Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Facciamo il punto. Ecco perché la pandemia per ora non finirà.

Una vigilia di Natale di molti anni fa andai a confessarmi nel tardo pomeriggio, poco prima che iniziasse la celebrazione della messa vespertina, quella valida per il seguente giorno festivo. La chiesa era vuota, le luci erano abbassate e io ero l’unica persona ad accedere ad uno dei confessionali con la luce accesa che stava ad indicare la presenza del sacerdote all’interno. Vidi un giovane prete che conoscevo solo di vista e mi affrettai verso di lui.

Prese a parlare per primo: “Sono qui da stamattina – mi confidò costernato – e lei è la quinta persona che viene a confessarsi.” Non ricordo cosa gli risposi per confortarlo, ma la notizia turbò anche me, soprattutto quando di lì a pochi minuti la chiesa si riempì di un numero di persone molto superiore all’affluenza usuale e, avendo deciso di fermarmi per partecipare alla messa che stava per iniziare, restai di stucco quando vidi tutti andare a prendere Gesù.

Il non giudicare che viene invocato sempre dai più ignoranti della nostra religione sperando così di farla franca anche al cospetto di Dio non mi passò nemmeno per la mente, perché giudicai sacrileghe quelle comunioni e ho continuato a considerarle tali tutte le volte che ho visto mangiare il Corpo di Cristo da pubblici peccatori, gente ostinata nel proprio errore e proterva nei confronti delle Leggi del Signore.

Bisogna chiarire che il giudizio non deve essere espresso solamente quando è temerario, cioè quando si attribuisce al prossimo una colpa morale senza un sufficiente fondamento, oppure quando si compie una maldicenza cioè quando, senza un motivo oggettivamente valido, si rivelano i difetti e le mancanze altrui a persone che li ignorano e, infine si commette una calunnia quando, con affermazioni contrarie alla verità, si nuoce alla reputazione degli altri e si dà occasione a erronei giudizi sul loro conto. (CCC 2477)

In aggiunta va riportato quanto afferma S. Tommaso d’Aquino nella “Somma teologica” (II – II, arg. 60): “Se il cristiano non dovesse giudicare, perché lo Spirito Santo lo arricchirebbe dei suoi sette santi doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio?  E cosa sarebbe un “intelletto” senza il giudizio, se non l’istinto degli animali?”

Quindi, non dubitando di quanto Nostro Signore ci ha insegnato nel Vangelo (il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono, Lc 11,13), dopo aver chiesto l’assistenza della Terza Persona della SS. Trinità vado avanti serena ad esprimere i miei giudizi.

E’ un dato di fatto che la maggioranza dei cattolici sono ignoranti della loro religione e che solo un terzo di loro ha letto la Bibbia e, forse, neppure per intera. Difatti il “Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia” presentato al Senato nel maggio 2014 dal prof. Alberto Melloni, segretario della Fondazione Giovanni XXIII per le scienze religiose e a cui hanno lavorato una trentina di giuristi, teologi, storici, sociologi, educatori che, da diversi punti di vista, sono arrivati ad una conclusione sconsolante: in Italia l’analfabetismo religioso è imperante. (qui)

A peggiorare le cose occorre aggiungere che pochissimi possiedono, e quindi conoscono, il “Catechismo della Chiesa cattolica”, né sono a conoscenza che è consultabile sul sito della Santa Sede (qui), come d’altronde la Bibbia (qui) su cui si può fare anche la ricerca alfabetica.

Come potranno essere giustificati davanti a Dio tutti coloro che finora sono andati a ricevere Gesù senza aver prima esaminato se stessi, ignorando che chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore mangia e beve la propria condanna e non sapendo che chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore sarà reo del corpo e del sangue del Signore (1Cor 11)?

E chi si renderà responsabile davanti al Giudice Supremo della loro totale ignoranza riguardo alle verità di fede, quelle che il Catechismo precedente al Concilio insegnava con domande e risposte: “Chi è Dio? Dio è l’Essere perfettissimo creatore del cielo e della terra”. E via così.  E poi si studiavano le Virtù cardinali e quelle teologali e i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio e quelli contro lo Spirito Santo… Noi imparavamo tutto in un anno e ancora lo ricordiamo.

