Ecco perché i siti cristiani si proclamano nazareni.


La N di Nazareno in araboForse non tutti sanno che i siti si dotano di applicativi, chiamati in gergo plugin, per verificare non solo il numero complessivo dei loro visitatori, ma anche per ottenere una serie di informazioni necessarie a monitorare gli interessi prevalenti del pubblico al quale si rivolgono, il cosiddetto target.

Nessuna preoccupazione però, sono informazioni assolutamente legali che nulla hanno a che vedere con l’hackeraggio, perché la privacy resta tutelata e da quei pochi elementi non è possibile risalire al proprietario del pc, operazione che è consentita solo alla Polizia Postale nel caso si ravvisi un reato.

Fra gli altri dati che è possibile ottenere vi è anche quello del Paese di provenienza del contatto, perché un portale, benché italiano, è frequentato da navigatori sparsi in luoghi impensabili per chi non ne abbia fatto l’esperienza.

Tanto per dare un’idea, questo sito ha come ospiti fissi, oltre agli Stati Europei, persone che si connettono dalla Cina e dal Giappone, dal Brasile e dalla Terra Santa, dall’India e dal Bangladesh e non mancano all’appello nemmeno quelli provenienti dall’Iraq e dal Pakistan, tanto per citarne alcuni.

Quindi ora sarà più evidente la ragione per cui, come atto di solidarietà verso i nostri fratelli perseguitati, abbiamo esposto il simbolo (la N di Nazareno in arabo) con cui nei Paesi islamici vengono marchiate le case di coloro che seguono la religione di Cristo.

Ciò anche  in considerazione del fatto che i nostri lettori non sono soltanto i cristiani, come ci si aspetterebbe, ma bensì chiunque voglia approfondire un argomento specifico attraverso i motori di ricerca del web, traducendo poi i testi con Google translator. Infatti il data base de La Madre della Chiesa ad oggi ha un archivio di quasi quattromila articoli sui più svariati temi.

Ed è capitato talvolta chi, cercando siti pornografici, ha immesso nella frase di ricerca alcune parole contenute anche in nostri innocentissimi titoli, per cui abbiamo trovato un nostro articolo religioso fra quelli con nomi irripetibili. Però chi stava cercando qualcosa di immorale un’occhiata l’ha data anche al nostro e siamo stati contenti lo stesso.

 

Proprio qualche giorno fa abbiamo avuto un contatto da un sito islamico di tutto rispetto, di lingua russa, dello Stato dell’Ucraina. Ovviamente, avendo imparato proprio dai nostri visitatori stranieri ad usare il traduttore automatico, abbiamo voluto approfondire cosa trattasse.

Può darsi che anche noi facciamo l’effetto di essere dei fissati con la nostra fede, certo è che non ci si aspetta che in ogni capoverso vengano ripetute le lodi e le benedizioni ad Allah, abitudine che forse dovremmo prendere ad esempio, perché noi occidentali citiamo Dio sempre a sproposito, come semplice intercalare e mai per lodarlo.

Ma quello che ha attirato l’attenzione di chi scrive è stato il  titolo “Come passare da una religione all’altra”, articolo ripreso da un’altra fonte non linkata.

Secondo l’autore per diventare cristiano un mussulmano è obbligato a seguire una complessa procedura. Innanzitutto per due settimane deve fare il digiuno e imparare le canzoni e le preghiere religiose, poi alla fine deve confessarsi.

Fatto ciò deve rinunciare all’Islam maledicendo Maometto, suo figlio, i suoi nipoti e tutti i suoi seguaci e non devono sfuggire neppure le sue mogli, sua figlia Fatima (quella amatissima da cui, secondo la leggenda, avrebbe preso il nome la città del Portogallo) e neppure gli Angeli, i profeti e i messaggeri, di cui vengono riportati i nomi.

Ovviamente l’anatema deve essere rivolto anche al Corano, proclamando che è falso dire “che lo diede l’angelo Gabriele e che contiene gli insegnamenti di Maometto e i requisiti legislativi “. Specificatamente il convertito deve negare che “il paradiso è composto da quattro fiumi: quello dell’acqua, del latte, del vino dolce e del miele e che in questo paradiso, come dice Maometto, i musulmani vivono con le loro mogli e sotto l’ombra degli alberi, gli uccelli mangiano carne, frutta e bevono vino mescolato con acqua. Uomini e donne aumenteranno fino al cielo …  con la voglia insaziabile di copulare alla presenza di Dio, e Dio non si vergogna di questo.”

L’elenco delle maledizioni è talmente lungo che alla fine, anche per la difficoltà della traduzione, non si capisce più chi le pronunci, se il neo convertito contro l’Islam o l’Islam verso i cristiani.

Fatto sta che tutto quello che vi si legge è inquietante, perché, se così fosse, una conversione del genere sarebbe di una violenza inaudita e non avrebbe, nemmeno legalmente, il minimo valore.

Per contro viene spiegato cosa viene richiesto ad un cristiano che vuole diventare mussulmano. Riportiamo integralmente lo scritto perché la traduzione è comprensibile: “Per convertirsi all’Islam, è sufficiente dire le parole dei principali certificati islamici – Shahada in arabo o in qualsiasi altra lingua che si possiede. Queste parole devono essere pronunciate con fede nel proprio cuore e con l’intenzione di convertirsi all’Islam. Dobbiamo rinunciare a tutte le credenze che sono in contrasto con la vera religione di Dio.”

Segue poi la formula islamica di conversione, Shahada in arabo. Quindi il testo prosegue: “In russo, è possibile, per esempio, dire: Lo so, io credo con tutto il mio cuore e verbalmente confermo che non c’è altro dio che il Creatore – Allah, e so, credo con tutto il mio cuore e confermo verbalmente che Muhammad è l’ultimo Messaggero di Allah. (Nel senso semantico, o piuttosto nella Sharia, questa dichiarazione significa: Non vi è alcun oggetto degno di culto tranne l’Unico Dio – spiegazione dell’amministratore del sito). Dopo la recita del Shahadah una persona diventa un musulmano, e deve svolgere tutti i doveri prescritti dal Creatore Onnipotente.”

 

Si potrebbe pensare che, essendo l’Ortodosso il rito cristiano prevalente in Ucraina, la conversione dall’Islam descritta non si riferisca al cattolicesimo. Ma alcuni commentatori dell’articolo hanno contestato la veridicità delle affermazioni riportate, negando che il cristianesimo sia di tal fatta. Ne è scaturita una discussione accesissima, con accuse di falsità reciproche. Quindi il moderatore del sito, per dimostrare le bugie dei cristiani, ha invitato a visitare un sito, questa volta linkato. Si tratta di un portale ortodosso, dottissimo, che i mussulmani e l’Islam neppure li nomina, ma che è servito a chi scrive per imparare da dove provenga l’espressione le buone intenzioni spianano la via dell’Inferno, di cui riferirà in un prossimo articolo.

Non sarà certo questo scritto a smentire che per passare al cristianesimo occorra essere sottoposti a violenze psicologiche e ad arrecare offese inutili, perché, come giustamente ha fatto notare un commentatore dell’articolo, il cristiano non maledice ma, secondo l’insegnamento di Gesù, benedice coloro che lo maledicono.

Noi vogliamo benedire tutti, soprattutto coloro che ci odiano e ci perseguitano, ma senza mai rinunciare al nostro orgoglio di essere seguaci del Nazareno.

 

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