Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo – Lo scapolare, origini e privilegi

Madonna del Carmine-York GBIl 16 luglio 1251 la Vergine Maria apparve a San Simone Stock, superiore dei Carmelitani, ordine che in quel periodo viveva momenti di grande difficoltà,  e, promettendo il suo intervento in favore dei suoi “fratelli”, dette lo Scapolare come segno della sua particolare intercessione.
La devozione alla Madonna del Carmine si diffuse a tal punto  in molte nazioni europee e fin in America che nel ’500 la festa del 16 luglio, pur non perdendo la sua fisionomia primitiva di celebrazione di Maria Patrona, assunse gradualmente, fino a prevalere, il carattere di “festa dell’abito”.

« Ambiguità su Vincent, è l’ecumenismo dell’eutanasia » di Tommaso Scandroglio

A seguito della morte di Vincent Lambert è stata resa nota una Dichiarazione congiunta di sei leader religiosi della città di Reims, città dove è stato ucciso il paziente quarantaduenne. I firmatari sono il rabbino Shlomo Amar; Aomar Bendaoud, imam della Grande Moschea; i pastori Xavier Langlois e Pascal Geoffroy, della Chiesa protestante unita di Francia; l’arcivescovo Eric de Moulins-Beaufort e il vescovo ausiliare Bruno Feillet. Di questa dichiarazione tralasciamo le affermazioni di principio, tanto ricche di buoni sentimenti quanto assai vaghe. Concentriamo la nostra attenzione invece su alcuni passaggi critici.

« Il treno dell’Amazzonia è partito. Prossima fermata la Germania » Sandro Magister

Da lunedì 17 giugno il sinodo dell’Amazzonia convocato a Roma per il prossimo mese di ottobre ha il suo “Instrumentum laboris”, il documento base su cui discutere. Occupa 59 pagine fitte, ma bastano queste poche righe del suo paragrafo 129 per capire dove papa Francesco vuole arrivare:

Don Michele, prete polacco malato terminale e ordinato sacerdote in ospedale, benedice il Presidente della Repubblica di Polonia

«Gay pride, riparare si deve: lezione di Trieste a Genova» di Andrea Zambrano

A Genova sono vietate, ma a Trieste invece sono promosse direttamente dal vescovo. Stiamo parlando delle preghiere di riparazione sorte in questi ultimi anni a fronte dei gay pride che in giugno si snodano lungo la penisola. Com’è ormai costante, le kermesse arcobaleno danno il peggio di sé offrendo uno spettacolo disdicevole che spesso e volentieri offende il pudore e il sentimento religioso.

« Tutti cavalcano l’onda Pride » di Raffaella Frullone

Sul sito ufficiale dell’Onda Pride è riportato ancora il manifesto dello scorso anno: «L’Onda Pride nasce dalla volontà comune di mettere in rete le tante e diverse realtà dell’associazionismo, per coinvolgere le istituzioni, i cittadini e le cittadine, amici e amiche, familiari e vicini di casa in un grande sforzo unitario per affermare diritti, uguaglianza e visibilità per tutte le persone e tutte le famiglie e combattere ogni forma di discriminazione, a partire da quelle per orientamento sessuale e identità di genere. […] Il Pride è di tutt*»

L’intervista di Radio Maria a Matteo Salvini. Gli daranno ancora che è in malafede?

“Pregano troppo”. Il Vaticano chiude un altro ordine – di Marco Tosatti

L’opera di distruzione della vita religiosa da parte del Vaticano continua implacabile. Questa volta è il turno delle Piccole Suore di Maria Madre del Redentore, un ordine religioso nato in Francia, e che conta attualmente circa centoventi religiose; di cui cinque hanno deciso di obbedire al diktat di Roma, e le altre centoquindici, divise in tre comunità, verranno sollevate dai voti presi a suo tempo, e torneranno laiche, dovendo lasciare le loro case e le attività di cura e di assistenza agli anziani che erano la caratteristica di questa congregazione.

Che meraviglia il progresso!

« Lourdes, santuario sottratto al vescovo “troppo” cattolico » di Nico Spuntoni

Lourdes come Medjugorje. Seguendo l’esempio della nomina di monsignor Hoser fatta un anno fa per la situazione della cittadina bosniaca, papa Francesco ha scelto di inviare un suo delegato per la cura pastorale dei pellegrini anche nel centro mariano francese. In quest’ultimo caso, però, a differenza del noto precedente, l’incarico non sarà a tempo indeterminato. La decisione del papa, in un articolo scritto su VaticanNews dal direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, Andrea Tornielli, viene attribuita alla sua intenzione di “accentuare il primato spirituale rispetto alla tentazione di sottolineare troppo l’aspetto gestionale e finanziario”.

« I “rospi” di padre Spadaro e i gesuiti dell’800 » di Angela Pellicciari

Che dire? Le parole dell’attuale direttore della Civiltà Cattolica padre Antonio Spadaro suonano inquietanti: “c’è un rospo”, una “malattia mortale” nella “pancia del nostro paese”, scrive su Famiglia Cristiana. Un linguaggio noir. Un linguaggio oscuro, viscido, fatto per suscitare incubi piuttosto che analisi ragionate. Uno stile che evoca quello del Bergman della Fontana della vergine (ancora lo ricordo con ribrezzo) che mostra un rospo vivo che si agita dentro un panino mentre sta per essere ingoiato – a distanza di tanto tempo non saprei dirlo con esattezza – da una giovane strega.

