Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

«Prendi i soldi e scappa… in Europa. Furti per emigrare» di Anna Bono

Le Chiese africane da tempo cercano di far capire ai giovani e alle loro famiglie che l’Europa non è affatto un Eldorado dove c’è abbondanza di tutto per tutti, basta arrivarci, e che emigrare illegalmente affidandosi a organizzazioni criminali è estremamente rischioso. Le loro campagne di informazione hanno ottenuto dei risultati.

« Il naufragio di un governo » di Antonio Socci

Forse il poeta Cinquecentesco Francesco Berni prefigurava l’attuale esecutivo quando rappresentava umoristicamente quel cavaliere che, ricevuto un colpo che lo aveva diviso in due, non si era accorto di essere ormai deceduto e continuava ad agitare la spada: “Così colui, del colpo non accorto,/Andava combattendo ed era morto”.

«I Santi, fedeli amici di Gesù passati per la porta stretta» di Giorgio Maria Carbone

Il calendario è costellato ogni giorno di santi. Il tempo che ci è dato di vivere non è una successione cronologica piatta e anonima. È permeato radicalmente dalla grazia, dall’azione efficace e trasformante di Gesù Cristo. Il kronos è kairos: la cronologia è azione salvifica di Gesù Cristo. Egli è il Signore della storia.

La voce del popolo cattolico amazzonico è stata disprezzata dai Padri sinodali

Il 4 ottobre, alla vigilia dell’apertura dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, rappresentanti dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira (IPCO) hanno ufficialmente consegnato alla Segreteria del Sinodo una “Richiesta ai Padri sinodali: per un’Amazzonia cristiana e prospera (e non una immensa “favela verde” divisa in ghetti tribali)”.

« Dalle parole ai fatti. I sei punti su cui l’esortazione post-sinodale è già scritta » di Sandro Magister

Archiviato il sinodo dell’Amazzonia, l’attesa è ora su ciò che deciderà papa Francesco, sulla base dei voti a lui consegnati nel documento finaleA giudicare dal discorso a braccio in lingua spagnola che Jorge Mario Bergoglio ha tenuto nell’aula sinodale al termine dei lavori, nel pomeriggio di sabato 26 ottobre, le sue decisioni non tarderanno. E sono in buona misura già scritte.

Blasfemia in tv tra risate e applausi

La prima di Giobbe Covatta

Per chi ritenesse doveroso protestare il numero di telefono di Mediaset è 199 757782

« Il Papa e le statuette, una situazione surreale » di Riccardo Cascioli

Primo: il Papa chiede perdono a quanti si sono sentiti offesi per le «statue della pachamama che sono state tolte dalla chiesa nella Traspontina, che erano lì senza intenzioni idolatriche e sono state buttate al Tevere». Secondo: le statue sono state recuperate e ora sono sane e salve in una caserma dei Carabinieri. Terzo: il Comandante dei Carabinieri sarà ben lieto di dare seguito a tutte le indicazioni e le iniziative al riguardo che verranno proposte dalla Santa Sede, «ad esempio, riferisce il comandante, “l’esposizione delle statue durante la Santa Messa di chiusura del Sinodo”». Quarto: su queste cose il Papa delega il segretario di Stato, cardinale Parolin, a decidere.

« Credere di guadagnare l’Amazzonia per perdere il resto del mondo. Una lettera da Mindanao » di Sandro Magister

Lettera ricevuta da Sandro Magister

“Caro Magister,

le suggestioni di riti più o meno amazzonici e di statuette di donne incinte possono incantare i padri sinodali e chi li circonda, ma mettono nei guai i cattolici nel sud del mondo. Perché anche tra le baracche delle periferie globali la gente guarda Youtube e passa ore su Facebook, e quelle statuette assumono lì un significato che complica molto la vita di catechisti e missionari alle prese con una costante emorragia di fedeli.

« Giustizia è fatta: le statue pagane volano nel Tevere (VIDEO) » di Andrea Zambrano

« Migranti in chiesa, fedeli in fuga: i frutti di Vicofaro » di Andrea Zambrano

E’ finita come era naturale che finisse: con i fedeli in fuga. Ecco il risultato della follia di don Massimo Biancalani di ospitare nella chiesa di Vicofaro alcuni richiedenti asilo: dopo un anno a rimetterci sono stati i fedeli che in chiesa dovrebbero soltanto andarci a pregare. Anzi c’è da stupirsi che a distanza di un anno le cose a Vicofaro non siano precpitate prima. Un anno fa i riflettori si accesero sull’immenso abuso – a Dio Sacramento, ai fedeli e agli stessi migranti usati come ostaggio – perpetrato da don Biancalani.

« Ambiente e Creato, sono due visioni contrapposte » di Riccardo Cascioli

Il Sinodo dell’Amazzonia sta mettendo in risalto un altro punto di grossa confusione che esiste a proposito di ambiente e di clima; è una confusione terminologica che riguarda direttamente il mondo cattolico e che ha gravi conseguenze sia dal punto di vista concettuale che operativo. Si tratta dell’uso dei termini “ambiente” e “Creato” come se fossero la stessa cosa. O, meglio, come se Creato fosse il termine cristiano per indicare l’ambiente ma sostanzialmente con lo stesso significato.