Ma esiste anche la legge naturale (CCC 37), quella che ogni uomo, credente o meno, si porta nella coscienza dalla nascita, iscritta e scolpita nell’anima di tutti i singoli uomini; essa infatti è la ragione umana che impone di agire bene e proibisce il peccato. . . (CCC  1954)

Come giudicherà Dio questa generazione? Oppure l’ha già giudicata e quello che stiamo vivendo ne è la conseguenza?

Vogliamo le messe, vogliamo ricevere Gesù, è un nostro diritto! E certo, la nostra è la società dei diritti che prevalgono sui doveri.

Perciò, visto che la Chiesa è il Corpo mistico di Gesù, che ne è il Capo, c’è da domandarsi se questa astinenza forzata non sia per piegarci a rispettare Colui che andiamo a ricevere e che ha detto a S. Faustina Kowalska: Sono tre volte santo e il più piccolo peccato mi fa orrore. Non posso amare un’anima macchiata dal peccato, ma quando si pente, la Mia generosità non ha limiti verso di lei. La Mia Misericordia l’abbraccia e la perdona.Dì ai peccatori che nessuno sfuggirà alle Mie mani. Se fuggono davanti al Mio Cuore misericordioso, cadranno nelle mani della Mia giustizia. Scrivi che parlo loro con i rimorsi di coscienza, con gli insuccessi e le sofferenze, con le tempeste ed i fulmini; parlo con la voce della Chiesa, e, se rendono vane tutte le Mie grazie, comincio ad adirarMi contro di essi, abbandonandoli a se stessi e do loro quello che desiderano (La Misericordia divina nella mia vita. VI Quaderno, 26.V.1938)

Gesù a Suor Faustina ha parlato molto della comunione e di come vada ricevuta affinché lui possa agire in un’anima ma se, oltre che nello stato di peccato ostinato, a motivo del quale Egli scappa da lei, riceviamo il Suo Corpo con l’indifferenza che si deve agli alimenti inerti, otterremo che non ne caveremo alcun guadagno spirituale e che il Nostro Salvatore non potrà effonderci i doni spirituali che aveva in serbo per noi.

Ma all’85% dei cattolici non interessa conoscere Gesù né quello che ci ha insegnato attraverso i Vangeli e per mezzo del Magistero della Chiesa, oltre agli scritti dei Santi mistici che hanno goduto di veri colloqui con Lui.

Noi invece abbiamo costruito una “società dell’allegria”, però non come espressione di santità alla maniera di Don Bosco (qui) bensì come svuotamento di valori e doveri, di giustizia e di carità, di fede e di rettitudine morale. Ed ora stiamo scaldando i motori e mordendo il freno per riprenderci tutte quelle libertà che riteniamo ci siano state ingiustamente tolte.

E’ capitato un accidente che resterà nei libri di storia e noi pensiamo di poterlo superare gridando Andrà tutto bene! Tutto tornerà come prima!, ma Dio ci scampi dal tornare a ripetere gli stessi errori, perché poi ci accadrebbe ancor di peggio.

I nostri giornalisti ci informano di fatti preoccupanti che starebbero per accadere, di prossimo controllo dell’umanità da parte di personaggi inquietanti e pubblicano altre notizie allarmanti, ma se non comprendiamo che la soluzione non sta in noi ma in Colui che solo è Onnipotente, se non pieghiamo il capo e le ginocchia per chiedere pietà e aiuto a Chi può tutto, finiremo vittime del monito di Geremia: Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno e il cui cuore si allontana dal Signore (Ger 17,5)

A quel 25% di cattolici che sa già tutto, al piccolo resto fedele a Dio, tocca ora pregare come non mai per i peccatori, per quelli lontani, affinché tornino nell’ovile santo, corte celeste in terra (la S. Vergine a Bruno Cornacchiola) perché siamo forse in quel passo dell’Apocalisse in cui si profetizza: “Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. E si fermò sulla spiaggia del mare.”

Ma un aiuto l’abbiamo ed è il trovare conforto e certezze nelle Sacre Scritture e nelle lettere apostoliche, sicuri che, come eccezionale è il periodo di tribolazione che stiamo attraversando, eccezionale sarà anche la nostra ricompensa se avremo mantenuto la fede. Parola del Signore.

 
Paola de Lillo
 
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E adesso stiamo tutti zitti e preghiamo.
Non ci sarà alcun “arcobaleno” ma una tragedia peggiore, se non smetteremo di offendere Dio.

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