Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

« La sinistra che non capisce la bellezza. Portiamo in Italia la “Sagrada Familia” » di Antonio Socci

Potrà sembrare un’idea pazza, ma mi piacerebbe che il Papa (visto che proprio Benedetto XVI la consacrò nel 2010) facesse smontare la “Sagrada Familia” di Antoni Gaudì e da Barcellona la facesse trasportare a Roma, dove ricostruirla pezzo per pezzo. Come – per la costruzione della diga di Assuan sul Nilo, in Egitto – furono smontati i templi di Abu Simbel (del XIII secolo a.C.), sezionati in 1030 blocchi e trasportati in altra zona dove tutto fu ricostruito. Un’operazione che impiegò cinque anni, dal 1964 al 1969.

« A proposito di giovani (e di sinodi) » di don Elia

No, ragazzi cari, non ci siamo proprio. Ma non è tutta colpa vostra. Il vuoto morale, intellettuale e spirituale in cui vi hanno tirato su vi costringe ad annaspare nella pressoché completa assenza di riferimenti e di punti fermi per le vostre scelte, facendovi al tempo stesso presumere di potervi dare da soli risposte alle domande fondamentali. Nel numero di maggio scorso del glorioso Bollettino salesiano, fondato (come si ricorda in copertina) da san Giovanni Bosco nel 1877, subito dopo il Messaggio del Rettor Maggiore, proprio in apertura sono riportate, senza alcun commento, le riflessioni di tre di voi riguardo alla cosiddetta legge sul fine-vita (qui), che in Italia ha da poco aperto il varco a pratiche eutanasiche.

« Veri e falsi santi del nostro tempo » di Roberto de Mattei

Tra gli anniversari del 2018 ce n’è uno che è passato inosservato: i sessant’anni dalla morte del Venerabile Pio XII, avvenuta a Castelgandolfo il 9 ottobre del 1958, dopo 19 anni di regno. Eppure la sua memoria oggi è viva, soprattutto, come osserva Cristina Siccardi, per la sua immagine sacrale, degna di un Vicario di Cristo, e per la vastità del suo Magistero, sullo sfondo di vicende tragiche, come la Seconda Guerra mondiale esplosa sei mesi dopo la sua elezione al Pontificato, il 20 marzo 1939.

« Populismo a stelle e strisce? » di don Elia

La domanda sorge spontanea ed è più che legittima: perché Steve Bannon, ex-consigliere strategico di Donald Trump, l’ideologo dell’America first, si è trasferito da noi per lanciare un movimento politico in Europa? Quali sono le motivazioni che lo hanno spinto a questo passo? Sono ragioni davvero disinteressate o ha scopi non dichiarati? Senza voler essere malevoli o complottisti a priori, non riusciamo proprio a soffocare il sospetto che The Movement sia in realtà una testa di ponte per prolungare la supremazia statunitense nel Vecchio Continente utilizzando le nuove forze politiche che, sostenute dal malcontento popolare, si stan facendo strada in diversi Paesi.

« Le persone sbagliate di cui Francesco non si libera » di Sandro Magister

L’ex cardinale Theodore McCarrick non è l’unica persona sbagliata su cui Francesco ha scommesso. Perché se ne possono segnalare almeno altre tre, ai gradi alti della gerarchia, ciascuna legata a filo doppio ai cambiamenti che questo papa vuole introdurre nella Chiesa. Di McCarrick anche Francesco conosceva da tempo la cattiva condotta, i suoi corteggiamenti di giovani e di seminaristi, portati in gita e poi a letto. Eppure se l’è tenuto ben stretto fino all’ultimo, come suo primo consigliere nelle nomine mirate a rovesciare i rapporti di forza tra i vescovi degli Stati Uniti, a vantaggio dell’ala progressista.

« Avvenire “sfotte” i miracoli nel giorno del Miracolo » di Andrea Zambrano

Almeno facesse ridere potremmo consolarci. Invece la vignetta che Staino ha pubblicato ieri su Avvenire non fa ridere e forse questo è il problema principale dato che, dovendo di mestiere fare il comico, se questi perde il sale dell’ironia, non si vede per quale motivo deve continuare a occupare pagina 2 di un giornale prestigioso come Avvenire. E per giunta la domenica.

