Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Le profezie di Don Dolindo Ruotolo si stanno avverando?

«Solo una grande misericordia può fare superare al mondo il baratro nel quale è caduto […]. Che cosa credete voi che sia la misericordia? Non è solo l’indulgenza, ma è anche il rimedio, la medicina, l’operazione chirurgica. La prima misericordia che deve avere questa povera terra, e la Chiesa per prima, dev’essere purificazione. Non vi spaventate, non temete, ma è necessario che un uragano terribile passi prima sulla Chiesa e poi sul mondo! La Chiesa sembrerà quasi abbandonata e da ogni parte la diserteranno i suoi ministri… dovranno chiudersi persino le chiese!

In Tanzania il Covid sconfitto con preghiere e i digiuni. Aspettiamo che i nostri vescovi ci invitino a fare altrettanto.

I casi di Covid-19 sono saliti a poco più di 50 milioni, i morti sono 1,25 milioni. L’Africa si conferma il continente meno colpito. Per un raffronto, l’Europa il 9 novembre ha superato i 13 milioni di contagi, l’Africa ne ha registrati 1,3 milioni. Più che il numero dei casi è indicativo quello dei decessi: 311.336 in Europa, 30.616 in Africa, due terzi dei quali in un solo stato, il Sudafrica. Anche mettendo in conto che, per una serie di motivi, siano morti di coronavirus molti più africani di quelli dichiarati, è chiaro che almeno finora gli scenari apocalittici annunciati non si sono avverati. 

Il “Santo apostolo di Napoli” e le profezie sulla Chiesa

«Quando vedi che le cose si complicano, di’ con gli occhi dell’anima chiusi: “Gesù, pensaci Tu!”».

Il prossimo 19 novembre cade il 50° anniversario della morte di don Dolindo Ruotolo (1882-1970), contemporaneo e amico di Padre Pio, che lo chiamò il «Santo apostolo di Napoli». In vista della ricorrenza, la casa editrice Ares ha pubblicato il libro “Gesù, pensaci Tu”, che richiama l’invocazione centrale dell’Atto di abbandono ispirato dal Signore al mistico napoletano. Il suddetto libro è un prezioso strumento per conoscere la figura di don Dolindo, perché insieme ad ampi estratti delle opere del Servo di Dio registra la dettagliata testimonianza in prima persona di una sua familiare – la novantaduenne, lucidissima, Grazia Ruotolo (una cugina di secondo grado, che per affetto lo chiama “zio”) – che ha affidato il suo racconto al giornalista Luciano Regolo.

La Conferenza Episcopale Italiana invita a non andare a messa nelle zone rosse?

Rispondendo alle richieste di chiarimento dei colleghi giornalisti legate al DPCM del 3 novembre 2020, il Direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, Vincenzo Corrado, precisa quanto segue:

Novecento: il secolo dominato da Satana e la vittoria finale di Maria.

Sembrava sorgere sotto i migliori auspici, con il mondo stranamente in pace ad esclusione del Sudafrica, dove si combatteva una sciagurata guerra di conquista dell’impero britannico ai danni dei coloni di origine olandese, i boeri. A Parigi fervevano i preparativi per quella che fu poi considerata la più grandiosa esposizione universale svoltasi in Francia, durante la quale agli oltre 50 milioni di visitatori furono mostrate le ultime scoperte della scienza e della tecnica.

Quo vadis, Domine?

La tradizione narra che quando l’imperatore Nerone lanciò la persecuzione contro i cristiani Pietro decise di scappare per aver salva la vita.

Fuggendo, sulla via Appia incontrò Gesù che camminava in direzione opposta alla sua, verso Roma, portando la croce.

– Dove vai, Signore?
– Vado a Roma, a farmi crocifiggere di nuovo

Pietro comprese, tornò nell’Urbe e si fece crocifiggere insieme ai suoi, però chiedendo ed ottenendo di essere appeso a testa in giù, non ritenendosi degno di subire lo stesso martirio del Salvatore.

«Cattolici decapitati sull’altare del multiculturalismo: la sharia è legge in Francia» – Nostro commento

L’11 settembre di Francia s’è consumato in poche ore. Proprio come a New York. Nella mattina di giovedì 29 ottobre l’islam colpisce a Nizza, Avignone, Gedda e Lione. A Nizza, nella cattedrale di Notre Dame, nella prima mattinata di ieri due donne e un uomo vengono assassinati da un terrorista islamico. In sottofondo sempre la stessa colonna sonora, Allah Akbar. Tutti e tre erano in preghiera quando il maomettano, nell’ordine, prima ha decapitato un’anziana signora, poi si è scagliato su una trentenne con un numero imprecisato di coltellate – morirà poco dopo, dissanguata, dopo aver provato a strisciare fuori la cattedrale – e infine si è accanito sullo storico sacrestano della cattedrale. Tre nuove vittime immolate sull’altare del multiculturalismo e proprio in una chiesa dove di lì a poco si sarebbe dovuto celebrare un altro sacrificio su un altare ben diverso.

Sono false le dichiarazioni sul Concilio Vaticano II che i social attribuiscono a Padre Pio

 

« La clamorosa ingerenza di Bergoglio nelle presidenziali USA: contro Trump e per l’abortista Biden » di Antonio Socci

Proprio stamani Bergoglio ha annunciato la creazione di 13 nuovi cardinali (di cui 9 elettori). Sono tutti ultra bergogliani. La frettolosa scelta dei tempi, alla vigilia del voto Usa, è significativa: Trump è in forte rimonta e ora il Vaticano bergogliano teme fortemente che possa vincere ancora. A Trump Bergoglio, con tutto l’establishment globalista, ha dichiarato guerra totale.