« Peccati ecologici e diritto di voto agli insetti » di Riccardo Cascioli

Il tema dell’infanticidio tra i popoli amazzonici è andato di traverso ai “registi” del Sinodo. Dopo il resoconto che abbiamo pubblicato ieri, è stato Avvenire a tornare sull’argomento a difesa degli indios, dedicando un lungo servizio in cui si dà voce a missionari, ong e bioeticisti. Il risultato a dire il vero non è brillante, il massimo che è riuscito a produrre è un titolo che dice così: «Gli infantidici? (Scritto proprio così sul giornale, con refuso, ndr) Quasi scomparsi». In pratica è una conferma che, per quanto rari, gli infanticidi continuano ad esserci e soprattutto facevano parte della tanto decantata cultura degli indios prima dell’arrivo dei tanto bistrattati missionari occidentali.

« Hanno portato via il Signore! L’Amazzonia entra in chiesa con un culto pagano » di Andrea Zambrano

Una statua di un’indigena nuda e incinta adorata abusivamente come Nostra Signora delle Amazzoni, un rito sincretistico fatto di avemarie, danze e girotondi tribali, un martirologio con attivisti marxisti come Chico Mendes. Il tutto sotto gli occhi di Gesù nel tabernacolo della chiesa. Il segretario del Sinodo ha detto che durante l’assise panamazzonica non ci saranno affatto “riti” pagani. Ma forse il cardinal Baldisseri non aveva ancora visto quanto andato in scena martedì e mercoledì scorso non distante da lui.

« Anche il vescovo Kräutler sa che in Amazzonia si pratica l’infanticidio. Ma non vuole che sia punito » di Sandro Magister

Il precedente post di Settimo Cielo sull’infanticidio in Amazzonia e su chi lo difende anche nella Chiesa ha avuto una risonanza immensa.

Ma c’è dell’altro. Non è vero che tra i personaggi di spicco del sinodo in corso non si sappia dell’esistenza di tale pratica in alcune tribù.

« Sinodo blindato, il Papa chiede un clima di intimità » di Nico Spuntoni

“L’Instrumentum Laboris è un testo martire destinato ad essere distrutto”. Alla prima congregazione generale dell’Assemblea Speciale sull’Amazzonia, Francesco ‘ridimensiona’ la portata del discusso documento preparatorio e ricorda ai padri sinodali che esso deve essere considerato semplicemente come un “punto di partenza per quello che lo Spirito ci aiuterà a fare durante il cammino che faremo”.

« Dopo la cerimonia pagana nei giardini vaticani. Adesso riparare! » di Aldo Maria Valli

A proposito della sconcertante cerimonia che si è tenuta nei giardini vaticani il 4 ottobre, nel giorno di san Francesco, si è parlato di “orgia panteista”, di “sincretismo religioso”,  di “delirio”. Il tutto con l’aggravante di aver utilizzato san Francesco.

Verissimo. Ma io mi permetto umilmente di aggiungere che è stata anche una profanazione. Certamente i giardini vaticani non sono, o per lo meno non lo sono interamente, terra consacrata. Però fanno parte della città in cui vive il papa, e da qualche anno anche il papa emerito.

Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Augusta Regina delle Vittorie, * o Sovrana del Cielo e della Terra, * al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, * o Regina gloriosa del Rosario, * noi devoti figli tuoi, * raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne * (1) effondiamo gli affetti del nostro cuore * e con confidenza di figli * ti esprimiamo le nostre miserie.

Storia del quadro della Madonna di Pompei – Bartolo Longo racconta

I tre missionari, e segnatamente il reverendo D. Michele Gentile, cui spettava di predicare il Rosario, avevano inculcato al popolo di recitare ogni giorno questa preghiera, tanto cara alla Vergine.
Sul finire della sacra Missione, adunque, io cominciava a vedere compiute le mie speranze, e ne rendeva somme grazie a Dio. Ma per stabilire a consuetudine di questo popolo la recita in comune della Corona, e per fare guadagnare le sante Indulgenze della Confraternita del Rosario, mi parve indispensabile porre in venerazione un quadro qualsiasi della Madonna del Rosario, innanzi al quale quella gente potesse ogni sera radunarsi per la recita della Corona.

Cerimonia di consacrazione del Sinodo dei vescovi dell’Amazzonia a San Francesco d’Assisi

« Fioramonti, amico di Ravasi e in lotta con il crocifisso » di Luca Volontè

Crocifiggere il Crocifisso, l’Italia non cambia mai. Non che il nostro buon Gesù lo riviva per la prima volta in questi duemila anni e poi lui le pecorelle le voleva riprendere tutte con sé. Invece Fioramonti si è perso nel gregge.  “Un giorno da Pecora”, geniale trasmissione radiofonica, ha tirato fuori il meglio dal Ministro dell’Istruzione che è riuscito in una settimana a partecipare all’evento del Cardinale Ravasi e a cestinare il crocefisso.

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