Della rubrica Hello, Jesus curata dal dissacratore vignettista toscano abbiamo già scritto. Ma bisogna tornarci perché all’insipienza di Staino questa volta si unisce la coincidenza del tema scelto della striscia domenicale, che anche un lettore non attento non può non collegare ad una scelta redazionale. Il tema del giorno era infatti la canonizzazione di Papa Paolo VI, dettagliatamente raccontata in apertura di giornale anche in riferimento al miracolo di Amanda che ha portato Paolo VI agli altari.

« “Modello Riace”, giorni contati per un sistema ingiusto» di Anna Bono

Il “modello di integrazione Riace” funziona e se ci sono state irregolarità nella gestione dei fondi, se si è ricorso a degli espedienti per prolungare la permanenza nello Sprar dei titolari di protezione internazionale, se delle leggi e delle norme sono state sistematicamente violate non importa. La disinvolta accoglienza “modello Riace” è “a fin di bene”. È questo il mantra che viene rilanciato ovunque in questi giorni.

« Un parroco sugli altari: Vincenzo Romano sarà Santo » di Davide Lamparella

S. Vincenzo Romano14 ottobre 2018: Papa Francesco canonizzerà, in Piazza San Pietro, anche un parroco del Sud Italia: Vincenzo Romano. Un parroco molto speciale: il primo del quale sia stata avviata una causa di beatificazione nella storia della Chiesa.

Il 13 giugno 1843, Papa Gregorio XVI, all’atto della firma del decreto di introduzione della causa di Vincenzo Romano, parroco della città di Torre del Greco nei pressi di Napoli, disse:

Monsignor Nicola Bux: “L’unità si fa nella verità” – di Aldo Maria Valli

Nicola BuxLa questione degli abusi sessuali nella Chiesa ha un po’ messo in disparte il dibattito su Amoris laetitia e su tutto ciò che ne era seguito a proposito di aderenza del magistero alla retta dottrina. Ma, com’è ovvio, le questioni sono collegate. Appare dunque il caso di riprendere il filo della discussione e lo facciamo con uno specialista, monsignor Nicola Bux, teologo consultore della Congregazione per le cause dei santi, dopo esserlo stato in quella della dottrina della fede, del culto divino e dell’ufficio delle celebrazioni pontificie.

Il martirio dei cristiani di oggi. Video

Immacolata_MurilloPer ognuno di noi esiste un limite invalicabile alla propria tolleranza di fronte alle ingiustizie, materiali o morali che siano. Ancor di più se toccano la sfera privatissima della fede che, quando è vissuta in maniera convintamente totalitaria, impegna la coscienza a ribellarsi e a reagire in difesa di quelli che sono i propri principi religiosi. Non ci si riferisce qui a un generico sentimentalismo tanto buonista quanto incolto ma alla vera fede cattolica, che ha i suoi cardini nelle Sacre Scritture, nel Magistero e nella Tradizione apostolica.

«Multiculturalismo inglese: un modello di segregazione» di Lorenza Formicola

Alla conferenza di partito dei tories a Birmigham, Sajid Javid, il segretario di Stato per gli affari interni ha promesso regole su cittadinanza e immigrazione più severe dopo la Brexit. Già a marzo era stata annunciata una nuova strategia di integrazione rivolta a cinque città inglesi, Bradford, Blackburn, Peterborough, Walsall e Waltham Forest, a Londra – selezionate perché richiedevano “un aiuto speciale”. La strategia aveva previsto ben 50 milioni di sterline da investire per migliorare il contesto e l’integrazione nell’arco di due anni. 

« Verdetto segreto per Asia Bibi. Ci sono motivi di speranza » Stefano Magni

Il destino di Asia Bibi è già stato deciso, ma noi non sappiamo quale sia. Infatti, la Corte Suprema del Pakistan, dopo l’ultimo clamoroso rinvio, ha emesso la sua sentenza per la donna condannata a morte per blasfemia nel 2010 e tuttora in carcere, in isolamento, in attesa di sentenza. Ora la sentenza c’è, ma è “riservata”, non è stata comunicata (per la vicenda si veda sul blog Cristiani Perseguitati).

« Sinodo, l’immagine triste di una Chiesa al traino del mondo » di Riccardo Cascioli

Ascolto, dialogo, accompagnamento, discernimento. Anche al Sinodo sui giovani le parole d’ordine sono quelle che ormai siamo abituati a sentire da un po’ di tempo. E i briefing quotidiani ci riferiscono di quanto sia bello il clima di ascolto e di dialogo instauratosi nell’aula sinodale: si parla di tutto, «senza pregiudizi». Un «processo di reale incontro e ascolto tra generazioni», aveva sintetizzato qualche giorno fa il segretario speciale del Sinodo, il gesuita padre Giacomo Costa.