«La bimba eucaristica che amava cantare alla Madonna» di Costanza Signorelli

È l’8 settembre, festa della Natività della Beata Vergine, e mamma Paola chiede alla sua piccola: “Dimmi Laura, oggi in Paradiso si fa festa?”. La figlioletta annuisce con il capo e subito risponde: “Oh sì, mamma! Con il Pane degli Angeli!”. E nel dirlo sembra condividerne l’immensa gioia. Ma come fa una bambina di soli cinque anni, nella sua semplicità, ad avere così contezza delle cose del Cielo?

« Distanti o vicini, la Chiesa è Salvini-dipendente » di Riccardo Cascioli

Aveva cominciato il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), il cardinale Gualtiero Bassetti, alla vigilia delle elezioni, affermando di non avere mai detto di «non votare Salvini». Probabilmente avvertiva già la tramvata elettorale che stava per colpire la Chiesa istituzionale, soprattutto quella italiana. Ora, a sberla ricevuta, scende in campo addirittura il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, a invitare al dialogo con Salvini: «Il Papa – ha detto a margine di un convegno – continua a dirlo: dialogo, dialogo, dialogo. E perché non Salvini? Anzi, dialogo si fa soprattutto con quelli che non la pensano come noi e con i quali abbiamo qualche difficoltà e qualche problema».

Un po’ d’ordine riguardo all’apertura di nuove moschee

« Ecco perché i cattolici hanno affondato il politico Bergoglio che (oltre alla Chiesa) affossa tutti quelli che sponsorizza » di Antonio Socci

Ormai sembra il bacio della morte. Tutto quello che Bergoglio tocca va in rovina. Nella Chiesa anzitutto (ed è evidente a tutti). Ma anche nella politica, che poi è la vera ossessione del gesuita argentino.

Alle presidenziali americane si lanciò contro Trump (e a favore della Clinton) e Trump trionfò, mentre Hillary sprofondò. La stessa cosa è accaduta nelle presidenziali della sua Argentina e in quelle del Brasile. Due sconfitte brucianti per i candidati sostenuti da lui.

« Tre lezioni che i vescovi dovrebbero imparare » di Stefano Fontana

Ieri, dopo i risultati delle Europee molte persone segnalavano sui social che anche la Chiesa italiana, e i vescovi in particolare, avevano perso le elezioni. Spesso lo facevano in modo risentito, con accenti di rimprovero, di rivincita ed anche, purtroppo, di esasperata irriverenza. Se però, dopo le elezioni, tante persone hanno pensato che anche i vescovi italiani erano tra i perdenti, vuol dire che prima delle elezioni era stata evidente una loro scesa in campo in senso politico.

« Il Paese dei vescovi asfaltati » di Riccardo Cascioli

C’è un Paese dove i vescovi fanno i politici e perdono le elezioni; dove il quotidiano della Cei dopo l’onore perde anche il senso del ridicolo; dove i pastori parlano di annunciare il Vangelo e sostengono chi vuole droga libera, eutanasia, aborto, utero in affitto, oltre a un esercito di immigrati irregolari. È l’Italia dell’8xMille, il Paese dei Vescovi Asfaltati.

« I veri eurosconfitti sono i mass media » di Giuliano Guzzo

Spiegavate non senza malcelata soddisfazione come la Lega ultimamente – specie dopo il caso del sottosegretario Siri – fosse un po’ in calo; beh, alla faccia del calo: dal marzo 2018 ha aumentato i consensi del 100%, dalle ultime europee la crescita è stata addirittura del 460%, ed oggi è il primo partito con 12 punti di distacco sul secondo.

I gerarchi cattolici di oggi si vergognano della loro fede?

Ieri sera nella trasmissione di Rete4 “Dritto e rovescio” un altro prelato di qualche levatura si è schierato con i “pezzi grossi” della Chiesa cattolica per deplorare i gesti e le invocazioni al Cielo elevate da Matteo Salvini sabato scorso a Milano, al cospetto della Madonnina del Duomo.  Mentre il conduttore ha giustamente ricordato che, senza scandalo per nessuno, per cinquant’anni abbiamo avuto al Governo un partito che si chiamava Democrazia cristiana, gli altri presenti hanno tentato di fornire il loro appoggio al leader leghista senza riuscire però a scalfire minimamente la granitica ostilità del sacerdote, sostenuto nei suoi ragionamenti, manco a dirlo, da esponenti della sinistra.

« Proselitismo, il fantasma di papa Francesco » di Sandro Magister

Nel titolare (vedi sopra) il discorso rivolto il 20 maggio da papa Francesco al Pontificio Istituto Missioni Estere, “Vatican News”, il notiziario telematico ufficiale della Santa Sede, ha dato evidenza all’ennesima, immancabile sua bordata contro il “proselitismo”.

« La campagna elettorale di Bergoglio » – di Antonio Socci

Si può criticare Matteo Salvini come tutti i politici. Ma oggi siamo davanti a una demonizzazione della persona mai vista prima. Salvini sembra l’ossessione collettiva delle élite. E’ una fissazione, specie sui media. Il partito della demonizzazione pare tarantolato dalla volontà di azzopparlo e scongiurare la vittoria della Lega. Però quello che più sconcerta è che tale “partito della demonizzazione” (in certi casi si può parlare di “partito dell’odio” abbia individuato il suo leader morale e politico in un vescovo che dovrebbe occuparsi delle cose del Cielo, un vescovo che non è neanche italiano ed è a capo di uno Stato straniero, ovvero Giorgio Mario Bergoglio.

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