Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

« Ecco come Conte sta portando il M5S nelle mani dell’establishment franco-tedesco per far fuori Salvini ed evitare il voto degli italiani » di Antonio Socci

Il vero braccio di ferro in corso – in questo ferragosto rovente per il Governo – è fra il “partito straniero” e il partito della sovranità degli italiani.

E’ lo scontro di sempre che continua finché non sarà ridata la parola agli italiani e saranno loro a risolverlo. Ma è appunto per impedire che decidano gli italiani che il “partito straniero” si è mosso in forze (ricordo che, secondo quanto ha scritto Roberto D’Alimonte sul “Sole 24 ore”, il 72 per cento degli italiani vorrebbe il voto anticipato).

Forte critica del cardinale Müller all’Instrumentum laboris del Sinodo sull’Amazzonia

Il cardinale Gerhard Müller, già Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha reso noto un documento in cui analizza alcuni punti chiave dell’Instrumentum Laboris, la bozza di lavoro del Sinodo sull’Amazzonia pubblicata dalla Santa Sede lo scorso 17 giugno. Questo documento, secondo il cardinale Müller, contiene un “falso insegnamento” riguardante soprattutto le fonti della Rivelazione.  La dichiarazione del cardinale Müller, che appare il 16 luglio, festa della Madonna del Carmelo, viene pubblicata contemporaneamente in quattro lingue: in italiano da Corrispondenza Romana; in inglese da LifeSiteNews; in tedesco da Die Tagespost, Kath.net e CNA Deutsch; e in spagnolo da Infovaticana.

Sinodo Amazzonia: cosa nasconde? Intervista a Julio Loredo

Solennità del Perdono di Assisi

Aerei militari su Milano per riprese tecniche

Sembra una notizia di nessun conto, ma a non essere superficiali c’è da meditare. Ieri mattina a Milano, tra le 10,30 e le 11,00, si è sentito un continuo passaggio di aerei che volavano a bassa quota. I media dicono che in molti hanno telefonato all’Aereonautica militare per conoscerne il motivo e anche chi scrive ha avuto la tentazione di chiamare il 112, perché quei rombi erano inquietanti. Che a girare fossero solo tre velivoli si è saputo dopo, ma al momento sembrava un attacco aereo.

« Paglia, via alle purghe. Cancellato Giovanni Paolo II » di Riccardo Cascioli

Licenziato in tronco l’erede del cardinale Carlo Caffarra e cancellati gli insegnamenti su cui San Giovanni Paolo II aveva costruito l’Istituto per il Matrimonio e la Famiglia. Le purghe (su commissione) del vescovo Vincenzo Paglia al Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, sono scattate: dai piani di studio è stata cancellata la Teologia morale (fondamentale e speciale) e sono stati silurati i rispettivi insegnanti, monsignor Livio Melina e padre José Noriega.

La suora che voleva diventare un’attrice famosa. Tra breve diventerà famosa come santa.

« Ambiguità su Vincent, è l’ecumenismo dell’eutanasia » di Tommaso Scandroglio

A seguito della morte di Vincent Lambert è stata resa nota una Dichiarazione congiunta di sei leader religiosi della città di Reims, città dove è stato ucciso il paziente quarantaduenne. I firmatari sono il rabbino Shlomo Amar; Aomar Bendaoud, imam della Grande Moschea; i pastori Xavier Langlois e Pascal Geoffroy, della Chiesa protestante unita di Francia; l’arcivescovo Eric de Moulins-Beaufort e il vescovo ausiliare Bruno Feillet. Di questa dichiarazione tralasciamo le affermazioni di principio, tanto ricche di buoni sentimenti quanto assai vaghe. Concentriamo la nostra attenzione invece su alcuni passaggi critici.

« Il treno dell’Amazzonia è partito. Prossima fermata la Germania » Sandro Magister

Da lunedì 17 giugno il sinodo dell’Amazzonia convocato a Roma per il prossimo mese di ottobre ha il suo “Instrumentum laboris”, il documento base su cui discutere. Occupa 59 pagine fitte, ma bastano queste poche righe del suo paragrafo 129 per capire dove papa Francesco vuole arrivare:

Don Michele, prete polacco malato terminale e ordinato sacerdote in ospedale, benedice il Presidente della Repubblica di Polonia

«Gay pride, riparare si deve: lezione di Trieste a Genova» di Andrea Zambrano

A Genova sono vietate, ma a Trieste invece sono promosse direttamente dal vescovo. Stiamo parlando delle preghiere di riparazione sorte in questi ultimi anni a fronte dei gay pride che in giugno si snodano lungo la penisola. Com’è ormai costante, le kermesse arcobaleno danno il peggio di sé offrendo uno spettacolo disdicevole che spesso e volentieri offende il pudore e il sentimento religioso.