« Opzione santità » – Recensione del libro “Opzione Benedetto”- di Don Elia

S. BenedettoQuaerite Deum, et vivet anima vestra (Cercate Dio e l’anima vostra vivrà; Sal 68, 33).
Confesso che non ho letto il libro e non vorrei quindi apparire come uno che sentenzia per partito preso, senza cognizione di causa. Ciononostante le mie antenne mi mettono in allarme per più d’un motivo. Il primo riguarda chi l’ha pubblicato in Italia: una casa editrice, un tempo cattolica, che alcuni anni fa ha assunto come logo una falce rossa sormontata da una squadra.

« San Francesco celebrato dagli antifrancescani » di Cristina Siccardi

S. Francesco - Andrea PozzoSan Francesco d’Assisi, che ha risollevato la Chiesa del XIII secolo insieme all’opera di san Domenico di Guzman, non è la figura edulcorata, svirilizzata, dialogante e ambientalista che si è fatta di lui a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso; non rappresenta le istanze dello spirito del Concilio Vaticano II; né raffigura il buonista da salotto e senza logica,tanto caro a molti contemporanei, sia fra il clero che fra i laici; né si fa portabandiera pacifista o portavoce delle «diversità necessarie», come le definisce il Cardinale Gianfranco Ravasi.

« Un sinodo fuori strada. Le critiche dell’arcivescovo di Filadelfia » di Sandro Magister

Sinodo pastoraleComincia oggi (3 ottobre 2018) un sinodo dal titolo piuttosto vago: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Ma ancor più incerto è il documento su cui i padri sinodali sono stati chiamati a “lavorare”. Il documento si chiama, appunto, “Instrumentum laboris”, strumento di lavoro, ed è la traccia per la discussione che verrà. Che peraltro è già iniziata, con forti critiche che si sono appuntate proprio sull’impostazione di questo testo preparatorio.

« Quale comunione episcopale? » di don Elia

aula del SinodoLa Costituzione Apostolica Episcopalis communio, datata 15 settembre 2018, abroga in una volta sola l’Ordo Synodi Episcoporum, promulgato da Benedetto XVI il 29 settembre 2006, gli articoli (quali?) del Motu proprio Apostolica sollicitudo di Paolo VI, del 15 settembre 1965, e tutti i canoni del Codice di Diritto Canonico «direttamente contrari a qualsiasi articolo» del documento in oggetto. Come già in altri casi (per esempio, le norme che regolano le cause di nullità matrimoniale o quelle riguardanti la vita claustrale femminile) il brutale colpo di spugna impone innovazioni giuridiche foriere di profondi cambiamenti.

« L’agenda omosessualista fa tappa al Sinodo sui giovani » di Riccardo Cascioli

sinodo-giovaniE anche al Sinodo dei vescovi sui giovani, che si apre oggi, va in scena la lobby gay che cercherà di far passare nel documento finale il linguaggio dei gruppi Lgbt. È quanto apparso chiaro dalla conferenza stampa di presentazione, tenuta l’1 ottobre dal cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi. La questione riguarda il paragrafo 197 dell’Instrumentum Laboris, ovvero il documento di lavoro su cui si confronteranno i padri sinodali, su cui c’erano già state polemiche al momento della pubblicazione. Per la prima volta in un documento vaticano, infatti, si adotta il linguaggio mondano, parlando della richiesta proveniente da «giovani Lgbt».

« San Michele e il rosario, un gesto importante » di Angela Pellicciari

leone XIIIIn un contesto drammatico, in un tempo in cui il papa era ridotto a “prigioniero in Vaticano” (e lo era alla lettera), quando la massoneria di tutte le logge e di tutti i paesi esultava per aver ridotto Roma e l’Italia a sua colonia, Leone XIII componeva una preghiera in cui chiedeva all’Arcangelo San Michele di farsi difensore della Chiesa e della civiltà da essa scaturita. Nel 1884, qualche mese dopo aver scritto l’Humanum Genus, la sua più dettagliata e vibrante lettera contro la massoneria, il 13 ottobre il papa ha una visione terrificante del demonio all’attacco della Chiesa: è questo il contesto in cui compone una preghiera a San Michele che vuole recitata alla fine di tutte le messe:

“San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen”.

Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede del 29.09.2018

Papa FrancescoIl Santo Padre ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Santo Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre; e a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi.

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