Veilleurs debout, le “giovani statue” che protestano contro le nozze gay. «Piuttosto morire in piedi che vivere in ginocchio» – Video


Da una settimana i veri protagonisti delle piazze di Parigi non sono i  turisti americani o gli artisti di strada, ma semplici ragazzi uguali a tanti  altri che stanno in piedi e in silenzio giorno e notte come delle statue. I  passanti si chiedono cosa succede, ma nessun giornale e nessuna televisione  francese parla di questo fatto.

Invece su Facebook o su Twitter siamo bombardati  da centinaia di account e di post: sono i veilleurs-debout e sono dappertutto: a  Place Vendôme, davanti al Palazzo di Giustizia, sul marciapiede di fronte  all’Eliseo, in Place de la République, a Lione, Tolone, Reims, in tutta la  Francia e anche in Europa.

Si pongono infatti nel solco delle proteste della  Manifestation pour tous contro la legge  Taubira, ma manifestano anche per la condanna di uno di loro, il 23enne Nicolas punito per “ribellione e rifiuto di  prelievo” da parte della polizia a quattro mesi di prigione, di cui due  obbligatoriamente in carcere, e a 1000 euro di multa. Difendono Nicolas  perché «non lasceremo mai che un uomo venga imprigionato per un ideale».

L’IMPOSSIBILE. I veilleurs sono sempre là, in piedi,  silenziosi, immobili. Come le statue dei re sulla facciata di Notre-Dame. È il  silenzio assoluto. Ogni tanto cantano. Leggono, pregano, studiano, di giorno e  di notte, si danno il turno e qualche loro amico o qualche bambino porta loro da  mangiare.

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