.

Il presidente della Camera, il repubblicano John Boehner, ha affermato che l’assemblea considererà il testo dell’accordo una volta che sarà approvato dal Senato. “Decisioni sull’opportunità di apporre emendamenti o approvarlo non saranno prese fino a quando i membri della Camera non saranno stati in grado di visionare” il testo, ha affermato in un comunicato.

L’intesa, secondo fonti del Congresso, prevede tra le altre  misure la proroga di un anno dei benefici legati all’indennità di disoccupazione; il mantenimento delle aliquote dell’attuale minimum tax; l’estensione per cinque anni dei crediti di imposta anche per l’infanzia e i mutui degli studenti per il college; l’innalzamento dal 35% al 40% della tassa di successione; un’aliquota al 23,8% delle tasse sui dividendi e i capital gains per le famiglie più ricche.

L’accelerazione nelle trattative si è avuta sin da due giorni fa, quando è sceso in campo Biden al posto del leader della maggioranza democratica al Senato Harry Reid, i cui colloqui con il collega repubblicano Mitch McConnell avevano raggiunto un punto morto.

In una intervista televisiva, Obama aveva ammonito ancora una volta che “senza un’intesa ci sarà una reazione negativa dei mercati”. Ma poi, ieri, subito dopo il suo annuncio sull’accordo ormai “in vista”, Wall Street ha registrato un’accelerazione, chiudendo poi la seduta in netto rialzo.

Fonte: Avvenire