« Lockdown, un’ideologia ormai impermeabile a fatti e numeri » di Eugenio Capozzi

Ormai è chiaro da tempo: il “lockdown” non è una strategia di governo per combattere la diffusione dell’epidemia/pandemia di Covid-19, ma una visione del mondo, uno stato mentale e psicologico delle classi dirigenti, al limite una vera e propria ideologia. Come tutti gli stati psicologici (psicopatologici) il “lockdownismo” rifiuta di prendere in considerazione qualsiasi dato o tesi infranga la “bolla” nel quale esso vive.

« Ho visto cose che voi anime belle… »

« Dopo il Papa, primi vescovi allo scoperto. Serve chiarezza » di Luisella Scrosati

La frase incriminata, Bergoglio l’ha pronunciata: il video “trafugato” lo mostra chiaramente. Pochi dubbi sussistono anche sul fatto che si tratta di un’astuta vigliaccata del regista: il pezzo tagliato è stato riesumato e gettato dentro ad un docufilm, privo di alcune importante precisazioni fatte da papa Francesco (vedi qui). Inevitabile che di fronte al messaggio che proviene da questo montaggio ormai i buoi siano scappati; ammesso – e non concesso – che siano mai stati dentro la stalla. Il tutto con grave scandalo dei fedeli.

« Papa e gay, frasi sconcertanti, ma il fedele è obbligato a pensare il contrario » di Stefano Fontana

Ieri è stata resa nota la seguente frase pronunciata da papa Francesco: “Gli omosessuali hanno diritto di essere una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere buttato fuori o essere infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”. Si tratta di una frase priva di verità e quindi falsa. Essa non obbliga l’assenso di un fedele come per esempio il sottoscritto, anche se l’ha detta il papa.

« Triste e liquido, il Messale riflette questa Chiesa » di Riccardo Barile

Visionate le immagini della nuova edizione/traduzione del Messale italiano 2020, mi sono ritrovato nella sentenza del saggio: «Come il cane ritorna al suo vomito, così lo stolto ripete le sue stoltezze» (Pr 26,11; la 2Pt 2,22 aggiunge anche una scrofa). Nonostante le proteste per l’iconografia del Lezionario, si è voluto continuare con immagini inguardabili.

« Invito a cena con delitto (siamo in otto) » di Marcello Veneziani

Invito a cena con delitto. Un delitto premeditato perché gli invitati sono otto ed io sarei l’ottavo. Non c’è nemmeno l’alibi che il limite di sei persone riguardi gli invitati e dunque è possibile che il padrone di casa sia il settimo. Se sei ottavo non hai scuse, sei colpevole di oltraggio al Covid, vilipendio della Pandemia, tentata strage e contagio doloso.

Le verità da conoscere

Messa solenne per la beatificazione del venerabile Carlo Acutis

MESSA DI BEATIFICAZIONE DI CARLO ACUTIS

Pubblicato da SAN FRANCESCO D'ASSISI su Sabato 10 ottobre 2020

« La fede cala e il papa punta sul comunismo » di Marcello Veneziani

Se l’Enciclica Fratelli tutti di Bergoglio fosse davvero applicata, probabilmente sparirebbero Dio, la chiesa e la cristianità come le abbiamo finora conosciute e ci sarebbe l’avvento del comunismo, l’abolizione della proprietà privata e degli stati sovrani, l’occupazione di case vuote o sfitte per i bisognosi, l’esproprio dei beni in favore dei poveri, il diritto universale di ciascuno di scegliersi la cittadinanza. Per amore dell’umanità scoppierebbe la più sanguinosa guerra civile mondiale.

« Fratelli tutti, visione opposta a Giovanni Paolo II » di Riccardo Cascioli

Detta in estrema sintesi: la nostra stessa natura ci indica che siamo tutti fratelli e che siamo chiamati a costruire la fraternità universale; per questo dobbiamo superare i nostri egoismi individuali, le nostre chiusure, per poter creare una società aperta basata sull’inclusione, l’amore per ogni uomo, la valorizzazione dei poveri e degli ultimi; per aiutare tutte le nazioni a questo scopo è necessaria in diversi campi una “global governance”, una autorità internazionale capace di indirizzare i singoli stati e sanzionarli quando si chiudono; anche le religioni, che tutte hanno una vocazione alla fraternità universale, devono aiutare a questo scopo, e un esempio è il documento sulla fratellanza umana firmato nel febbraio 2019 da papa Francesco e il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb (la dichiarazione di Abu Dhabi) che è l’ispirazione principale di questa enciclica.

« Strani giorni: vuol rifare la DC chi è stato accusato dai Vescovi di non rispettare la “libertà di culto” e guida una coalizione in cui sempre i Vescovi vedono “derive liberticide” » di Antonio Socci

Ora anche il povero san Francesco d’Assisi viene trascinato nelle lotte di potere interne al governo giallorosso. Il paradosso è che a “usare” il santo Patrono d’Italia ieri, ad Assisi, è stato quel Giuseppe Conte che è a capo della coalizione di governo più laicista e anticattolica della storia repubblicana: quella che ha fatto insorgere la Cei per la mancata riapertura delle chiese (scrissero che era minacciata la “libertà di culto”) e che ha fatto insorgere la Cei pure per la legge Zan in cui i vescovi vedono “derive liberticide”.

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