« Tutti cavalcano l’onda Pride » di Raffaella Frullone

Sul sito ufficiale dell’Onda Pride è riportato ancora il manifesto dello scorso anno: «L’Onda Pride nasce dalla volontà comune di mettere in rete le tante e diverse realtà dell’associazionismo, per coinvolgere le istituzioni, i cittadini e le cittadine, amici e amiche, familiari e vicini di casa in un grande sforzo unitario per affermare diritti, uguaglianza e visibilità per tutte le persone e tutte le famiglie e combattere ogni forma di discriminazione, a partire da quelle per orientamento sessuale e identità di genere. […] Il Pride è di tutt*»

L’intervista di Radio Maria a Matteo Salvini. Gli daranno ancora che è in malafede?

“Pregano troppo”. Il Vaticano chiude un altro ordine – di Marco Tosatti

L’opera di distruzione della vita religiosa da parte del Vaticano continua implacabile. Questa volta è il turno delle Piccole Suore di Maria Madre del Redentore, un ordine religioso nato in Francia, e che conta attualmente circa centoventi religiose; di cui cinque hanno deciso di obbedire al diktat di Roma, e le altre centoquindici, divise in tre comunità, verranno sollevate dai voti presi a suo tempo, e torneranno laiche, dovendo lasciare le loro case e le attività di cura e di assistenza agli anziani che erano la caratteristica di questa congregazione.

Che meraviglia il progresso!

« Lourdes, santuario sottratto al vescovo “troppo” cattolico » di Nico Spuntoni

Lourdes come Medjugorje. Seguendo l’esempio della nomina di monsignor Hoser fatta un anno fa per la situazione della cittadina bosniaca, papa Francesco ha scelto di inviare un suo delegato per la cura pastorale dei pellegrini anche nel centro mariano francese. In quest’ultimo caso, però, a differenza del noto precedente, l’incarico non sarà a tempo indeterminato. La decisione del papa, in un articolo scritto su VaticanNews dal direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, Andrea Tornielli, viene attribuita alla sua intenzione di “accentuare il primato spirituale rispetto alla tentazione di sottolineare troppo l’aspetto gestionale e finanziario”.

« I “rospi” di padre Spadaro e i gesuiti dell’800 » di Angela Pellicciari

Che dire? Le parole dell’attuale direttore della Civiltà Cattolica padre Antonio Spadaro suonano inquietanti: “c’è un rospo”, una “malattia mortale” nella “pancia del nostro paese”, scrive su Famiglia Cristiana. Un linguaggio noir. Un linguaggio oscuro, viscido, fatto per suscitare incubi piuttosto che analisi ragionate. Uno stile che evoca quello del Bergman della Fontana della vergine (ancora lo ricordo con ribrezzo) che mostra un rospo vivo che si agita dentro un panino mentre sta per essere ingoiato – a distanza di tanto tempo non saprei dirlo con esattezza – da una giovane strega.

«La bimba eucaristica che amava cantare alla Madonna» di Costanza Signorelli

È l’8 settembre, festa della Natività della Beata Vergine, e mamma Paola chiede alla sua piccola: “Dimmi Laura, oggi in Paradiso si fa festa?”. La figlioletta annuisce con il capo e subito risponde: “Oh sì, mamma! Con il Pane degli Angeli!”. E nel dirlo sembra condividerne l’immensa gioia. Ma come fa una bambina di soli cinque anni, nella sua semplicità, ad avere così contezza delle cose del Cielo?

« Distanti o vicini, la Chiesa è Salvini-dipendente » di Riccardo Cascioli

Aveva cominciato il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), il cardinale Gualtiero Bassetti, alla vigilia delle elezioni, affermando di non avere mai detto di «non votare Salvini». Probabilmente avvertiva già la tramvata elettorale che stava per colpire la Chiesa istituzionale, soprattutto quella italiana. Ora, a sberla ricevuta, scende in campo addirittura il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, a invitare al dialogo con Salvini: «Il Papa – ha detto a margine di un convegno – continua a dirlo: dialogo, dialogo, dialogo. E perché non Salvini? Anzi, dialogo si fa soprattutto con quelli che non la pensano come noi e con i quali abbiamo qualche difficoltà e qualche problema».

Un po’ d’ordine riguardo all’apertura di nuove moschee

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